Curiosità e macchine del sesso, Bizzocchi l’ideatore dei due stravaganti musei


Dal Museo delle Curiosità a San Marino a quello delle Macchine del sesso di Praga. Oriano Bizzocchi, italiano di nascita ma sanmarinese di adozione, si è inventato due dei musei più pazzi del mondo. ”La spinta ad andare a vedere le cose del mondo – spiega – è la curiosità e io di mestiere faccio da sempre questo: dare cose curiose alle persone’

Per questo nel museo, nato nel 1989 e gestito dall’ex moglie di Bizzochi, Cristina Ginesi, si trovano un centinaio di oggetti strani, ma veri, come il primo casco da capelli, che di fatto bruciava i ricci alle signore, la parrucca più alta del mondo e il primo bidet.

In mostra ci sono anche alcune riproduzioni di personaggi da Guinness dei primati come la donna più piccola del mondo, alta poco più di una spanna, l’uomo più alto del mondo, davvero impressionante, la ragazza dalla vita più sottile (appena 33 centimetri) e via di questo passo. ”Il museo – spiega la direttrice – raccoglie oggetti strani, curiosi, che rappresentano di fatto l’evoluzione del costume”. E’ il caso degli abiti, per esempio o dei calzari, originali, delle prostitute greche, che lasciavano sulla sabbia la scritta ”Segui i miei passi”.

E proprio al sesso, o, meglio, alle macchine sessuali, è dedicato il secondo museo inventato da Bizzocchi. E’ uno dei più visitati al mondo e si trova a Praga. Nel museo sono conservati oggetti molto particolari, come il primo vibratore della storia, ”una piccola macchina a vapore, come un treno – spiega Bizzocchi – che veniva impiegato a fine Ottocento per curare dall’isteria le signore. In questo modo i medici riuscivano a curare molte più pazienti”.

Sono molti i giocattoli raccolti nel singolare museo, vietato ai minori di diciott’anni, come le poltrone usate dai reali per dilettarsi nell’arte amatoria o i vasi da notte voyeuristici che usavano le donne bene dell’alta società europea. ”Mi piacciono le sfide e la ricerca – spiega l’inventore dei due musei – e ora penso ad un nuovo museo, quello delle mutande, forse sempre a San Marino, da dove sono partito, ma per il momento mi limito a fare ricerca”.

fonte Adnkronos

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Italia: le carceri sono una discarica sociale


Pannella dopo visita all’Ucciardone

“Le carceri in Italia sono una discarica sociale“. Parola di Marco Pannella, che insieme a una delegazione radicale composta da Rita Bernardini e Matteo Angioli ha compiuto una visita ispettiva alla casa circondariale Ucciardone a Palermo. “Vi sono grandi situazioni di povertà – ha aggiunto -. Si continua a usare la pratica della detenzione in un modo che non sarebbe permesso né dalla Costituzione né dalla giurisdizione europea e internazionale”.

“Il carcere – riprende Pannella – è il museo della barbarie e della partitocrazia del sessantennio che ha preso il posto del ventennio fascista”. Domenica i parlamentari erano stati nel carcere di Poggioreale a Napoli.

“C’è la dimostrazione che in Italia siamo caduti – ha osservato – antropologicamente in basso. Ma all’Ucciardone con la nostra visita abbiamo suscitato qualche sorriso che ci consente di sperare che proprio da queste comunità forse riusciremo a rendere più civile questo Paese”.

La situazione del carcere borbonico di Palermo è stata descritta da Rita Bernardini. “Sono stata qui nel marzo 2009 e da allora – ha detto – non è cambiato nulla, la situazione è peggiorata e questo non per colpa della direzione o del personale che opera in questo istituto ma per responsabilità dell’amministrazione centrale”.

“Ci sono per ora 720 detenuti – ha continuato – con un sovraffollamento enorme nelle celle. I reclusi vivono in una struttura fatiscente, senza riscaldamento. Si sta per aprire una nuova sezione ma manca il personale per farla funzionare. L’organico è sotto di almeno 200 unità: ci sono 300 agenti di polizia su 500 previsti”.

fonte tgcom

Il video dell’intervista rilasciata da Bernardini e Pannella all’uscita dell’Ucciardone:

http://www.radioradicale.it/scheda/300836/incontro-con-la-stampa-di-marco-pannella-e-rita-bernardini-al-termine-di-una-visita-ispettiva-alla-casa-ci