“Antica chiave”


di Angela Ragusa

E tornerai a cercarmi
come in un caccia al tesoro
qui, in questo mondo che ora mi nasconde…

Lascerò tracce dorate
ed il tuo trovarmi diverrà sottile gioco,
impensabile scoperta,
margherita da sfogliare,
vento a cui donare luccicanti filamenti.

Ciò che è bello, ti parrà di me…

Setaccerai il lungo fiume
dalle sponde senza fine
e mille granelli rilucenti
ricomporrai tra le tue mani….

Oro prezioso custodirai nel tuo forziere
quando ,preda consapevole,
getterai l’antica chiave.

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La sensuale danza delle gocce


di Tiziana Mignosa

Residui trasparenti
dal mare congedati
sull’ambra della pelle
si lasciano gocciare.
 
Germogli saporiti
la pelle fanno a oca
brivido e piacere
sul corpo somma alcova.
 
E’ danza dell’estate
e a gocce
l’arcuata schiena solcano
impertinenti orme, carezze e desiderio.
 
Morbido è il morso
sul labbro che è proteso
salsedine e languore a sorsi
sul frivolo pensiero.
 
Il mare
si fa presto gioco con il sole
capelli a intrecci d’oro e sale
vista che soddisfa, da bere e d’annusare.
 
Tra i radi fili al miele
cristalli fusi a stille
 minute mani sulle gambe
e amata libertà, almeno di sognare.

Francia, l’amante di Enrico II uccisa dall’oro… bevuto per rimanere giovane


DianedePoitiers  Quando i miracoli del botox erano ancora ignoti , l’amante del , di 20 anni più giovane, rincorreva l’eterna giovinezza bevendo infusi d’ e mercurio. La ricetta, che le fu consigliata dagli alchimisti del tempo, fece per anni di Diana la più bella del regno di Francia, ma finì anche con l’avvelenarla. Che Diana abbia esagerato nelle dosi per conservare una pelle di porcellana e un incarnato invidiabile che stupiva sempre più col passare del tempo, lo ha rivelato uno studio recente condotto dai ricercatori dell’ente degli ospedali di .

 I dettagli sono stati pubblicati dal e li ricorda il quotidiano Le Parisien. L’equipe di , specialista nella ricerca paleopatologica, ha analizzato le spoglie della bella Diana, morta a 66 anni nel 1566, riesumandone più di un anno fa il corpo sepolto nel cimitero di Anet, nel nord della Francia. Le analisi biologiche su alcune ossa e tessuti del cranio hanno permesso di individuare le tracce del metallo «in quantità 500 volte superiori al normale», ha spiegato il tossicologo , dell’ospedale Laribosiere di .

 L’analisi di un capello ha poi confermato i risultati e le dosi massicce di ingerite dalla bella Diana. «Altamente tossico in grandi quantità – spiega Poupon – il metallo porta ad un calo immunitario, ad un’insufficenza renale e all’ anemia. Nelle sue lettere – continua – Diana scriveva spesso che era malata». Quella tinta color del latte, tanto invidiata dalle contemporanee, era dunque segno «della lenta intossicazione» che l’ha uccisa.

 da www.blitzquotidiano.it