Il retino acchiappa-farfalle


di Angela Ragusa

Cosa sarà di noi
quando in briciole sparse
diverrà il nostro sogno,
quando pure il ricordo
ogni attimo avrà cancellato
e solo vuoto abiterà
le stanze della memoria…

Cosa sarà del tempo intessuto
tra fili di passione e sentimento,
quando diverrà irto e spinoso
da lacerare anche ultimi brandelli
di un amore che si specchiava
nei laghi della verità…

Cosa sarà di questo cencio
abbandonato tra i dispetti,
pezza vecchia e lercia
sporca di fango,
trascinata nel mare
delle incomprensioni…

Cosa sarà di me
se mai smetto
di leccare le ferite,
(chiudo gli occhi e non immagino)
animale senza tana
(stringo forte il mio retino)
vagabondo tra i pensieri…
(in cerca di farfalle me ne andrò).

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“Non farmi male”


di Tiziana Mignosa

Tienimi compagnia
in questa notte dove la luna
il sipario ha abbassato sulla memoria
e dove il mare
una culla nuova ordisce
per lasciarmi riposare.
 
Tienimi compagnia
in questo buio che non fa più paura
adesso che la zampata
sull’alba che gentile avanza
è sofferta eco
che lentamente s’allontana.
 
Tienimi la mano
non farmi male
ora che la vista
non è più appannata goccia sulla lastra
dove la delusione
s’è lasciata scivolare.
 
Raccontami di te
mentre raccatto e temo
frammenti di fiducia andati a male
adesso che l’acerba luce
mi ricorda il giorno frettoloso
che s’è impiccato prima che arrivasse sera.
 
Lividi
senza cerotti né dottore
sfumano sul roseo profumato della pelle
e mi rammentano
che sul bocciolo calpestato
è fiorita un’intera piantagione.
 

“Per amore ho scordato l’amore”


di Maria Grazia Vai

Ispirata da questa bellissima scultura di Lido Di Lupo

Ascoltando “Nights of silk and tears “ di Ernesto Cortazar
Troppa memoria dei dolori passati
rumoreggia tra il cuore e le stelle
Sono ricordi smarriti,

senza cornice e senza tempo

E camminano scalzi
Sopra i ciottoli dell’anima
dove muore anche l’eco del vento

Sono frammenti che non raccolgo
Resteranno conficcati
tra le ciglia e il respiro

Per amore ho scordato il mio amore
col fiato contro,
e le mani arrese

Perché l’Amore è fatto di te
e non c’è cuore che lo contenga
E non c’è luogo che lo trattenga.

Solo ricordi,
sospesi
tra le mie labbra, il tuo sorriso

e l’immensità del cielo

Giuseppe Verdi 27 gennaio 1901


In questo giorno un altro grande della musica classica, questa volta italiano, uno dei più eccelsi, Giuseppe Verdi, il “cigno di Busseto”, è morto; per ricordarlo vi propongo queesta celebre aria “Va’ pensiero” dal “Nabucco” e ho scelto proprio questo video perchè l’orchestra che lo interpreta è la Hebrew Orchestra, quindi in perfetto tema con la memoria di oggi, la Shoah.

http://www.youtube.com/watch?v=MJg2VU6nAyw&feature=related

Shoah, Napolitano: ‘non si ripeta mai piu”


Cio’ che e’ stato non si ripeta mai piu’. Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, parla in occasione della Giornata della Memoria, che commemora le vittime dell’Olocausto. Napolitano si e’ rivolto a Lorenza Mazzetti, autrice di ‘Album di famiglia, diario di una bambina sotto il fascismo’, una mostra, un libro, un film da visionare a Roma, presso il Complesso Monumentale di San Michele a Ripa. Il Capo dello Stato ha espresso ‘vivo apprezzamento’ per la ‘toccante testimonianza della tragedia affrontata e per il costante e forte impegno a trasmettere la memoria di quei drammatici eventi alle nuove generazioni, affinche’ cio’ che e’ stato non abbia mai piu’ a ripetersi’.

Anche per il presidente della Camera Gianfranco Fini, e’ un ‘dovere ricordare l’orrore della Shoah’. ‘Affinché permanga vivo nel sentimento di condanna nei confronti di tutti gli atti disumani é necessario garantire, soprattutto alle nuove generazioni, la piena coscienza del passato: dalla Sohah giunge, infatti, un monito perennemente attuale’, ha scritto Fini sul catalogo della mostra ‘Auschwitz-Birkenau’, allestita al Vittoriano di Roma.

A MIlano intanto, con la recita del kaddish, la tradizionale preghiera ebraica dei morti, e la struggente testimonianza di Liliana Segre, sopravvissuta ad Auschwitz, si é aperta la cerimonia della posa della prima pietra del Memoriale della Shoah, che sorgerà nel complesso della Stazione Centrale in corrispondenza di quel binario da dove partivano ebrei e prigionieri politici diretti ai campi di sterminio.

Nel famigerato binario 21 sono già stati collocati due vagoni in legno, identici a quelli che negli anni della soluzione finale trasportarono migliaia di persone ai campi di sterminio. In questa ala dello scalo ferroviario milanese, tra due anni, sorgerà un luogo insieme di testimonianza storica e di meditazione. “Sarà un luogo di studio e di scambio, per discutere, capire e meditare”, ha affermato il presidente della Fondazione Memoriale Shoah Ferruccio De Bortoli. Negli spazi del lato est della Centrale vedranno la luce infatti una biblioteca e un luogo di preghiera e raccoglimento per tutte le espressioni religiose e di fede. Alla cerimonia hanno preso parte tutte le autorità civili milanesi, il sindaco Letizia Moratti, il presidente della Provincia Guido Podestà, il presidente lombardo Roberto Formigoni e l’amministratore delegato di Ferrovie dello Stato Mauro Moretti.

Con un messaggio trasmesso nei giorni scorsi il capo dello Stato Giorgio Napolitano ha espresso tutto il suo plauso per la realizzazione di un Memoriale dello Shoah alla Stazione Centrale di Milano. “Un’opera – l’ha definita Napolitano, nel messaggio letto oggi dal presidente della fondazione Ferruccio De Bortoli – altamente significativa quale luogo di testimonianza di un evento tragico che dovrà per sempre rimanere quale monito nella memoria delle generazioni future”.

Il capo dello Stato ha ricordato “con commozione” la visita che fece tre anni fa nei sotterranei della Stazione Centrale, nel punto dove partivano i treni blindati diretti ai campi di sterminio. “Peccheremmo di colpevole indifferenza – ha ammonito Napolitano – se non adempissimo quello che ci si presenta come un dovere: non dimenticare ciò che è stato in una fosca stagione della nostra storia. Così come non dimentichiamo il grande stuolo dei giusti italiani che, a rischio della loro stessa vita, contribuirono a salvare molte migliaia di ebrei, non soltanto italiani. Fu la loro un’opera di riscatto per il nostro popolo”. Nell’esprimere le proprie congratulazioni a tutti gli enti che contribuiranno alla realizzazione del memoriale della Shoah di Milano, Giorgio Napolitano ha assicurato che parteciperà all’inaugurazione del nuovo spazio voluto per non dimenticare le atrocità della soluzione finale, non appena sarà ultimato.

da www.ansa.it

Giorno della memoria, delegazione di atleti palermitani in Polonia


Lo sport non dimentica. E così l’olimpionico Rachid Berradi ed altri quattro ragazzi della sua scuola di atletica saranno oggi “Giorno della Memoria”, a Cracovia, in Polonia, per visitare il Ghetto Ebraico ed i campi di sterminio di Plaszow e Auschwitz teatro di morte per milioni di ebrei negli anni bui della II guerra mondiale.

La piccola delegazione palermitana è formata anche dai giovani Giovanni ed Antonio Farina, Sonia Lo Coco e Pietro Giovanni Vasquez ed è stata invitata dall’associazione Terra del Fuco a prendere il Treno della Memoria che partirà da Torino alla volta di Cracovia domani per non dimenticare.

“Si tratta di un avvenimento importante – spiega Rachid Berradi – per la crescita interiore di ognuno di noi. Sarà un momento unico per conoscere la storia e riflettere sugli errori del passato. Noi allenatori, gente di sport, abbiamo un compito importante che non è legato soltanto alla ricerca delle prestazioni, del miglior tempo e del miglior risultato. Abbiamo l’obbligo di educare e questo viaggio a Cracovia sarà un’esperienza che sicuramente ci aprirà le menti ed i cuori e che ci farà maturare ulteriormente”.

da www.livesicilia.it

Nata da genitori ebrei in campo sterminio in Calabria, torna dopo 66 anni


Quando varca i cancelli del campo Ferramonti di Tarsia è come se i suoi occhi iniziassero a guardare un vecchio film in bianco e nero. Le tragedie della , i campi di sterminio nazisti e gli orrori della Seconda guerra mondiale. All’interno di questo grande film c’è un pezzo della vita di Dina Friedman Semadar, nata 66 anni fa nel campo d’internamento calabrese, è tornata martedì 26 gennaio per la prima volta nella struttura.

Dina Friedman Semadar è figlia di Ditta Friedman, originaria di Berlino, e di Free Noeman. Il padre fu internato nel campo di Ferramonti dopo il naufragio al largo delle coste italiane della nave sulla quale era imbarcato. Era il 1942  Ditta Friedman e Free Noeman si conobbero nel campo d’internamento e dopo due anni diedero alla luce Dina. Alla fine della guerra la famiglia lasciò l’Italia per tornare in Israele.

Oggi Dina, commossa tanto da non riuscire a parlare, entrata nel campo di Ferramonti, gira  tra le baracche cercando di trovare qualche foto dei suoi genitori. Quello di Ferramonti di Tarsia, a una ventina di chilometri da Cosenza, è stato il più grande campo di internamento fascista in Italia. «Entrare a Ferramonti – ha detto – è stato come ritornare indietro nel tempo. E’ così forte l’emozione che sento come un nodo alla gola. Ho vissuto in questo campo da neonata e quindi non ho ricordi di quanto avveniva in questa struttura ma i colori che vedo e gli odori che sento ora mi ricordano i miei genitori ed i loro racconti dei momenti vissuti durante la guerra».

Dina, che è una pittrice, vive in una città a venti chilometri da Tel Aviv. «I miei genitori sono morti – ha aggiunto – ma custodisco ancora gelosamente i ricordi di mia madre che mi raccontava del periodo vissuto qui nel campo di Ferramonti. Mi raccontava delle atrocità della guerra ma allo stesso tempo aveva anche parole positive per tanti italiani che avevano aiutato lei e mio padre. Qui nel campo sto cercando trovare qualche traccia che mi possa aiutare a ricordarli durante la loro permanenza a Ferramonti».

Nel campo di Ferramonti nel periodo tra il 1940 ed il 1943 vi passarono circa 3.000 ebrei di nazionalità straniera. Da due anni una parte del campo è diventato un luogo del ricordo. Nella struttura, infatti, è stato realizzato un Museo Internazionale della Memoria dove sono raccolte oltre 100 fotografie che ricordano la vita di tutti i giorni e le attività del campo, pagine di giornali, testi e romanzi scritti da internati e una pagella scolastica di una bambina ebrea espulsa da una scuola italiana dell’epoca.

Stamani nel campo di Ferramonti sono state inaugurate tre baracche recentemente ristrutturate dal Comune di Tarsia che entreranno a far parte del Museo Internazionale della Memoria. Alla manifestazione ha partecipato il presidente della Fondazione Museo della Memoria Ferramonti di Tarsia, Francesco Panebianco, accompagnato da una delegazione della comunità ebraica.

da www.blitzquotidiano.it

i Modena City Ramblers e Francesco Guccini cantano “Auschwitz”

http://www.youtube.com/watch?v=Wrg8bLaDs04