“L’onda che non conosce il bordo”


di Tiziana Mignosa

Mi piace quando d’estate il letto mio

è come l’onda che non conosce il bordo

e la luna bianco raggio

che in silenzio atterra sul mio sogno

o quando il grillo

sull’intensità del blu il suo poetare sparge

mentre l’aria è carezza per il fiore

che l’odore dell’Amore al buio dona.

Mi piace quando di notte

galleggi sulle fiamme dei pensieri a cerchio

e il desiderio si fa strada dentro al sonno

e col languor di te mi desta al mondo.

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“E la luna guarda”


di Tiziana Mignosa

E’ così sciocco
voler afferrare la luna
dentro al lago
ma a volte l’acqua
è linfa che rapisce
e pare cielo
e il languore così vivo
che afferra il desiderio
e lo fa mano.
Ma lo specchio non è corpo
e i pensieri offusca
onda fresca sulla gola arsa
realtà
che le dita
e gli occhi bagna
e la luna
sta lì
e dal cielo guarda.

“Il sasso e la piuma”


di Tiziana Mignosa

Il dolore è come l’onda
che a valle per i capelli porta
e con sé trascina anche
muri senza cemento
e tutte le fragilità che incontra.
E intanto sulla conca
è terra a mucchio che l’inciampo crea
sassi che sul fondo restano
mentre le piume
disegnano la leggerezza in cielo.

“Sei”


di Maria Grazia Vai

Del mio risveglio,
sei
la scia
d’una cometa che spacca il cielo

D’ogni fruscio del vento
d’azzurri vortici, di profumate spine – e fiato,
sei

l’abisso d’una rossa luna, e miele e ambrosia

Dell’onda che ricopre ogni mia goccia
delle mie labbra, sei
l’umido sguardo

quando t’ insinui
tra le nudità
d’ogni mio spazio

mentre assapori l’infinito
e sputi – i sogni

mentre ti mordo tutte le parole
prima che arrivi il sole
– dentro

Cuore nudo


di Maria Grazia Vai

Sulle note di BUDDHA BAR “ Sacral Nirvana

Sei miraggio
tra i coni d’ombra di un prisma
Profumo di labbra bagnate
e di candele scianti

Adorna delle tinte di seta
sei d’ambra la goccia, densa
di carnali
e luminosi amplessi

Liquido, vibrante e lucido
Color di geranio,
di muschio e conchiglie

Cuore nudo
Cuore di lupo

Ti trattengo
sulla pelle dischiusa
Nello scrigno dorato,
nelle mie stelle di cera

E sei tremulo, straziante respiro
Della pioggia, un gemito
Del mare l’impeto,
sinuoso il battito

Mentre
scivoli dentro – e sconfini,
fiorisce l’onda

tra le onde – e le pietre.

“Sirena-mente”


di Angela Ragusa

…creatura marina,
corrente sotterranea
alla terra protesa,
attesa dal sole…

…sale corrode
chiglie di navi
niente più remi
a fendere l onda
e spande profumo
di mare un gabbiano
che avvolge di ali
infinito rosso tramonto.

Sirena emerge
da vortici e abissi
scioglie le chiome
al vento del sud…
…scoglio giaciglio
nel respiro dell’aria
nenia soffusa
rumore di acqua,
languido sonno
alle ciglia arricciate
racconta capricci
e si dona alle onde.

“Di te che sei”


di Maria Grazia Vai

Dal cuore goccioli come foglia di cera
si slaccia la corda, di carta il pensiero

Di tocchi e rintocchi, di seta e tramonti
sei poggia di luna sui tremuli sguardi

Carezza di cielo, conchiglia di vento
Sei l’onda vermiglia, singhiozzo del mare

E stilla d’amore, tormento e languore
di me sei la goccia, e di te ho sete

ancora.

Di te che sei – del mio canto, la musa
e l’aurora –