“Respiro attimi”


di Tiziana Mignosa

Ogni tanto mi piace rovistare

in quei luoghi dove l’adesso non mi concede di tornare

e mi lascio allora trascinare

in quel vortice accaldato

che mi fa ancora emozionare.

Sulla scena respirata a menadito

l’allora assaporo sul presente

sul tuo sguardo che mi veste come guanto sulla pelle

sulle labbra tue introverse

bianco e nero sulla chiacchiera degli occhi.

Accattivante è lo splendido sorriso

che legna secca aggiunge

sulle fiamme della voglia

non bisbiglia tenerezze al chiar di luna

ma notti estreme deste e grida di passione.

M’incendio dentro al rogo del tuo sguardo

tra polpastrelli e labbra di piacere oscillo

tra il ruvido che le mani col pensiero afferrano

e l’umido tepore della tua bocca

nettare prelibato per il gusto.

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“Sognando l’infinito”


di Tiziana Mignosa

Ti canto a me in quelle notti in cui

il sonno è morfina sulla vita

quando del giorno il passo

è inciampo umido

e ruvido è il percorso.

Fragilità che affiorano

come cristalli dal sole troppo lontani

è danza a rischio

sul bordo sdrucciolevole della materia

paura di finire in fondo alla scarpata.

Ritorno allora

col cuore e colla mente

a quando girasole imbrigliato dentro al tempo

sognando l’infinito

sulle lancette sospiravo.

Tu … il mio sole

adesso come allora

quando i confini erano mucchio

sui detriti da scartare

e noi eravamo uno e l’infinito intero.

E d’infinito

raccolgo attimi di vita andata

riflessi spezzati della tua bellezza senza fiato

piccoli, meravigliosi assaggi

giusto per non morire della tua assenza.

Tu

il sole mio

non dimenticarlo.

“La casa dello zio”


di Tiziana Mignosa

Con tenerezza oggi ho accarezzato

l’amato tempo in cui

la speranza si schiudeva

al candore dell’età del miele

quando l’attesa

nella casa dello zio

d’antico e la sua bellezza respiravo.

E così

mentre i gradini delle scale accarezzava

s’apriva al vento la seta del vestito ai piedi

petali di quel fiore azzurro

tratteggi adolescenti

sui delicati battiti

d’amori acerbi ancora da gustare.

Soffi di magia

nei saloni d’altri tempi

che di grandiosità ormai vissute

al mio sentire sussurravano

emozioni raffinate di zagara e limoni

e cicale canterine

tra il vermiglio dei gerani

e i fichi d’india al sole.

Campagna seducente

posseduta da un’estate

d’infuocati pomeriggi

al fresco di odorose fronde

e notti al chiar di luna

stagione ormai vissuta

ma mai dimenticata.

“Profumo di me”


di Angela Ragusa

Agitano forte …dentro di me
Mille pensieri che volgono in su ,
zenit del cielo ,punto invisibile
ma fisso alla mente…
groviglio di sensi,desiderati e aspettati
mentre le ore girano intorno
a chi ,navigante sperduto nel mare di amore e passione
riempie di sabbia la clessidra del tempo….

E grida la voce…dentro di me
ritmo incessante di parole invocate ,
melodie sussurrate per offerte copiose
di teneri gesti ,sensuali , carnali,
quando in silenzio di complici notti
aspergo te di profumo di me.

“Vorrei incontrarti tra cent’anni”


di Ron

Vorrei incontrarti fra cent’ anni
tu pensa al mondo fra cent’ anni
ritrovero’ i tuoi occhi neri
tra milioni di occhi neri
saran belli piu’ di ieri
vorrei incontrarti fra cent’ anni
rosa rossa tra le mie mani
dolce profumo nelle notti
abbracciata al mio cuscino
staro’ sveglio per guardarti
nella luce del mattino
uoh questo amore
piu’ ci consuma
piu’ ci avvicina
uoh questo amore
e’ un faro che brilla
eh eh eh
vorrei incontrarti fra cent’ anni
combattero’ dalla tua parte
perche’ tale e’ il mio amore
che per il tuo bene
sopporterei ogni male
vorrei incontrarti fra cent’ anni
come un gabbiano volero’
saro’ felice in mezzo al vento
perche’ amo e sono amato
da te che non puoi cancellarmi
e cancellarti non posso (io voglio)
amarti voglio averti
e dirti quel che sento
abbandonare la mia anima
chiusa dentro nel tuo petto
chiudi gli occhi dolcemente
e non ti preoccupare (poi)
entra nel mio cuore
e lasciati andare
oh questo amore
piu’ ci consuma
piu’ ci avvicina
oh questo amore
e’ un faro che brilla
in mezzo alla tempesta
oh
in mezzo alla tempesta
senza aver paura mai
vorrei incontrarti fra cent’ anni
tu pensa al mondo fra cent’ anni
ritrovero’ i tuoi occhi neri
tra milioni di occhi neri
saran belli piu’ di ieri.

Ron e Tosca cantano questa bellissima canzone

http://www.youtube.com/watch?v=WwiIJ4TKIoQ

“Tu sola sei”


di Giuliano dal carcere di Augusta

Tu sola sei un sogno mai finito,

padrona assoluta dei mie pensieri

dea delle mie notti insonni,

tu sola sei un delfino solitario

nel mare agitato del mio io,

la notte cala ogni sera senza chiedere permesso

come te, imponente raggio di luce

nel mio cuore.