Catena su Facebook: la moda del colore di reggiseno


reggisenoDa qualche giorno i frequentatori di si stanno scervellando: ma cos’è questa storia dei colori? Invece di leggere i soliti messaggi, sulle pagine del social network si moltiplicano gli enigmatici post composti da un’unica parola: “nero”, oppure “bianco”, o “beige”. E a scrivere così sono soltanto le donne. Gli uomini no.

Ora il mistero è stato scoperto. Fra gli utenti di sesso femminile sta girando un messaggio che invita a indicare come aggiornamento di stato il colore del indossato in quel momento. Solo il colore, niente altro. E il messaggio dice anche: “Sarà divertente vedere quanto tempo ci metteranno gli uomini prima di domandarsi perché le donne hanno un colore nel loro status”.

Non è certo il primo caso di . Così vengono chiamati in America i messaggi che si trasmettono come virus su e in generale sulla rete. La particolarità questa volta è che il fenomeno nasce con l’intento di escludere metà della popolazione mondiale. L’inventore del gioco ha voluto dargli un valore sociale, come spesso succede con i messaggi virali: scrivendo il colore del proprio si aderirebbe a una non meglio precisata campagna per richiamare l’attenzione sulla prevenzione del .

Non è chiaro chi sia stato il primo a lanciare il passaparola. Sicuramente tutto è partito dagli Stati Uniti. Qualche blogger sostiene anche di aver rintracciato il focolaio iniziale, che sarebbe da collocare nella città di Detroit. Una portavoce della fondazione Susan G. Komen per la lotta ai tumori al seno ha fatto sapere che la sua istituzione non ha avuto alcun ruolo nell’iniziativa, ma l’ha giudicata “un ottimo modo per far crescere la consapevolezza fra le donne: speriamo che reagiscano andando a farsi una ”.

da www.blitzquotidiano.it

Inchiesta: torna di moda la verginità anche tra i maschi


verginitàIl 15% illibato a 25 anni, anche maschi

Il sesso libero e a tutti i costi? Non abita più tra i giovani. A fare da contrappeso a quanti scelgono di avere rapporti sessuali in età sempre più precoce, sono tanti quelli che a 25 anni sono ancora “puri” come gigli. E non si tratta solo di ragazze, che si confermano decisamente intraprendenti: sono soprattutto i maschi a ritrovarsi spesso maggiorenni e illibati. La quota di ventenni ancora ignari delle gioie dell’amore raggiunge infatti un considerevole 15%.

Lo rileva un’indagine Gfk Eurisko condotta su 3mila persone di età compresa tra i 18 e i 55 anni. I motivi per cui tanti ragazzi arrivano anche a 20-25 anni senza aver sperimentato il sesso sono numerosi e molteplici: “Un po’ per via di un’immaturità più spiccata e un po’ per paura della sessualità”, spiega il segretario generale della Società italiana di urologia (Siu), Vincenzo Mirone. Insomma, alla base di questa “sindrome del giglio” dei ragazzi, soprattutto di sesso maschile, ci sarebbe una buona dose di preoccupazione, causata da “insicurezza, ansia da prestazione e un mix tra scarsa conoscenza in materia di educazione sessuale e assenza del conforto dei padri”.

Gli esperti puntano il dito in particolare proprio sull’assenza della figura genitoriale maschile: i padri sono sempre più impegnati e, per via del lavoro, praticamente assenti dalla vita dei figli. “Succede oggi più che nel passato”  spiega lo specialista “Tanto da innescare una vera e propria inversione di tendenza e da far tornare di moda la verginità fra i giovani.

I dati confermano: nella generazione nata sotto il segno della rivoluzione sessuale (cioè nel ’68) il numero di maggiorenni illibati era risicato e non superava il 3%, mentre oggi sfiora, come abbiamo visto, il 15%. Dall’altro lato, però, gli esperti registrano anche il fenomeno opposto, con l’età della “prima volta” che si abbassa per un numero sempre più ampio di teenager: nel 66% dei casi l’incontro con il sesso avviene prima dei 18 anni. Questo esordio precoce dieci anni fa interessava il 57% dei giovani. Spiega ancora Mirone: “Il primo rapporto si ha prima, soprattutto in una fascia culturale più avanzata. E, in questo caso, a pesare di più sul dato dei ‘precoci’ sono le ragazze, molto più intraprendenti, esperte e informate dei loro coetanei”.

 fonte tgcom