Preghiera prima di un intervento chirurgico


di Daniela Domenici

Signore

Padre mio e nostro

nelle Tue mani affido il mio corpo

che mi hai donato alla nascita

per essere tempio del Tuo spirito;

ho fiducia nella Tua eterna protezione

guida le mani dei medici che opereranno

e ricordami, al risveglio,

di ringraziarTi per il dono della vita

che mi hai fatto gratuitamente.

Cura del tumore al seno, a Catania la I Festa dell’Andos


Si terrà a Catania il 2 febbraio prossimo, nella prestigiosa sede universitaria del Monastero dei Benedettini, la prima festa nazionale dell’Andos, l’associazione nazionale delle donne operate al seno, che dal 1976 offre supporto psicologico e riabilitativo alle pazienti affette da carcinoma mammario, lanciando specifiche campagne di prevenzione ed educazione alla salute.

L’occasione è data dall’avvio delle celebrazioni in onore della martire catanese Sant’Agata, scelta come patrona dell’associazione, che per opera del suo persecutore, il proconsole romano Quinziano, subì – tra le altre torture – anche l’amputazione di una mammella.

Il carcinoma al seno, il tumore maligno più comune nelle donne, è la quinta causa di morte più comune per cancro nel mondo, dopo il tumore del polmone, quello dello stomaco, quello del fegato e quello del colon-retto. Nel 2005, il carcinoma mammario ha provocato in tutto il mondo 502.000 morti (il 7% delle morti per cancro e circa l’1% delle morti totali).

In Italia si registrano circa 40.000 nuovi casi l’anno con una maggiore incidenza al nord rispetto al sud della penisola. Una donna su nove ogni anno riceve una diagnosi di tumore al seno, con un’incidenza in aumento ma un tasso di mortalità in progressiva diminuzione grazie alla diagnosi precoce e a terapie mirate. E la strategia attuale per l’ulteriore miglioramento della prognosi si basa su progetti volti a diagnosticare il tumore sempre più precocemente.

Su questo terreno si misura ogni giorno l’attività dell’Andos e dei suoi volontari: “L’associazione – spiegano – è nata in tempi in cui il cancro era una malattia da vivere nella solitudine del proprio dolore, un evento di cui vergognarsi. Essa ha tratto la sua ragione dalle esperienze e dalle sofferenze di molte donne che, con forza e determinazione, hanno trovato il coraggio di raccontare e condividere la propria malattia per diffondere con maggiore incisività il messaggio della prevenzione, pretendendo al tempo stesso dalla società tutti gli strumenti utili per difendersi dal cancro”.

Il simbolo dell’Andos è una rondine che si staglia nel sole, a significare la riscoperta della vita e degli affetti – come una nuova “primavera di vita” – da parte delle donne colpite dal tumore, dopo “l’inverno” della malattia.

A sostegno delle donne sono stati creati, in tutte le sedi italiane, servizi di consulenza, sostegno psicologico, musicoterapia, arteterapia, laboratorio teatrale, danza e attività in acqua. Intensa e capillare anche l’attività di screening e di educazione alla salute. In questo senso, i medici volontari della sezione catanese, presieduta dalla dottoressa Francesca Catalano e attiva dal 2004, prestano un importante servizio di consulenza a favore delle donne residenti nel popoloso quartiere di Librino.

Ma il ‘fiore all’occhiello’ del comitato etneo è l’istituzione, grazie al contributo della Fondazione Banco di Sicilia, di un ambulatorio di genetica che ha permesso a numerose famiglie di sottoporsi ad uno studio dell’albero genealogico e, successivamente, in casi selezionati, a test genetico ai fini preventivi.

La prima Festa nazionale dell’Andos si aprirà alle 16,30 di martedì 2 febbraio, con gli indirizzi di saluto della presidente Andos di Catania, Francesca Catalano, del sindaco di Catania Raffaele Stancanelli, del presidente della Provincia regionale Giuseppe Castiglione, del rettore Antonino Recca, del preside della facoltà di Lettere e filosofia Enrico Iachello, e del presidente nazionale Andos Francesco Maria Fazio.

Parteciperanno, inoltre, lo scrittore Pietrangelo Buttafuoco, e le stiliste Marella Ferrera e Regina Schrecker. La storia e la festa di Sant’Agata saranno illustrate, da un punto di vista culturale e storico, ai numerosissimi ospiti attesi da mons. Gaetano Zito, ordinario di Storia della Chiesa nello Studio Teologico San Paolo di Catania e dalla prof.ssa Silvana Raffaele, ordinario di Storia moderna nell’Ateneo catanese.

da www.catania.blogsicilia.it

Ecco la storia di Leonid Rogozov, il chirurgo che si operò da solo al Polo Sud


chirurgoCome lo vogliamo chiamare? Eroe? Dottore coraggio? Era il 1961 e il chirurgo , che allora aveva 27 anni,  si trovava al per realizzare una base sovietica. Era malato di ma nella spedizione era l’unico medico. Cosa fare? Operarsi “freddamente” da solo.

Armato di ferri e senza guanti per operare al tatto più che alla vista, si è aperto l’addome e a tolto la sua .

A 49 anni di distanza questa esperienza, che ha del fantascentifico, viene raccontata dal figlio , anestesista presso gli .

L’eroico chirurgo, , si accorse poco dopo che la base era stata costruita, nel bel mezzo dell’inverno antartico, che qualcosa in lui non andava. Aveva la febbre, prima bassa, poi sempre più alta; provava nausea. Dopo aver tentato di curarsi con antibiotici, il giovane comprese che l’unica chance di salvezza che aveva era operare.

Così, “arruolando” i suoi compagni di base come infermieri e ferristi, si mise al lavoro, aprendo coraggiosamente la sua pancia e operando quasi alla cieca, perché ovviamente, per quanto fosse in posizione seduta, era difficile avere una vista di quel che faceva.

però ce la fece, incise l’addome fino ad arrivare all’ e la tolse; sono stati momenti tragici, come lui stesso ha dettagliatamente raccontato nel suo diario: «al momento di rimuovere la mia il mio cuore si indebolì; le mie mani si fecero di gomma, pensai che stesse per finire male». Ma poi ce la fece e, scrive, «capii che ero ormai salvo».

da www.blitzquotidiano.it

http://www.doctorross.co.za/antarctica/self-operation-tracking-down-a-good-story

Preghiera prima di un intervento chirurgico


Signore

Padre mio e nostro

nelle Tue mani affido il mio corpo

che mi hai donato alla nascita

per essere tempio del Tuo spirito;

ho fiducia nella Tua eterna protezione

guida le mani dei medici che opereranno su di me

e ricordami, al risveglio,

di ringraziarTi per il dono della vita

che mi hai fatto gratuitamente.