La sfida di Francesca,vivere comprando solo on line


di Michele Cassano

ROMA – Freezer e dispensa strapieni, una piccola farmacia in bagno, regalini incellofanati nello sgabuzzino. La scorte sono da Grande Guerra, ma l’impresa è decisamente più contemporanea. Addio caffé al bar e giornale in edicola. Fuori dal web astinenza totale, si può comprare solo su internet. E siccome “é impossibile immaginare tutto quello che ti mancherà, meglio prendere un po’ di tutto”. L’ultimo pensiero prima di immergersi nell’ascetismo telematico? “Una scappata dal parrucchiere”. A lanciare la sfida, appena partita, è Francesca Sassoli, 35 anni, giornalista. Insieme a lei, il figlio di tre anni e il cane Beck. Abitano tutti a Milano. Sul suo blog, la temeraria reporter, armata solo di borsellino elettronico, proverà a rispondere a una domanda: si può vivere con gli acquisti on line? “Dovrò cambiare stile di vita, ma ho iniziato da pochi giorni è già mi sento purificata. Prima compravo di tutto. Tornavo a casa e mi dicevo: ecco, altra roba inutile”. Basta spese folli, ora ogni acquisto passa da un click. “Mi mancherà parlare con i commercianti, ma in realtà ho così poco tempo che andare per negozi era diventata una fatica. Ora mi portano tutto a casa, risparmio tempo e riesco a concentrarmi sulle cose che contano”. E non occorre rimanere reclusi in casa. “Posso comprare tutto dove mi pare, basta che ci sia connessione. Ho il notebook, ma anche l’iPhone e l’iPad”. Sul web si può acquistare quasi tutto. “Faccio la spesa, l’abbonamento per l’autobus, ora organizzo le vacanze. Ho trovato anche la tintoria. Vai sul sito, clicchi sui capi da lavare e ti fanno il preventivo. Li vengono a prendere e li riportano a casa con un piccolo costo aggiuntivo”. Anche per l’abbigliamento ci si può arrangiare. “Basta conoscere una marca o provare le cose in negozio, poi comprandole on line si risparmia. Se si pensa che una mia amica ha preso il vestito da sposa in Cina, tutto il resto è un gioco da ragazzi”. Certo, qualche sacrificio sarà necessario, come il cocomero sotto casa o il gelato. Ed è un bel guaio se a volerlo è il figlio piccolo. “Tre soluzioni. Ho comprato la borsa frigo e la porto con me. Lascio il bimbo alle amiche, scappo a casa, prendo il gelato e torno. Glielo faccio offrire direttamente dalle amiche, anche se a fine esperimento, avrò certi debiti…” La sfida, portata avanti insieme a Netcomm, dovrebbe andare avanti per mesi. “La forza me la daranno i visitatori del mio blog. Più siamo su in rete, più è difficile essere fregati”.

fonte Ansa