Roberto Bolle nudo finisce su YouTube


Erano state vietate le macchine fotografiche e le telecamerine, ma le immagini proibite di Roberto Bolle nudo sul palco del Teatro San Carlo sono finite su Youtube. Eppure questa era la clausola imposta dall’etoile per danzare senza veli, solo per una notte, nei panni – si fa per dire – di Albrecht in Gisele, nella versione rivisitata dal coreografo svedese Mats Ekco.

In realtà nel video non si vede un granché, visto che Bolle é avvolto dalla penombra per la maggior parte della sequenza, girata probabilmente da un telefono cellulare. E quando torna la luce in scena, Bolle-Albrecht viene opportunamente avvolto da una pesante coperta.

http://www.ansa.it/web/notizie/videogallery/spettacolo/2010/04/29/visualizza_new.html_1787390060.html

fonte ANSA

Solidarietà a padre Alex Zanotelli caricato dalla polizia


di Gianluca Ferrara

Solidarietà a padre Alex Zanotelli, ieri sera è stato caricato dalla polizia a Napoli. Alex si batteva per la richiesta di asilo politico di nove africani (di sicuro c’erano anche dei minori… ) che si trovavano su di una nave la “Vera D”. Il comune di Napoli aveva trovato anche una sistemazione, ma il ministero dell’interno ha preferito mandarli nel lager di Barletta.

L’ondata di violenza razzista che sta annegando il senso di solidarietà del nostro Paese non si ferma neanche dinanzi ad un vero testimone di Gesù (altro che il cardinal Bertone…) che da sempre è voce degli ultimi.
Un poliziotto ignorante e senza dignità gli ha anche detto: “La deve smettere di fare il sobillatore!” dimenticando che Gesù è stato crocefisso con l’accusa di essere un sobillatore politico…
Si è giunti a malmenare dei missionari! Che fine faremo? I tanti “cattolici” che votano lega sono consapevoli di dove stiamo andando?

P. Alex aveva gridato: “sono dei bambini dovrete passare su di me”. L’hanno fatto…
Non lasciamo solo chi si batte nel nome di quel Gesù che disse: “Ero straniero e mi avete accolto…”.

Musica: 10000 volte i Watussi, Edoardo Vianello canta il suo ‘inno’ in concerto a Napoli


10mila volte i Watussi. Sabato 8 maggio i Watussi di tutto il mondo, oltre naturalmente agli appassionati degli anni Sessanta, si potranno riunire per cantare insieme a Edoardo Vianello per la decimillesima volta il loro inno internazionale. Il concerto che celebra lo storico evento si terra’ al Palapartenope di Napoli, citta’ nella quale fu composta la musica ben 47 anni fa, mentre il cantante era impegnato, nello storico night club «Shaker», con la sua orchestra da ballo. Ad anticipare l’esecuzione sara’ la sua performance televisiva domenica prossima, l’11 aprile, nell’ambito di ”Domenica In” su Rai 1, spazio in cui Edoardo sara’ ospite di Pippo Baudo per interpretare in diretta la cantata watussiana n. 9.999.

 

Perche’ questa fissazione con i numeri? ”Fin dagli esordi -risponde Vianello- ho battezzato la mia musica «matemusica», perche’ nel comporla ho sempre cercato di darle una struttura che traducesse musicalmente quello che, per la mia sensibilita’, era lo spirito matematico. La matematica mi affascina, ma a scuola non sono mai stato un fenomeno. Sara’ per questo che ho tentato di esprimerne il rigore logico non gia’ con equazioni, logaritmi e formule algebriche, ma con cio’ che mi riusciva piu’ congeniale, la musica appunto. Apparentemente la matematica parrebbe avere poche affinita’ con la musica, che richiama alla mente dei piu’ la poesia e non le scienze esatte. Io invece sospetto che il motivo per cui ancora oggi, a distanza di cinquant’anni dalla loro composizione, alcuni brani restano impressi nella mente del pubblico sta proprio in questa loro caratteristica: contengono punti di riferimento musicali scanditi sistematicamente, quasi con simmetria, che ne facilitano la memorizzazione”.

fonte Adnkronos

Italia: le carceri sono una discarica sociale


Pannella dopo visita all’Ucciardone

“Le carceri in Italia sono una discarica sociale“. Parola di Marco Pannella, che insieme a una delegazione radicale composta da Rita Bernardini e Matteo Angioli ha compiuto una visita ispettiva alla casa circondariale Ucciardone a Palermo. “Vi sono grandi situazioni di povertà – ha aggiunto -. Si continua a usare la pratica della detenzione in un modo che non sarebbe permesso né dalla Costituzione né dalla giurisdizione europea e internazionale”.

“Il carcere – riprende Pannella – è il museo della barbarie e della partitocrazia del sessantennio che ha preso il posto del ventennio fascista”. Domenica i parlamentari erano stati nel carcere di Poggioreale a Napoli.

“C’è la dimostrazione che in Italia siamo caduti – ha osservato – antropologicamente in basso. Ma all’Ucciardone con la nostra visita abbiamo suscitato qualche sorriso che ci consente di sperare che proprio da queste comunità forse riusciremo a rendere più civile questo Paese”.

La situazione del carcere borbonico di Palermo è stata descritta da Rita Bernardini. “Sono stata qui nel marzo 2009 e da allora – ha detto – non è cambiato nulla, la situazione è peggiorata e questo non per colpa della direzione o del personale che opera in questo istituto ma per responsabilità dell’amministrazione centrale”.

“Ci sono per ora 720 detenuti – ha continuato – con un sovraffollamento enorme nelle celle. I reclusi vivono in una struttura fatiscente, senza riscaldamento. Si sta per aprire una nuova sezione ma manca il personale per farla funzionare. L’organico è sotto di almeno 200 unità: ci sono 300 agenti di polizia su 500 previsti”.

fonte tgcom

Il video dell’intervista rilasciata da Bernardini e Pannella all’uscita dell’Ucciardone:

http://www.radioradicale.it/scheda/300836/incontro-con-la-stampa-di-marco-pannella-e-rita-bernardini-al-termine-di-una-visita-ispettiva-alla-casa-ci

Pasqua e Pasquetta in carcere


Oggi e domani l’on. Rita Bernardini, radicale eletta nelle liste del PD, membro della commissione Giustizia della Camera, insieme a Marco Pannella e a un altro collaboratore, visiteranno due delle carceri più sovraffollate e tristemente celebri d’Italia, Poggioreale a Napoli e l’Ucciardone a Palermo.

Li seguirò col pensiero, è come se fossi lì con loro.

Totò – 15 febbraio 1898


Oggi nasceva il principe della risata, Antonio De Curtis, in arte, semplicemente, TOTO’, ha fatto la storia del cinema comico, ha scritto splendide poesie, la più bella ‘A LIVELLA, tra i suoi innumerevoli film ho scelto un brano da uno che amo di più: Totò, Peppino e la malafemmina, ineguagliabile…

http://www.youtube.com/watch?v=9-VrY80K9y8

E la canzone “Malafemmena” scritta da Totò interpretata negli anni ’60 a “Studio Uno” da Mina in duetto con lo stesso Totò

http://www.youtube.com/watch?v=yEycucnptZY&feature=related

La più importante esercitazione annuale anti-sommergibile della Nato nel Mediterraneo


Dieci nazioni della NATO schiereranno nel Mediterraneo, dal 10 al 24 febbraio 2010,  sette sommergibili, otto unità navali di superficie e 18 tra aerei ed elicotteri per il pattugliamento marittimo nell’ambito dell’esercitazione annuale anti-sommergibile (ASW) Noble Manta 2010 (NMA 10). La NMA 10 si svolgerà nel Mar Ionio a sud-est delle coste della Sicilia e comprenderà forze e personale di Canada, Francia, Germania, Grecia, Italia,  Norvegia, Regno Unito, Spagna, Stati Uniti d’America  e Turchia.    

Scopo dell’esercitazione é addestrare una forza multinazionale – equipaggiata con  mezzi navali, sommergibili ed aerei – in operazioni ASW, anti-superficie e di sorveglianza delle coste. Unità di superficie del Gruppo Permanente della NATO 2 (SNMG2) prenderanno parte all’esercitazione assieme ad una fregata e ad una unità ausiliaria della Marina italina e ad una fregata della Marina francese.    Nel corso dell’attività in mare i sommergibili si alterneranno nei ruoli di cacciatore e preda. Velivoli da pattugliamento marittimo forniti da  Canada, Francia, Germania, Italia, Norvegia, Spagna, Regno Unito e Stati Uniti d’America saranno dislocati sulla base di Sigonella mentre elicotteri italiani ASW opereranno da Fontanarossa, in Sicilia.  Sono pianificate circa 100 missioni aeree che richiederanno in media lo svolgimento di un briefing agli equipaggi ogni tre ore.

NMA 10 si svolgerà sotto la supervisione del Comando Alleato della Componente Marittima di Napoli, comandato dall’Ammiraglio Maurizio Gemignani, della marina militare italiana, e verrà condotta dal comandante del ‘Submarines Allied Naval Forces South Command’, Contrammiraglio John M. Richardson e dal comandante del ‘Maritime Air Naples Command’, Contrammiraglio David J. Mercer, entrambi statunitensi.

Il carcere? Una serra da coltivare-I detenuti giardinieri per la città


NAPOLI – Il carcere diventa giardino e ai detenuti spunta il pollice verde. I parchi e le piazze di Napoli saranno forniti di fiori e piantine prodotti e lavorati all’interno delle serre della casa circondariale di Secondigliano. L’iniziativa, si legge in una nota, nasce da un accordo tra direzione penitenziaria, Tribunale di sorveglianza ed assessorato all’Ambiente del Comune di Napoli.

A LEZIONE DAGLI AGRONOMI – A formare i detenuti saranno gli agronomi e i giardinieri del Comune che hanno nel progetto il ruolo di docenti per le lezioni teoriche e di pratica florovivaistica. L’iniziativa sarà presentata martedì 26 gennaio, alle 12, nella struttura penitenziaria di Secondigliano dove interverranno il sindaco di Napoli Rosa Iervolino Russo con l’assessore all’Ambiente Rino Nasti, il presidente del Tribunale di Sorveglianza Angelica Di Giovanni, il provveditore regionale dell’Amministrazione Penitenziaria, Tommaso Contestabile, il direttore dell’Istituto, Liberato Guerriero, con la vicedirettrice Giulia Leone. Ed ancora, il presidente della Commissione Ambiente dell’Ordine degli avvocati, Giovanni Siniscalchi, ed il garante dei diritti dei detenuti, Adriana Tocco.

da www.corrieredelmezzogiorno.corriere.it

Questa è la notizia che ci arriva da Napoli.

Ad Augusta, invece, da più di un mese 12 detenuti escono ogni mattina dal carcere per lavorarare come giardinieri in base all’art. 21 per un accordo tra la direzione del carcere e il Comune di Augusta, lo faranno per 6 mesi, ogni giorno dalle 8 alle 12.

Poesie napoletane di Luigi dal carcere di Augusta


‘Na sola cosa io e te

Come me manche nun to’ saccio dì

so sulo, già so’ perzo dint’o scuro

comme a nu guagliunciello miezo a folla

c’ha perzo ‘a mamma e nun ‘a riesce

cchiù a truvà, commo ‘a n’aquilone

miezo o’cielo ca sta vulanno

senza sapè addò va. T’arricuorde

che tiempo belle immo passato n’ziemo

tu ‘a caramella e io ‘a cartusciella, tu

l’ago e io o’cuttone, tu ‘o zucchero

e io o’cafè, sempo ‘na cosa io e te

e mo ca sto suffrenno pecchè nun

tengo a tte me sento a vuoto a perdere

e vuo’ sapè o’pecchè: ‘o core è frantumato

e nunn’ o’ può azzeccà, le sierve sulo tu

si tu la ‘o può accuncià.

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“Ricco e tte”

A che servono tutt’e ricchezze do’munno

si po’ si povero dint’o core

a che serve scetarte ‘a matina

si nun tiene ‘a nisciuno ca te chiamme

ammore, io so puveriello ma so’ ricco

e saie pecchè dinte a

chistu core tengo a tte.

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Luntano ‘a tte

Si me putisse fa na ecografia

vedisse ca si tutt’a vita mia

sto cuntanno ‘e mise e juorno

ca me allontanano da te nato vierno

nata estate sta passanno in cuollo a me

pure ‘o core è ‘ncatenato pecchè sta

luntano a tte. Sulo cu tte io non

provo paura tu si a vita e dimano

so’ comme e doce ‘o sapore e sti vase

io sonco ‘o re e te ‘a corona ‘e sta casa

luntano a tte tu non saie io che facesso

me ia muri tu io me acciresso.

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Pe restà cu tte

Vide che frennesia ca me pigliate

si penzo a tutto chello c’aggio passato

me sento ‘nu bicchiere frantumato

e niente dint’e chesta vita ‘o putesse cchiù azzeccà

io comm’a ‘nu frutto acerbo e senza doce

comm’a n’augiello senza libertà

me sento troppo male din’t a sta gabbia

pecchè non tengo attè pe tè abbraccià.

T’o giuro io sto murenno chianu chianu

nun ce resisto cchiù a campà accussì

se io muresso,  pure all’ato munno

io te aspettasso pe’ restà cuttè.

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Senza ‘e te

Si nun tenesso attè fosso ‘nu cielo senza stelle

si nun tenesso attè io nun tenesso sentimento

fosso ‘na foglia vecchia ca se ‘a porta ‘o viento

io, luntano attè, nun songo proprio niente

cchiù ‘e ‘nu vuoto a perdere me sento

cuttè aggio cunusciuto ‘o vero ammore

e mò, luntano attè, me manca pure ‘o sole

che freddo ca me sento tutti ‘e sere

me giro e me rigiro dint’e lenzole

ma sulo dint’e suonno tu si ‘a mia

ma po’ me sceto e moro ‘e pecundria

pecchè me manche tu, ‘a vita mia.

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Nun me basta

Tu si ‘a forza ca me manca però te veco,

quande viene a me truvà stai stanche

e nun me ‘o faie vedè, vuò ridere ma so

bugiarde l’uocchie tuoie ca vonno chiagnere

pe mmè, ma nun ‘o faie sapenno ca sto male

e nun me vuò fa soffrì. Io so ‘nu criaturo

‘nnamurato c’ave bisogno ‘e te, te cerco

tutt’e juorno ma nun te pozze avè, purtroppo

e sola ‘n ora pe’ sta ‘nziemo cu ttè e quando

po’ fernesce sto male commo a che ritorno

dint’a ‘na stanza ch’è fredda e scura ma me chiagne

m’bietto ‘o core can un te vo’ lassà, me magno ‘a morze

e mano che voglia ‘e riturnà ancora dint’e braccia a

casa a te vasà.

Detenuto suicida nel carcere di Sulmona


Un detenuto del supercarcere di Sulmona si e’ impiccato nella sua cella. Il cadavere e’ stato scoperto dagli agenti di custodia.

Non e’ stato rivelato il nome del detenuto che, si e’ appreso, aveva 28 anni ed era del napoletano. Sulla vicenda il sostituto procuratore della Repubblica di Sulmona, De Siervo, ha avviato un’inchiesta. Il supercarcere di Sulmona, che ospita anche detenuti del 41 bis, e’ noto come il ‘carcere dei suicidi’, per le numerose morti avvenute negli anni scorsi.
fonte ANSA