Favola di Amore e Psyke


di Francesco Sabatino

“Sono Cupido.
Con le mie ali d’oro, accarezzo il tuo corpo con accesa voluttà.
Conficco le mie frecce impertinenti nella parte più calda, dolce e voluttuosa del tuo corpo.
Ti prego, Psyke, non accendere la luce, o morirò.
Lasciati amare dolcemente nelle tenebre, perché solo nell’oscurità prende vita la passione
Danziamo nella lunga notte eterna, sarò io a guidarti ciecamente, sarà il mio amore a scaldarti e a darti luce”.
E fu così che Cupido e Psyke si amarono felici e contenti per l’eternità
,Odio e Invidia caddero negli inferi
e l’umanità fu finalmente libera di amare in pace.

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“L’illusione di te”


di Tiziana Mignosa

 
E’ soffio e tuffo al cuore
ogni volta che un riflesso di te
freccia che perfora il muro dell’oblio
punta e fa centro dentro me.
 
Spine e nostalgia a treccia
carezza con la mano a spada
sui frammenti malamente uniti
di quel letto senza più il suo fiume.
 
Come specchio sul passato
mi ritrovo scalatrice insaponata
che la gazza fa a ladra
e si spalma sul luccichio che vede.
 
Ammaliatrice è l’esca
per l’occhio e la sua brama
che si lascia conquistare
come se quel pensiero fosse reale.
 
Ma il contenitore che soddisfa
riflette a beffa la mia pena
miele che si smarrisce
sul contenuto forestiero.
 
Voglia che ritorna
come se mai fosse sparita
sussurra a fil di voce
che ho ancora mal di te.

Niente carcere, seconda settimana: “L’uomo ombra” di Carmelo Musumeci dal carcere di Spoleto


Un’amica mi scrive:

Mi è venuto da riflettere sul verbo “scontare”, infatti si dice “scontare la pena”.

Quindi è già insito nella parola stessa che “scontando una pena” questa diminuisca, infatti più sconti la pena e più la parte restante diminuisce.

Quindi è già insito nella ratio del concetto giuridico di “scontare la pena” che la pena prima o poi si esaurisca proprio in virtù del fatto che con il passare degli anni la pena si sconta.

Allora è assurdo e contraddittorio dire “sconta l’ergastolo ostativo” oppure “sta scontando l’ergastolo ostativo” perché nonostante il passare degli anni, la pena residua non diminuisce.

 È vero!

L’ergastolo ostativo va persino contro la matematica e l’italiano.

La pena perpetua non ti toglie solo la libertà, ti strappa pure il futuro.

Ti  potrebbero togliere tutto ma non la tua intera vita.

Lo Stato si può prendere una parte di futuro,  ma non tutto, se vuole essere migliore di un criminale.

L’ergastolo ostativo è disumano perché l’uomo per vivere e morire ha bisogno della speranza che la sua vita un giorno forse sarà diversa o migliore.

La pena perpetua è un sacrilegio perché anticipa l’inferno sulla terra e la pena eterna senza possibilità di essere modificata è competenza solo di Dio (per chi crede).

L’uomo è l’unico animale che può cambiare,  per questo non potrebbe e non dovrebbe  essere considerato cattivo e colpevole per sempre.

La giustizia potrebbe, anche se non sono d’accordo, ammazzare un criminale quando è ancora cattivo, ma non dovrebbe più tenerlo in carcere quando è diventato buono.

O farlo uscire solo quando baratta la sua libertà con quella di qualcun altro collaborando e usando la giustizia.

Se la pena è solo vendetta, sofferenza e odio,  come può fare bene o guarire?

Voglio ricordare che per chi ha commesso un crimine, il perdono fa più male della vendetta, il perdono lo  costringe a non trovare dentro di sé nessuna giustificazione per quello che ha fatto.

Ecco perché converrebbe combattere il male con il bene, col perdono,  con una pena equa e rieducativa.

La pena dell’ergastolo ostativo ci lascia la vita, ma ci divora la mente, il cuore e l’anima.

“Oci ciornie”, occhi neri


Ochi ch‘rnye, ochi strastnye,
Ochi zhguchie i prekrasnye.
Kak lyublyu ya vas,
Kak boyus’ ya vas,
Znat’ uvidel vas ya ne v dobryj chas.

Skatert’ belaya zalita vinom.
Vse gusary spyat besprobudnym snom,
Lish’ odin ne spit, p’‘t shampanskoe
Za ochi ch‘rnye, za tsyganskie.

Ne vidal by vas, ne stradal by tak,
Ya by prozhil zhizn’ ulybayuchis’.
Vy sgubili menya ochi ch‘rnye,
Unesli navek mo‘ schast’e.

Ochi ch‘rnye
Zhguchi plamenem
I manyat menya v strany dal’nie,
Gde tsarit lyubov’,
Gde tsarit pokoj,
Gde stradaniya net,
Gde vrazhdy zapret

Occhi neri, occhi appassionati
occhi infuocati e bellissimi
quanto vi amo, io
quanto vi temo
significa che vi ho visto nel momento sbagliato.

La bianca tovaglia cosparsa di vino
dormono gli ussari di un sonno senza fine
solo uno e’ sveglio, beve spumante
brindando agli occhi neri, a quelli zingari.

Se non vi avessi visto non avrei sofferto cosi’
avrei trascorso la vita a sorridere
occhi neri, mi avete rovinato,
mi avete privato in eterno della felicita’ .

Occhi neri infuocati di ardore
mi attirano verso paesi lontani
dove regna l’amore
dove regna la quiete
dove non esiste sofferenza
dove l’odio e’ vietato.

http://www.youtube.com/watch?v=oQEjwKs_hpg&feature=related