Gli occhi del mondo fissati sull’operazione “top kill” intentata dalla BP


di Loretta Dalola

Ore cruciali per la lotta contro il tempo nel tentativo  di arginare il disastro ecologico causato dalla British Petroleum ai danni del  Golfo del Messico e  dell’umanità.

La società petrolifera britannica ha infatti dato inizio all’operazione “top kill”, che consiste nell’iniezione di tonnellate di fango e materiale chimico densissimo all’interno del pozzo, con l’obiettivo di sigillare definitivamente la falla che ormai da oltre un mese sta riversando nel Golfo del Messico milioni di barili di greggio.

Il tentativo avrà  una durata prevista minima di una decina di ore visto che le operazioni, sorvegliate da robot, si svolgono ad una profondità di 1.500 metri circa. Un’operazione mai condotta prima alla profondità in cui si trova il pozzo. L’ennesimo tentativo per chiudere definitivamente la falla al pozzo petrolifero che continua a causare la catastrofe ambientale nel Golfo del Messico.

La BP tenterà inoltre di mettere un tappo di cemento sul foro di uscita dal quale dalle ultime osservazioni, sembrerebbe ora sgorgare  solo fango e non più petrolio, ma la stessa Bp rimane ancora cauta sull’esito dell’operazione che  comporta seri rischi.

Secondo la Bp la possibilità di farcela è intorno al 60-70% ma in caso di fallimento le quantità di petrolio che uscirebbero potrebbero essere superiori a quelle attuali, aggravando la marea nera.

Oggi il presidente americano Barack Obama annuncerà misure di sicurezza più severe per le trivellazioni in mare, mentre domani sarà di nuovo sul luogo del disastro: “Non ci fermeremo a riposare finché la falla non sarà tappata, l’ambiente ristabilito e le operazioni di pulitura completate”, ha detto Obama,  tenendo  la Bp sotto forte  pressione e chiedendo  che la perdita, che si protrae da cinque settimane e che  ha scatenato una tempesta politica, sia fermata in tempi brevi.

Il mercato sembra aver dato fiducia alla British Petroleum, con il titolo che sta guadagnando a Londra il 2,83% dopo giorni di passione economica e questo dato rende sicuramente felici tutti gli animali  morti in questi giorni e sereni noi umani che ne subiremo le conseguenze in un imminente futuro…

/News_Dettaglio.aspx?del=20100527&fonte=TLB&codnews=653

http://www.ecologiae.com/marea-nera-stime-danno/15498/

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/mondo/2010/05/26/visualizza_new.html_1816143061.html

http://it.notizie.yahoo.com/4/20100526/tso-oitlr-petrolio-leak-89ec962_1.html

http://finanza.repub

da http://lorettadalola.wordpress.com

Mancano 6 minuti alla fine del mondo


di Jacopo Fo

Ed e’ una buona notizia!!!
L’elezione di Obama avrebbe disteso molto il clima diplomatico nel mondo, riaprendo diversi dialoghi e collaborazioni tra Occidente e Oriente.
Per questo il Doomsday Clock, l’orologio dell’apocalisse, e’ stato spostato indietro di un minuto.
Creato dagli scienziati del Bulletin of the atomic scientist nel 1948, in piena guerra fredda, era stato impostato a sette minuti dalla mezzanotte e negli anni le sua lancette sono state spostate per 19 volte, a seconda del pericolo di un conflitto nucleare.
L’ultima volta fu nel 2007 quando la Corea del Nord condusse test nucleari, + 2 minuti.
(Fonte: http://www.turnbacktheclock.org)

da www.jacopofo.com

Obama firma la legge sull’omofobia


homophobiaIl presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha firmato una legge che definisce un delitto federale qualsiasi attacco contro una persona solo per il suo orientamento sessuale o la sua identità sessuale.

La legge è stata dedicata a Matthew Shephard, un giovane gay del Wyoming morto dopo essere stato rapito e quindi riempito di botte nel 1998, e a James Byrd, un giovane nero texano che subì la stessa sorte lo stesso anno.

“Dopo oltre un decennio di opposizioni e di ritardi – ha detto Obama – abbiamo approvato una legge sui delitti legati all’odio per contribuire a proteggere i nostri cittadini dalla violenza basata sull’aspetto, i loro amori, il loro modo di pregare o semplicemente chi sono”.

Secondo il ministro della Giustizia Eric Holder, il provvedimento rappresenta “la nuova grande legislazione sui diritti civili”.

Con la firma del Matthew Shepard Act, la legge che equipara i rati di razzismo a quelli di omofobia, gli Stati Uniti “danno una lezione di progresso dei diritti civili a quanti ancora ritengono che gli omosessuali siano cittadini di serie B”: lo afferma Imma Battaglia, presidente dell’associazione Di Gay Project e leader del movimento lgbt.

C’è voluto tempo e un lavoro intelligente da parte di un movimento gay americano maturo e non strumentalizzato politicamente – aggiunge – e finalmente oggi si è arrivati a una vittoria di civiltà. L’Italia sia a livello politico che di movimento lgbt prenda esempio dagli Stati Uniti e si avvii sulla stessa strada, senza paraocchi ideologici ma con un approccio determinato nel combattere la violenza omofoba, principio che dovrebbe vedere tutti uniti senza distinzioni di parte politica”.

 fonte www.rainews24.rai.it