A.A.A. annuncio: regalo la mia verginità!


di Loretta Dalola

Ovvero come vendere se stessi dando la propria dignità come omaggio per l’acquisto.

   Donne di tutto il mondo tranquillizzatevi! Dopo anni di storia contro le troppe ingiustizie subite dalle donne,  finalmente, abbiamo raggiunto l’obiettivo tanto agognato ovvero quello della parità tra uomo e donna nel campo dell’imbecillità.

 Vi garantisco che, come donna, mi ritengo  profondamente offesa se, dopo la pagella delle prestazioni sessuali stilata da una donna, ora arriva anche il libro emblema del trionfo della stupidità scritto da un’altra donna,  intitolato:  “C’era una volta un presidente. Ius primae noctis”.

 

 Ancora una volta Pomeriggio 5, accende il dibattito surreale  sul degrado intellettivo femminile.

   Silvia Valerio, l’autrice, confessa di essere vergine e di volersi donare al leader iraniano Ahmadinejad. Questa ragazza di 19 anni, disposta  a provare la sua illibatezza attraverso adeguata visita ginecologica, anche in diretta…ha deciso di regalare la sua verginità ad un uomo  che attualmente per noi occidentali, incarna tutto quello che di negativo e pericoloso possa esserci.

 Dichiara che la sua è un vocazione, in quanto : “io vivo nel rispetto del mio fiore” e lo voglio dare a  quest’uomo, perché l’unico maschio rimasto in circolazione! Se lui fosse disposto per me sarebbe un onore”!

 Non bisogna in effetti essere luminari né filosofi per rimanere allibiti per affermazioni del genere, di fronte alle quali non rimane che gettare sguardi ora confusi, ora sarcastici, in quanto non c’è molto da controbattere, proprio perché il substrato di inciviltà che vi traspare è talmente palese, che si rimane senza parole e diventa assolutamente necessario citare Bertrand Russell : “La causa principale dei problemi è che al mondo d’oggi gli stupidi sono strasicuri, mentre gli intelligenti sono pieni di dubbi”.

 A parte il fatto che l’uomo di cui stiamo parlando, non mi sembra un emblema maschile a cui aspirare visto che è il presidente dell’Iran, (noto paese mussulmano che non si dimostra molto aperto nei confronti della donna), che ha più volte annunciato che vorrebbe annientare lo stato di Israele, che ha espresso il desiderio di produrre armi di distruzione e  che  ha represso  col sangue tutte le richieste pacifiche di libertà.

 Giustamente Matteo Salvini,  ha dichiarato “meno male che Hitler è morto sennò la darebbe pure a lui”!

 A nulla sono valse le rimostranze di un pubblico indignato, si è dimostrata sorda anche alle affermazioni riguardanti il fatto che il concetto di verginità è uno stato inventato dagli uomini con il patriarcato che voleva stabilire l’esattezza di appartenenza del figlio in questioni ereditarie.

 Non mi resta altro da fare che  supplicare la categoria maschile che  lasci vergine questa donna per tutta la vita, salvandoci così dalla terribile disgrazia di una sua eventuale procreazione  con conseguenze nefaste di diffusione della specie.

 Ritengo di aver esaurito l’argomento perché non degno di altro.

 A certe affermazioni, si finisce per rimanere in silenzio, con un forte senso di nausea.

 da www.lorettadalola.wordpress.com

Nasce la “Casa per i papà” in difficoltà: a Milano sono 50 mila


E’ stata l’Associazione matrimonialisti italiani  a lanciare l’allarme. Negli ultimi dieci anni nel nostro Paese si è sviluppata una nuova ed irresistibile piaga sociale causata dall’aumento esponenziale di separati e divorziati alcuni dei quali finiscono con il ridursi in miseria.

Ogni anno, in Italia si separano circa 160 mila persone. E’ un fenomeno che riguarda per lo più operai, impiegati ed insegnanti. Le separazioni e i divorzi, dati gli obblighi economici e le spese che determinano trasformano questi lavoratori in veri e propri ‘clochard’. Il 25% degli ospiti delle mense dei poveri sono separati e divorziati. E nell’80% dei casi  si tratta di padri separati, che devono mantenere moglie e figli senza avere più risorse per sopravvivere. Molti di questi dormono in auto e i più fortunati (circa 500 mila) sono tornati ad essere ospiti delle loro famiglie d’origine.

E’ sempre l’Associazione matrimonialisti italiani a calcolare che a Milano, tra città e provincia, gli uomini che vivono questo tipo di difficoltà sono quasi 50 mila. Il grande problema di queste persone è la casa: è già difficile mantenerne una, quasi impossibile due. Una casa pubblica per i papà separati, allora. Un posto dove aiutare i papà che spesso vivono momenti di disagio dovuti alla separazione, ma anche un posto dove potere recuperare la loro identità e, se disoccupati, cercare di trovare un lavoro per offrire un futuro migliore a se stessi e ai propri figli.

La Casa del padre separato pare che a Milano si farà, grazie all’impegno della Provincia e del consigliere comunale Matteo Salvini: in via Calvino, zona Mac Mahon, un centro da 160 posti letto, con camere singole e doppie, con la mensa, un piccolo giardino e una biblioteca. L’affitto si aggirerà intorno ai 100-150 euro al mese, un affitto sociale per una categoria di nuovi poveri.

Il Comune qualcosa aveva già provato a fare. Alcuni degli appartamenti requisiti in città alla mafia, andranno proprio alle associazioni che tutelano i papà separati.

Anche a Roma intorno a metà dicembre è stata portata avanti la medesima iniziativa. E’ nata la “Casa dei papà“, 20 appartamenti messi a disposizione di papà separati in difficili condizioni economiche. I papà separati potranno usufruire degli appartamenti per un anno pagando 200 euro al mese. Gli appartamenti dotati di camera da letto, angolo cottura, saloncino e bagno. Sono stati messi a disposizione dei papà e dei loro figli spazi dove potersi dedicare alle attività ludiche. Assistenti sociali e psicologi danno il supporto necessario per il loro inserimento nella società.

da www.milano.virgilio.it