La scuola va in tv per un giorno


Una produzione tutta megarese per la V edizione di “Doposcuola”, realizzato dalla Fineart Produzioni in collaborazione con Telemarte per la regia di Lorenzo Daniele e la postproduzione di Mauro Italia.

Un programma televisivo che racconta gli Istituti di Istruzione Secondaria attraverso un format ricco di interviste e servizi.

La trasmissione è stata presentata da Michela Italia che ha intervistato in studio i dirigenti scolastici, i docenti e gli allievi. I servizi che raccontano la scuola dalle attività curriculari alle extra curriculari sono state affidate agli allievi che, per un giorno, hanno vestito i panni dei reporter. Tra i servizi di maggior rilievo “Un giorno a lavoro” che spia un ex alunno durante la sua giornata lavorativa tipo proponendo una visione concreta sulle possibilità che vengono offerte fattivamente all’allievo.

Durante ogni puntata degli ospiti d’eccezione hanno dato, con la loro presenza, una marcia in più al programma. L’Onorevole Egidio Ortisi, per esempio, che ha risposto, da un punto di vista politico, agli interrogativi inerenti l’istruzione e il mondo del lavoro.

A causa del ritardo con cui il Ministero ha promulgato gli elementi definitivi della riforma scolastica  che ha provocato non pochi disagi nella definizione del P.O.F. di ogni singolo Istituto solo tre istituti hanno partecipato, quest’anno, alla V edizione del programma: L’Istituto per i trasporti e la logistica “Gaetano Arezzo della Targia” a Siracusa, il Liceo Scientifico “Leonardo da Vinci” di Floridia e il Liceo Artistico “Antonello Gagini” di Siracusa.

Il programma si è posto come obiettivo quello di fungere da bussola per tutti i ragazzi in procinto di scegliere l’Istituto da frequentare. In tempi di riforma e cambiamenti “Doposcuola” si è distinto come un talk show che chiarisce le nuove modifiche apportate sia da un punto di vista formale che strutturale da questa riforma definita “epocale” offrendo una vetrina fruibile dagli studenti per una scelta più consapevole per la propria carriera sia scolastica che lavorativa.

Il programma andrà in replica su Telemarte per tutto il mese di marzo dopo il Tg delle 14.30.

Vita breve alle graduatorie ad esaurimento


di Monica Maiorano

In alcune interviste rilasciate nei giorni scorsi, il Ministro Gelmini ha lasciato intendere che prossimamente verrà rivoluzionato il sistema di reclutamento dei docenti.

Sembra imminente, infatti, l’approvazione, da parte del Consiglio dei Ministri, di un decreto legge che modifichi le procedure di formazione e reclutamento del personale precario della scuola e che preveda la cancellazione delle graduatorie ad esaurimento dei docenti.

Dalle indiscrezioni del Ministro emerge la parola chiave “merito”, ed ancora una volta pende la spada di Damocle sulla testa dei precari.

Opinione condivisa da molti è la convenienza del reclutare docenti giovani e preparati, per  rinnovare la classe docente, cosa che non sarebbe garantita dalle attuali graduatorie ad esaurimento, e a sentir la Gelmini quest’ultime avranno vita breve.

Sebbene circolino voci di un ipotetico accomodamento per i vecchi precari attraverso un canale riservato, le notizie non sono certe, certa è invece la notizia che il Decreto Valditara è stato bocciato, ma allora come si svecchiano le graduatorie?

E poi si è considerato che nelle graduatorie sono oggi incluse centinaia di migliaia di docenti abilitati all’insegnamento, laureati, vincitori di concorso, specializzati in scuole di perfezionamento post lauream, docenti che hanno continuato ad aggiornarsi, con master, corsi di aggiornamento, dottorati di ricerca, investendo tempo e denaro per accedere alla professione docente? E si è considerato che al percorso formativo, si aggiungono spesso molti anni di esperienza accumulata nelle scuole dai docenti precari?

E’ ovvio che sconforto e perplessità la fanno da padroni nel mondo dei precari, quando si leva la voce “vita breve alle graduatorie ad esaurimento”.

Il decreto sulla formazione delle future generazioni d’insegnanti è ormai cosa fatta, ma non dimentichiamo che già esiste un numeroso corpo docente, adeguatamente formato, in attesa di stabilizzazione dopo anni di lavoro precario e soprattutto non si dimentichi che le graduatorie ad esaurimento sono ben lontane dall’ essere esaurite. Sarebbe opportuno quindi, per il momento, prevedere la necessità di un nuovo percorso di formazione solamente per le classi di concorso esaurite o in via di esaurimento.

Il Coordinamento Precari Scuola Nazionale esprime grande preoccupazione per le indiscrezioni diffuse e si augura che tutte le forze politiche e sindacali si impegnino a mantenere le graduatorie del personale docente fino al loro completo esaurimento, salvaguardando il punteggio acquisito finora da ciascun docente, prima di dare avvio a nuove procedure di reclutamento, anche come garanzia di oggettività e trasparenza della valutazione dei titoli culturali e dell’anzianità di servizio maturati dai docenti abilitati.

Fonte: Orizzontescuola.it

Scuola secondaria II grado…e tutto tace…


di Monica Maiorano

E’ del 30 settembre 2009 l’ultima bozza del riordino delle classi di concorso per la Scuola secondaria di II grado, mancano poche settimane all’avvio delle operazioni di mobilità previste per l’anno scolastico 2010/2011 ed ancora non si hanno notizie certe sul destino delle nuove classi di concorso, ma soprattutto ancora una volta dei docenti coinvolti.

E’ stato annunciato per il 9 dicembre un incontro tecnico tra i funzionari del ministero ed i sindacati per discutere sulla non facile gestione del nuovo assetto della Scuola secondaria, ma di questo incontro non si ha alcun riscontro.

Tra le questioni da discutere: organici diversi tra le prime classi che adottano la riforma delle superiori e le ultime che mantengono l’attuale assetto; pubblicazione tardiva, rispetto alla tradizione, dei movimenti dei docenti della scuola secondaria superiore; allargamento degli attuali ambiti disciplinari d’insegnamento per i docenti che si ritroveranno in soprannumero, attraverso una riconversione full immersion o una sorta di autoformazione assistita.

Intanto lo Snals annuncia, tramite il vice segretario nazionale prof. Achille Massenti, il proprio impegno per ottenere la salvaguardia delle attuali titolarità indipendentemente dalla diversa attribuzione delle ore di insegnamento e l’entrata in vigore delle modifiche a partire dall’a.s. 2011/2012.

Ciò che di certo sappiamo il riordino dovrebbe essere posto in pratica già dall’a.s. 2010/11, a partire dalle prime classi.

Ciò che viene taciuto è invece sapere quali saranno le classi di concorso con il maggior numero di docenti soprannumerari, quanti altri tagli al mondo della scuola ci saranno.

Tra le proposte del Ministro per le nuove classi di concorso si parla di autoformazione per tutti quei docenti di ruolo soprannumerari che già insegnano nello stesso ambito di materie.

Corsi full immersion o una sorta di autoformazione assistita per cercare di collocare più facilmente i docenti che rimarranno senza cattedra.

Rispetto agli ultimi anni il CCNI di mobilità subirà quindi importanti variazioni.

Il ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, continua a dare per scontata l’applicazione della riforma alle prime classi a partire dal prossimo anno scolastico , non è altrettanto ancora chiaro quali saranno le materie che maggiormente verranno più sacrificate e, di conseguenza, produrranno un numero maggiore di soprannumerari. Molto dipenderà, naturalmente, da quanto, amministrazione e sindacati, riusciranno a venirsi incontro su un punto: l’allargamento delle materie di potenziale insegnamento.

Ma chi assicura che moltiplicare le abilitazioni ora in possesso dei nostri docenti potrebbe rappresentare la giusta scelta? Sicuramente valida la proposta per le casse dello Stato, ma basterà un corso ad ore per rendere gli insegnanti efficaci ed efficienti? Chi pagherà le conseguenze di questa tanto decantata “razionalizzazione”?

Gli interrogativi sulla sorte dei docenti, ma soprattutto degli studenti, sono tante eppure…” E tutto albeggia e tutto tace. Il fine è questo, è questo il cominciar d’un rito?…”(G.Pascoli).

Fonte: OrizzonteScuola.it