Sport: portare a passeggio il cane è meglio della palestra


di Matteo Clerici

Portare a passeggio il cane non fa bene anche all’animale, ma anche al padrone: tale uscita migliora il fisico come la pratica dello sport.

Lo afferma una ricerca della Bob Martin, compagnia esperta di salute degli animali domestici, pubblicata dal quotidiano “Daily Telegraph”.

Gli studiosi della compagnia hanno osservato più di 5000 persone, analizzando quanto e come uscissero con il compagno a 4 zampe e se svolgessero qualche tipo di esercizio fisico.

Essi hanno così scoperto come, in media, “chi ha un cane lo porta a passeggio due volte al giorno per 24 minuti a passeggiata: in totale sono 5 ore e 38 minuti a settimana”, spiega un portavoce. Alcuni superavano tale numero: essi portavano fuori il cane 3 volte al giorno, toccando così le 8 ore settimanali.

Il team della Bob Martin evidenzia inoltre il travagliato rapporto con la palestra.

In media, ci si va solo 1 ora e 20 minuti la settimana ed il 47% degli intervistati ha dichiarato di non fare alcun esercizio fisico. Inoltre, il 70% degli sportivi pratica l’attività fisica senza entusiasmo, come un qualcosa di obbligatorio ma sgradevole.

Nettamente diversa la situazione per la passeggiata con Fido. Spiegano gli studiosi: “Portare il proprio cucciolo a passeggio e’ considerata la fonte primaria di esercizio in oltre il 57% dei possessori di cani“. Inoltre, solo una minoranza dei padroni (il 22%) ritiene che tale pratica sia un dovere e non un piacere.

Infine, la Bob Martin porta a supporto delle evidenze mediche. Secondo alcuni dottori, infatti, passeggiate regolari con il proprio cane migliora l’efficienza del cuore.
Conclude così la compagnia britannica: “20 minuti di passeggiata al giorno sono raccomandati anche dai medici: e’ incoraggiante vedere che i proprietari di cani superano questo obiettivo, e lo fanno divertendosi”.

da www.newsfood.com

Troppa luce di notte è dannosa per la nostra salute mentale


di Daniela Domenici

night lightAlcuni scienziati hanno messo in guardia sul fatto che una eccessiva illuminazione delle strade e dei palazzi con uffici  che rimangono accesi tutta la notte potrebbe influenzare negativamente la nostra salute mentale. Hanno aggiunto che la troppa luce di notte potrebbe essere collegata alla depressione.

Coloro che vivono nelle città hanno a lungo lamentato che le luci stradali fluorescenti colpiscono la loro capacità di dormire e possono alterare il loro “mood”, il loro stato d’animo.

Ora gli psicologi hanno confermato che il non essere in grado, non avere la possibilità di sfuggire all’oscurità può avere un effetto dannoso sulla personalità di alcuni.

In alcuni test sui topi gli autori dello studio hanno scoperto che quelli tenuti in una stanza illuminata per 24 ore al giorno mostravano sintomi più depressivi di quelli che avevano avuto un normale ciclo luce-buio. I topi che vivevano nella luce costante ma che avevano la possibilità di scappare in un tubo buio quando volevano hanno mostrato una minore evidenza di sintomi depressivi di quelli senza possibilità di fuga.

La dott.ssa Laura Folken, che ha condotto questo studio all’Ohio State University, ha dichiarato che l’abilità di sfuggire alla luce sembrava smorzare gli effetti depressivi mentre la luce costante senza possibilità di fuga aumentava i sintomi depressivi.

Il co-autore della ricerca, il prof. Randy Nelson, ha dichiarato che i risultati suggeriscono che sia necessaria una maggiore attenzione focalizzata su come la luce artificiale influenzi la salute emotiva delle persone.

Lo studio, pubblicato sulla rivista “Behavioural Brain Research” ha coinvolto 24 topi maschi da laboratorio metà dei quali è stato esposto alla luce per 16 ore al giorno e al buio per 8 ore mentre l’altra metà ha avuto 24 ore di luce. Metà di ogni gruppo aveva tubi bui nelle loro gabbie che permettevano loro di sfuggire alla luce quando lo decidevano; l’altra metà aveva tubi simili che però lasciavano entrare la luce.

Dopo tre settimane i topi hanno iniziato una serie di test che vengono utilizzati per misurare la depressione e l’ansietà negli animali. In tutti i test i topi che avevano vissuto nella luce costante mostravano più sintomi simil-depressivi di quelli con i normali cicli luce-buio.

La dott.ssa Folken ha dichiarato che i risultati forniscono prove aggiuntive che l’uso di luce artificiale di notte può avere effetti dannosi per la salute negli esseri umani; ha aggiunto che è una scoperta importante per le persone che lavorano nei turni di notte e coloro che guardano la TV fino a tardi la notte interrompendo così il loro ciclo usuale luce-buio.

I ricercatori hanno messo in evidenza che molti reparti ospedalieri sono accesi con luci brillanti tutta la notte, dato che può aggiungersi ai problemi dei pazienti ricoverati.

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