Il presente, il passato e l’avvenire


“Ogni mattina, al risveglio, dite a voi stessi che niente è più
importante che vivere bene l’oggi. In un certo modo, il passato è
sempre vivo: agisce ancora sul vostro presente, ma voi non siete
obbligati a permettergli di prendere il potere. È al presente che
dovete dare il potere, affinché domini il passato, sgominandolo
anche, per trasformarlo.
Quando il passato era “il presente”, era onnipotente. Ora che è
diventato il passato, è subordinato al presente, ed è il presente
ad avere voce in capitolo. Il passato è trascorso, e l’avvenire,
per l’appunto, deve ancora “avvenire”. Sta al presente imporre la
propria volontà, al fine di trasformare il passato e orientare
l’avvenire. ”

Omraam Mikhaël Aïvanhov

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“Traversata”


di Angela Ragusa

Se non restassero i ricordi
che ne sarebbe di noi…
…penso più all’ ieri
che al domani
e non è rimpianto…

Il “mio” ieri “è stato”.

Il domani , non ancora “mio”,
mi appare “estraneo”,
fuori da me
non ancora accaduto
non ancora passato…

In questo stretto di mare
solo la luce
del faro dell’ieri
mi appare luminosa

Il transito è calma piatta

Periglio è ondeggiare,
scivolare è convinta indolenza
agitarsi è continuo intraprendere.
Ieri… porto da cui si salpa
Domani…approdo
del continuo sospingersi…

Vivere bene l’oggi – carpe diem


“Nell’istante in cui vi svegliate al mattino, dovete pensare che
quello è il momento più importante del giorno che state vivendo.
Perché?… Perché da quel momento dipenderà tutto il resto della
giornata, e da quella giornata dipenderà anche il seguito della
vostra esistenza.
Gesù, che lo sapeva, ha detto: “Non affannatevi dunque per il
domani, perché il domani avrà cura di sé. A ciascun giorno basta
la sua pena”. Non preoccuparsi del domani: sì, ma a condizione di
pensare all’oggi, di vivere bene l’oggi, altrimenti passerete
ogni giorno che verrà a riparare le conseguenze degli errori
commessi il giorno prima. Tutti coloro che si sono occupati del
proprio avvenire trascurando le ventiquattro ore presenti, hanno
lasciato lacune ovunque nella propria esistenza, e sono di nuovo
sulla terra per correggere, riparare e soffrire. Se riuscite a
vivere bene anche solo ventiquattro ore, preparate le
ventiquattro ore a venire, non avete nulla da riparare, e il
programma che si presenta è facile da eseguire: il terreno è
stato dissodato, non ci sono ostacoli, e così la vita è
facilitata. Ma iniziate soprattutto vivendo bene i primi istanti
della giornata, in modo da preparare le ore successive. ”

Omraam Mikhaël Aïvanhov