Libri: da stasera al Quirino di Roma ‘Reading sulla liberta’


Parte stasera alle 17 Teatro Quirino di Roma l’iniziativa ‘Reading di libri sulla liberta’ nelle librerie italiane’. Parteciperanno editori ed autori che leggeranno e commenteranno letture sulla liberta’ di stampa, prese da autori diversi tra loro, da Elsa Morante a John Stuart Mill, da Robert Walser e Indro Montanelli. Tra i partecipanti al ‘reading’ di stasera, Corrado Augias, Carlo Bernardini, Andrea Camilleri, Gianrico Carofiglio, Guido Crainz, Rosetta Loy, Valerio Magrelli, Alessandro Pace, Antonio Pascale, Christian Raimo, Stefano Rodota’, Giovanni Sartori, Tiziano Scarpa, Marco Travaglio, Nadia Urbinati, Chiara Valerio.

La manifestazione, che vede per la prima volta insieme un grandissimo numero di editori e librai reagire ”ad una legge la cui approvazione -si legge in una nota- limiterebbe fortemente la liberta’ di stampa e il diritto all’informazione dei cittadini”, durera’ per tutta la settimana.

fonte Adnkronos

I progetti educativi a favore dei bambini di Kabul


di Loretta Dalola

Il conflitto che contrappone Israele e la Palestina è entrato a far parte della quotidianità della persone, permeando ogni aspetto della vita sociale: occupazioni militari, minacce alla salute, mancanza di prospettive reali di pace e di sviluppo economico, hanno cancellato ogni parvenza di vita normale per la popolazione di Gaza, in particolare per i bambini, per i quali la scuola, il gioco, la cura, sono attività da conquistare ogni giorno.

è un’associazione onlus, opera nella cooperazione d’aiuto in ambito educativo e sociale per promuovere il rispetto dei diritti umani con particolare riferimento ai diritti dei bambini e delle bambine, dei disabili e delle minoranze; e promuovere altresì la conoscenza e l’applicazione delle convenzioni internazionali in materia. Educaid opera a Gaza dal 2002 in diversi settori e, a partire dal 2008, gestisce un progetto socio-educativo a favore della tutela dell’infanzia, dell’educazione e del benessere dei bambini della Striscia di Gaza.

 Sono stati anche realizzati interventi educativi all’interno delle scuole elementari governative, degli asili e delle associazioni di Gaza attraverso l’equipe di educatori che opera da anni per mezzo del Ludobus (unità educativa mobile in grado di adeguarsi e di mettere in campo un’ampia varietà di attività).

La Cooperativa sociale onlus Tanaliberatutti di Riccione da anni si caratterizza per la capacità di collaborare alla progettualità di diversa natura , fornendo l’esperienza maturata negli anni nel settore ludico educativo, attraverso  attività rivolte all’infanzia e all’adolescenza, utilizzando  una metodologia che pone in primo piano il gioco. Il Ludobus in Palestina adotta un approccio educativo che si fonda sul gioco come strumento della comunicazione, dell’incontro e dell’immaginazione per i bambini.

 Uno strumento che possa far loro superare le vessazioni quotidiane verso orizzonti almeno mentali di libertà dal conflitto, di libertà dalle violenze fisiche e culturali che vengono loro inflitte.

 Attualmente sul territorio è presente un educatore che conosco da anni e che  ha dedicato la sua professionalità nel settore educativo proprio nei territori del conflitto.

 Adriano si è anche sempre impegnato nella diffusione dell’informazione non filtrata, inviandoci per mail una sorta di diario personale fatto di impressioni e riflessioni.  Ora sta utilizzando anche il  Blog: IL GRANDE GIOCO . Così venne chiamato a metà ottocento il conflitto strisciante tra le grandi potenze per il controllo del Medio Oriente e dell’Asia centrale. gli equilibri geopolitici sono cambiati, le materie prime sono altre, ma l’Afghanistan continua ad essere fondamentale. Il Grande Gioco continua.

 Il “mio” progetto socio educativo, finanziato lautamente dal nostro ministero degli esteri, ha passato la fase burocratica spettante alle istituzioni italiane ma è ancora bloccato. In questo momento, opera direttamente su Kabu.

ciao a tutti, 

 stamani c’è stato un attacco ad una colonna delle forze NATO a kabul, 19 morti. ieri i 2 caduti italiani a Baghdis (non Herat). Cordoglio alle famiglie delle vittime, italiane, americane e di tutte le altre nazionalità. Purtroppo quest’anno ha visto anche il maggiore numero di vittime civili tra la popolazione afgana. Così mi ritrovo a stare chiuso in casa, non che ci siano particolari rischi, però l’ufficio della cooperazione ci ha “consigliato” di evitare movimenti. Era prevedibile che succedesse qualcosa, l’estate è cominciata e le forze insurrezionali hanno lanciato la campagna estiva. Speriamo che la peace Jirga (la riunione di tutti i rappresentanti della popolazione afgana) presieduta da Karzai che si terrà il 29 maggio, possa portare ad una pacificazione con conseguente reintegro nella società dei combattenti insurrezionali. Che spesso si arruolano solo per avere uno stipendio.

 Mi chiedo perchè dopo 9 anni ci sia ancora bisogno di un così gran numero di forze straniere per la sicurezza…

 Passando alle cose belle: ieri il Ministero dell’economia afgano ha approvato il progetto. finalmente! Dopo 2 mesi passati a contrattare con loro ed il ministero degli affari sociali, scrivere e riscrivere progetto e budget, era ora!

 Così ora si comincia sul serio! Alla fine il progetto riguarderà 250 minori e 50 donne capofamiglia. Ai bambini si offrirà un corso di reinserimento scolastico, ai ragazzi ed alle mamme un corso di formazione professionale e avviamento al lavoro. E dovrebbe partire anche un ludobus che raggiungerà i villaggi della zona per promuovere attività ludico-educative e raggiungere così tanti altri bambini.

 Farò tante foto così vedrete anche voi come sono belli i villaggi e chi ci vive.

un abbraccio Adri

 EducAid – via Vezia, 2 [47921] Rimini Tel. 0541-28022 mail: info@educaid.it http://www.educaid.it/dove.html

 Cooperativa Tanaliberatutti – via Bergamo nr. 2 – 47838 Riccione – www.tanaliberatutti.it

 http://ilggioco.blogspot.com/

 da http://lorettadalola.wordpress.com

“Padre, perdona loro perchè non sanno quello che fanno”: il perdono insegntoci da Gesù


di E. T.

Prima di entrare nel cuore dell’argomento “perdono”, credo sia di fondamentale importanza rispondere alla seguente domanda: perché le persone fanno del male ad altre persone? In base alla risposta che diamo a questa domanda, accettiamo o rifiutiamo l’idea che possiamo perdonare chi ci ha feriti.

Qual è la risposta che ci permette di aprire la nostra mente e il nostro cuore fino al punto di metterci nella condizione di poter perdonare? Non occorre che io cerchi le parole giuste, sono state già dette da Gesù Cristo, nel momento più drammatico della sua vita, e sono parole di amore e di autentica compassione: “Padre, perdona loro, perché non sanno quello che fanno!”

Secondo me, in questa frase è contenuto uno dei più grandi insegnamenti che Cristo ci ha lasciato: non esiste un limite al perdono, visto che anche chi viene torturato a morte può perdonare i suoi aggressori. Ma che cosa intendeva Gesù dicendo “…perché non sanno quello che fanno”? Voleva forse dire che chi gli infilava la lancia nel costato non sapeva quello che faceva, o che chi in quel momento lo scherniva non sapeva che stava pronunciando parole di scherno? O era una frase del tipo “voi non sapete chi sono io!” Io non credo che Gesù intendesse dire queste cose. Credo invece che egli si riferisse al fatto che i suoi aggressori non erano consapevoli delle conseguenze del loro odio.

Se, prima di commettere una cattiva azione, più o meno grave, sapessimo quale sarà la sua conseguenza sulla nostra anima, non la commetteremmo. Qual è la conseguenza dell’odio? L’odio attira altro odio, l’odio si autoalimenta fino a diventare devastante e distruttivo per chi lo prova, l’odio allontana l’amore, l’odio chiude la porta alla pace. Chi odia soffre terribilmente, perché non conosce la pace e l’amore. Ma come può, chi non ha mai conosciuto l’amore e la pace, essere consapevole del fatto che sta soffrendo per la mancanza di esse? Quest’uomo odia perché è in grado di capire solo l’odio, perché gli è stato insegnato l’odio. Se quest’uomo sapesse che l’odio allontana dall’Amore, e se conoscesse l’Amore, non potrebbe più odiare, non farebbe del male a nessuno, ma tenterebbe in tutti i modi di “fare proprio” quell’Amore.
Ecco perché chi faceva del male a Gesù “non sapeva quello che faceva”. Se ne fosse stato veramente consapevole, non avrebbe affatto agito in quel modo. Invece, non era in grado di agire diversamente, commetteva le uniche azioni di cui era capace, provava gli unici sentimenti che, in quel dato momento della sua vita, era in grado di provare.

In un certo senso, si può dire che gli aggressori di Gesù erano innocenti, non perché non si macchiarono di sangue, ma nel senso che, in base al grado di reale comprensione che, in quel dato momento della loro vita, avevano di quello che stavano facendo, non erano in grado di comportarsi diversamente. Erano insomma innocenti perché “ignoranti” dell’amore.

Le persone hanno diversi livelli di consapevolezza. Il significato che do alla parola consapevolezza non si limita a “sapere che una certa cosa è sbagliata”, ma ad avere una comprensione tale del fatto che una certa azione è dannosa, e del perché è dannosa, da non pensare nemmeno lontanamente di commetterla.

Una persona che è veramente consapevole delle conseguenze dell’odio, non disprezzerà nessuno, e non userà violenza contro nessuno. Chi invece non ha questa consapevolezza, anche se sa che odiare è sbagliato, non si rende veramente conto di quanto è grave la violenza per se stesso e per gli altri, e sarà capace di usarla. Forse è cresciuto in una famiglia in cui si diceva che odiare è sbagliato, e nonostante questo ci si insultava, si provava rabbia e risentimento nei confronti di altre persone, e non è escluso che questi cattivi sentimenti sfociassero talvolta nella violenza fisica. Chi è cresciuto in tale famiglia, a parole rifiuterà l’odio, ma sarà capace di provare risentimento e rabbia, di insultare le persone e forse anche malmenarle. Tuttavia, non si renderà conto che tutto questo è odio, e non sarà in grado di vedere le conseguenze che queste azioni hanno sulla sua anima e su altre persone. Il suo comportamento gli sembrerà naturale.

Allo stesso modo, chi ha una grande capacità di amare non concepisce l’odio, e non è in grado di provarlo. Per quest’essere, amare è naturale. Egli non sarà in grado di rispondere all’odio con odio o risentimento, ma proverà compassione per chi non è in grado di provare amore, e sarà capace di amare anche chi gli fa del male.

Gesù provava una profonda compassione per coloro che lo torturavano, e li amava nonostante tutto. Il perdono rende tutti noi capaci di provare quell’amore e quella compassione che per Cristo erano naturali.

L’Amore fa parte di noi, costituisce la nostra vera essenza, ma noi l’abbiamo sepolta con strati di egoismo, di odio, di paura, e chissà quanti altri sentimenti negativi. Tuttavia, non è mai troppo tardi per riscoprire quell’amore, basta gettare via dalla nostra vita e dal nostro cuore tutto quello che amore non è. Il perdono ci aiuta a fare proprio questo. Agli occhi di chi ha perdonato, un amico e un nemico sono la stessa cosa: anime, fratelli. Egli sa che i suoi fratelli possono sbagliare, ma attribuisce i loro errori all’ignoranza, e ha imparato che può amarli indipendentemente dalle loro cattive azioni.

da www.viviamoinpositivo.org

“Ecce homo”


di Angela Ragusa

Nuovo sole sorgerà
al ridestar di aurora
quando rintocchi di campane
scioglieranno
pianto sconsolato di una madre
che nella notte
ha cullato il silenzio.

Dal sepolcro
giungerà eco di pace
e in lontananza luce bianca
abbaglierà di quiete
i mille sguardi miserevoli
di un così ristretto mondo .

Non serviranno più domande,
non ci chiederemo più perché…
ogni cosa troverà armonia
nell’ordine supremo
che era già stato scritto…
Egli si svelerà!

“Ecce Homo”
e nella nostra resurrezione
lo rivedremo!

Se tu credi…


Se tu credi che un sorriso è più forte di un’arma

se tu credi alla potenza di una mano tesa,

se tu credi che ciò che accomuna gli uomini

è più importante di ciò che divide.

Se tu credi che essere diversi

è una ricchezza e non un pericolo.

Se tu sai preferire la speranza al sospetto,

e se tu ritieni che spetti a te il primo passo

piuttosto che all’altro.

Se lo sguardo di un bambino

arriva ancora a disarmare il tuo cuore,

e se tu puoi rallegrarti della gioia del tuo vicino.

Se tu sai cantare la felicità degli altri

e danzare la loro allegria,

se l’ingiustizia che colpisce gli altri

ti irrita quanto quella che tu subisci.

Se tu sai accettare la critica  farne tesoro

senza respingerla e difenderti,

se sai accogliere e adottare un parere diverso dal tuo…

se la collera è per te una debolezza non una prova di forza,

se tu credi che un perdono va più lontano di una vendetta,

se tu credi che l’amore è la sola forza di dissuasione,

se tu credi che la pace è possibile

ALLORA LA PACE VERRA’ !

(da una poesia di Pierre Guilbert)

“Una pietra”


di Francesco Sabatino

Ho amato una pietra.

Non so come è stato.

Ho creduto avesse un’anima,

un cuore,

dei sentimenti,

un po’ d’amore.

Invece, era solo una pietra

Immobile e silente.

Ed io un povero deficiente.

Ho creduto di poterla amare

e invece sono qui solo.

Solo che annego in questo nero mare.

La vita è divenire,

un dolce fluire

di gioia e di dolore.

Ma tu, mia cara,

non sei riuscita

a strappare la felicità

dal mio cuore,

poiché vivo sospinto

dall’amore,

che mi conduce

verso la pace,

la quiete

e la beatitudine.

Essere abitati dalla gioia, dalla luce, dalla pace


Noi siamo legati agli esseri che sono al di sopra di noi, gli
angeli, gli arcangeli… sino a Dio stesso, ma siamo anche legati
a coloro che sono al di sotto di noi: gli animali, le piante, le
pietre.
Capirete meglio in cosa consista questo legame, osservando come
circolano le due correnti – ascendente e discendente – nel tronco
di un albero: la corrente ascendente trasporta la linfa grezza sino alle foglie, dove questa si trasforma in linfa elaborata, mentre la corrente discendente trasporta la linfa elaborata che
va a nutrire l’albero.

Nell’Albero cosmico, l’uomo si trova sul passaggio delle due correnti che lo attraversano, e deve imparare a lavorare consapevolmente con esse. Quando è riuscito ad attirare la saggezza, la luce e l’amore dal Cielo, li trasmette
agli esseri situati al di sotto di lui e collegati a lui, fino ai
minerali. Poi, grazie a un’altra corrente di circolazione, quelle
forze – ancora attraverso lui – risalgono partendo dai minerali
fino ai regni superiori della Creazione. Chi si collega
coscientemente alla catena vivente degli esseri, è abitato dalla
gioia, dalla luce e dalla pace.”

Omraam Mikhaël Aïvanhov