Suore tra trucchi e whiskey


“Animazione vocazionale per suore” così si chiama il corso organizzato a Roma dall’Istituto Superiore di Scienze Religiose del Regina Apostolorum. L’incontro internazionale prevede sette giorni di preghiera, ascolto, dialogo, e condivisione di esperienze ma anche l’approccio, per le religiose, a cosmetici e alcolici. Gli organizzatori spiegano che è necessario per la nuova evangelizzazione, “dare speranza ai giovani” avvicinandosi al loro mondo.

Suore tra trucchi e whiskey

Le religiose di certo non si daranno alla bella vita, solo cercheranno di comprendere meglio l’universo dei più giovani. Le suore di tutto il mondo si riuniranno a Roma per una settimana per diventare “animatrici dei giorni nostri”. Il Concilio Vaticano II ha sottolineato la necessità di un “impegno universale di tutti gli uomini e le donne di buona volontà, laici e consacrati, per una nuova evangelizzazione”.

Gli organizzatori del corso spiegano che tra ombretti e cocktail, le religiose “consacrate dallo Spirito, faranno arrivare all’intera società il messaggio sempre attuale della salvezza di Cristo, attraverso il carisma proprio di ogni congregazione”. Tra i temi trattati nel corso: da Internet al convento; promotori vocazionali tra i cosmetici e i pub; le qualità essenziali dell’animatrice vocazionale; capire la ragazza dei nostri giorni; ridare la speranza; natura, finalità e ostacoli nella pastorale vocazionale; la direzione spirituale; i sacramenti e la preghiera.

fonte Tgcom

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“La fantasia”


di Tiziana Mignosa

( Sulle note di Etude di Mike Oldfield)

Libera
è la fantasia
e come l’amore mai s’imbriglia
tra le ingannevoli trame della ragione
non segue mai il rintocco del tempo
né si fa male ad ogni evento.

Volteggia
insieme ai dolci pensieri
plana a suon di musica
palpita e s’innamora.

Oltrepassa le nuvole del cielo
e di sorriso scioglie
gli ostacoli del cuore
sorvola terre e continenti
perfino oceani e anche deserti
fino a dare palpito ai desideri buoni.

La fantasia
è come l’Amore quand’è puro
e mai s’arresta
sulle difficoltà che incontra.

Firenze: per i disabili una città piena di ostacoli


 

divieto

FIRENZE – I disabili bocciano Firenze, una città, dicono, «non a nostra misura». Il parere, unanime, emerge dalle parole dei responsabili delle associazioni di disabili, paraplegici, non vedenti e non udenti del territorio comunale. Le difficoltà maggiori si riscontrano nel trasporto pubblico (mezzi Ataf in primis), nell’assenza di servizi igienici per disabili, nell’impraticabilità delle strade del centro e nell’inaccessibilità di molte strutture pubbliche piene di barriere architettoniche. Senza problemi, invece, i luoghi di grande utenza come stadio, palazzetti, teatri e cinema. Eccezion fatta per le piscine, dove in molte di esse mancano i seggioloni mobili per trasportare il disabili nell’acqua.Intanto, dopo che il Tar ha respinto il ricorso dei disabili contro l’inaccessibilità all’area pedonale di Piazza del Duomo, continua la battaglia tra le associazioni di disabilità e il comune. Ma i problemi, sottolineano le associazioni, non riguardano soltanto Piazza Duomo. Ecco i vari settori critici per i disabili nel capoluogo toscano.

Trasporto pubblico. L’inadeguatezza degli autobus fiorentini rimane l’ostacolo più massiccio che i disabili si trovano di fronte quotidianamente. Marco Becattini, 37enne in carrozzina che da anni si batte per tutelare i diritti dei disabili, utilizza l’autobus tutti i giorni per andare al lavoro. Ma la sua è una vera e propria epopea. «Sono pochissimi – spiega Marco – gli autobus dotati di una pedana funzionante per facilitare l’accesso alle persone in carrozzina. Quasi tutti i mezzi ne sono dotati ma gran parte di essi non funziona». Ecco perché Marco è spesso costretto a saltare la corsa ed attendere per decine di minuti («a volte anche un’ora e mezzo») il primo autobus dotato di pedana funzionante. «Se devo spostarmi in autobus, esco da casa tre ore prima» dice Marco.

«Probabilmente – spiegano i responsabili della Consulta – qualcosa potrebbe cambiare con l’impiego degli autobus entrati nella nuova flotta Ataf, ma solo a particolari condizioni. Abbiamo avuto modo di visionare le nuove pedane, che saranno a ribaltamento manuale. Esse potranno offrire pendenze accettabili solo a condizione che alle fermate siano presenti aree di calpestio che abbiano altezze almeno pari a quelle di un normale marciapiede di 15 cm su cui le rampe possano poggiare. In caso contrario, nel caso di appoggio sul piano stradale le pendenze sviluppate dalle pedane sono sicuramente fuori dalla possibilità di uso in autonomia e sicurezza».

Non vedenti. Anche i  non vedenti lamentano gravi difficoltà nel trasporto pubblico. «Sugli autobus e alle fermate – denuncia Antonio Quatraro, presidente della sezione di Firenze dell’Unione Italiana Ciechi – mancano gli annunci vocali. E’ una richiesta che abbiamo fatto all’Ataf quindici anni fa, ma i risultati, nonostante qualche tentativo provvisorio, non sono ancora arrivati». Si tratta di un servizio essenziale per i non vedenti, spesso costretti ad interpellare il vicino per sapere in che punto della città si trova l’autobus. Problemi ancora più seri per raggiungere le zone dell’hinterland fiorentino, dove nelle stazioni la stragrande maggioranza dei binari e dei sottoattraversamenti non sono abilitati.

Servizi igienici. Guai ad uscire di casa senza prima passare dal bagno. Un disabile in carrozzina che si trovasse ad avere bisogno del bagno al di fuori delle mura domestiche, avrebbe di che tribolare. «I servizi igienici comunali per disabili – spiega Michele Cirrincione, presidente della Consulta comunale Handicap – praticamente non esistono». Ma quel che risulta ancora più grave, secondo Cirrincione è il fatto che «nella maggior parte dei luoghi pubblici (dai bar ai ristoranti alle banche) i bagni non sono abilitati all’utilizzo da parte dei disabili». Secondo il presidente della Consulta Handicap «l’amministrazione comunale dovrebbe vigilare su queste carenze, visto che quasi tutti i locali pubblici hanno i regolari permessi per adeguare la loro struttura. Cosa ancor più grave – conclude Cirrincione – è l’assenza di servizi igienici alla stazione ferroviaria di Santa Maria Novella e nei dintorni di essa, dove quotidianamente transitano decine di disabili». «Una volta – racconta ancora Marco Becattini – dopo vari tentativi a vuoto in alcuni bar, sono stato costretto ad entrare in un albergo per cercare un bagno accessibile».

Centro storico. Buche, biciclette e motorini parcheggiati sui marciapiedi, macchine sulle strisce pedonali. Per i disabili le vie del centro, ma non solo quelle, assomigliano ad un percorso a ostacoli. Uno dei problemi è costituito dall’eccessiva altezza di alcuni scalini tra il marciapiede e la strada. «Non pretendiamo che ogni scalino sia dotato di una pedana per la discesa – dice Cirrincione – ma desideriamo che almeno quelli in prossimità di luoghi pubblici di grande utenza ne fossero provvisti». Nota dolosa la stazione Smn, dove, spiega Becattini, «la scalinata che dà su via Alamanni non ha facilitazioni per disabili e gli ascensori puzzano costantemente di piscio». C’è anche l’alternativa della pedana mobile nella scala mobile che conduce alla galleria commerciale ma «per azionarla sono necessari 25 minuti». Firenze è una città molto antica e gran parte dei suoi palazzi non sono riusciti a stare al passo coi tempi e ad adeguarsi alle nuove normative per i disabili. Ecco perché – dicono le associazioni interpellate – ci sono tantissimi edifici pubblici del centro inaccessibili, o perché hanno troppi scalini o perché hanno spazi troppo stretti. Nota positiva del centro sono i semafori dotati di segnaletica sonora per i non vedenti. In questo – spiegano all’Unione Italiana Ciechi – Firenze è una delle città italiane più virtuose.

da www.superabile.it

Superare le difficoltà e gli ostacoli


“Voi incontrate delle difficoltà, degli ostacoli, è ovvio… Ma se
prendete la cosa troppo seriamente, vi caccerete in situazioni
inestricabili, proprio perché le difficoltà e gli ostacoli
possono essere superati soltanto incominciando col minimizzarne
la gravità.
Credetemi, in realtà non è il vostro vero Sé ad essere toccato
dai vostri guai. Il vostro vero Sé è al di sopra di tutte le
vicissitudini della vita. Allora, quali che siano le prove da
affrontare, ditevi: «Certo, questi avvenimenti sono reali; non
posso negare il tale insuccesso, la tale delusione… Ma queste
cose accadono veramente a me? No, io sono uno spirito eterno,
immortale, ed è un altro che sta vivendo questi inconvenienti,
non io; questa è soltanto un’illusione di cui io sono
spettatore».”

Omraam Mikhaël Aïvanhov