“Settembre”


di Angela Ragusa

Ridotta  la calura,

si mitiga la mia ansia di sete.

Riflettono i raggi e bianca la pietra

assorbe dai pori senza vita

il sudore di piedi che nudi

oltrepassano la via…

Occhi bruciano al vento

che solleva di spuma biancastra,

color dell’inverno,

il mare alla battigia.

Settembre leggero ritrova dimora

nella spiaggia deserta

e abbraccia il giorno che accorcia le ombre

rincorrendo tremule foglie

che a terra si apprestano a giacere.

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“Intorno al fuoco”


di Angela Ragusa

Brillano fuochi nel buio.

Non c’è inizio non c’è fine

in una magica notte

che sfida il silenzio e le ombre…

E lascio che fruscii

di movenze sensuali

attizzino ancora

il tuo ceppo nascosto

che gettato sul fuoco

brucia ed incenerisce,

sperdendosi al vento.

…Al ricordo si appiglia


di Angela Ragusa

…forse nulla pensavan le stelle,
forse niente vedevan dall’alto…
solo ombre dalla forme gemelle
solo notte colore cobalto…
Mostra tutto
ma nella spiaggia si consumava
un amore appena sbocciato
lontano da chi domandava
come quel fuoco fosse avvampato…

Unite le labbra,avvinte da baci.
nulla interruppe il magico afflato…
dolci carezze,teneri abbracci
per un momento ormai già passato…

…e di quel sogno che ancor non si è spento
resta il suono di una conghiglia,
all orecchio la porto e quel che io sento
è come al ricordo dolcemente si appiglia…

La luce di Caravaggio fino al 13 giugno 2010


di Loretta Dalola

 Da febbraio a  Roma si è aperta la mostra dedicata al celeberrimo, e celebratissimo, “genio lombardo” , nei 400 anni dalla morte di Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio, le Scuderie del Quirinale celebrano il pittore milanese con una retrospettiva forte di 24 capolavori.

 In anni recenti, il gran numero di ricerche, studi, esposizioni e interventi sulle vicende biografiche e artistiche del Caravaggio ha confermato l’universale e crescente interesse intorno alle vicende artistiche del pittore e al suo ruolo cardine all’interno della storia dell’arte.

 Un talento unico, inarrestabile, i suoi quadri irrompono come un fulmine a ciel sereno nel mondo chiuso e tradizionale dell’arte romana, in un tentativo estremo di avvicinare il sacro al mondo degli uomini, angeli, santi e madonne hanno i corpi di popolani, prostitute, ragazzi di strada. I tratti sono duri segnati dalla fatica, le mani e i piedi luridi.

 La fama non smussa il carattere, orgoglioso e sanguigno del pittore, le dicerie dei suoi eccessi si moltiplicano come le denunce per aggressione, fino al fatto di sangue che lo trasforma in fuggiasco sino alla fine di suoi giorni.

E’ un pittore straordinario, il pittore della luce teatrale, suggestiva, tenebrosa, particolarissima, luce dovuta al cambiamento continuo delle condizioni atmosferiche, giungendo alla concezione dell’attimo della  luce da fermare sul quadro come uno scatto fotografico. Nessuno seppe “dare luce al buio” come lui e  forse proprio grazie ad un’esistenza così travagliata, che si deve la grande carica emotiva che sprigiona dai suoi quadri.

 Come su un palcoscenico il dramma va in scena, gli attori emergono dalla penombra delle quinte illuminati da un preciso raggio luminoso. I suoi protagonisti sono profondamente reali, sono modelli sottratti alla quotidianità;  la vita entra nell’arte, bella o brutta per Caravaggio merita di essere protagonista senza occultare nessun dettaglio.

 La pittura del Caravaggio, non parte dal disegno, ma direttamente  dalla realtà, sua unica fonte di esperienza. Di qui la resa delle luci, delle ombre e dei riflessi, degli spazi, degli atteggiamenti sentiti nella loro interezza.

 Luce, per affermare la pienezza delle forme e dei volumi, ma anche per drammatizzare i personaggi più umili, ogni espressione, ogni singolo gesto è arte plastica, espressiva, diretta, adatta ad esprimere un sentimento semplice e profondo della dura esistenza umana.

 Per approfondire la conoscenza del pittore consiglio un  bel  libro di Giuliano Capecelatro : Tutti i miei peccati sono mortali – Mondadori, interessante versione  della vita e dello stile pittorico del Caravaggio

 da http://lorettadalola.wordpress.com

“In bianco e nero”


di Angela Ragusa

Sapore di vita
tra odori di maggio…

essenze annusate
di ricordi fugaci
scompigliano al vento
agitati risvegli.

stesi quei panni
che specchiano al sole
ombre distorte,
biancore di pietra
aspetta il ritorno
di mani sapienti
che belle un di
le avevan volute.

“Gioco di bimba”


di Angela Ragusa

Tra foto sbiadite
riappare lo sguardo
di bimba curiosa
che dondola al sole..

…l’altalena che segue
le ombre danzare
trattiene il suo fiato
che sale su in gola
e oscilla leggera
in quel gioco di bimba
mentre fate e folletti nascosti
sorvegliano attenti
il sorriso d’infante
che ignaro di vita futura
abbraccia il suo sogno.

Impresso a quel volo
è l’ingenuo vigore
di chi con chiave splendente
apre il baule
dei tesori del cuore…

“Incerto transito”


di Angela Ragusa

Allungo le mie gambe
dietro le ombre di me stessa,
arranco, vorrei calpestarle,
rientrarvi per diventare solo luce ,
essenza senza buio,
solo infinito palpito
di sobria leggerezza…

Forse un giorno
le vedrò spuntare,
le mie ali come gemme
da questo corpo
che di gravità è
naturalmente schiavo!