“Il caro nonno Asdrubale” dallo Zecchino d’Oro


di Dampa, Pinchi, N.Casiroli

Il caro nonno Asdrubale
lasciò uneredità,
a noi toccò una macchina
di sessantanni fa,
un tipo d’automobile
che ridere può far
ma ridere per ridere
papà ci volle andar.

E dopo dieci, venti,
trenta scoppi del motor,
la gente tutta intorno
gli gridava con calor:

(Rit.)
Dai, dai, dai!!!
Dagli una spinta!
Dagli una spinta, perché così non va!
Dai, dai, dai!!!
Dagli una spinta!
Dagli una spinta, vedrai che partirà!

La buona zia Felicita,
che oscilla sul quintal,
d’inverno la domenica
sui monti va a sciar;
vederla è uno spettacolo
col suo maglione blu
ma nella neve soffice
sprofonda sempre più.

E dopo dieci, venti,
trenta sforzi per partir,
rimane lì impalata
mentre intorno sente dir:

(Rit.)
Dai, dai, dai!!!
Dagli una spinta!
Dagli una spinta, perché così non va!
Dai, dai, dai!!!
Dagli una spinta!
Dagli una spinta, vedrai che partirà!

Di scena sono i missili
e i razzi a propulsion,
qualcuno entra in orbita
qualcuno fa eccezion;
poi quelli che ricadono
in fumo se ne van,
son cose che succedono
ma si rimedieran.

Fra dieci o quindici anni
per la luna partirem
e questo ritornello
forse ancora sentirem:

(Rit.)
Dai, dai, dai!!!
Dagli una spinta!
Dagli una spinta, perché così non va!
Dai, dai, dai!!!
Dagli una spinta!
Dagli una spinta, vedrai che partirà!

Dai, dai, dai!!!
Dagli una spinta!
Dagli una spinta, vedrai che partirà!

Lettera a Mago Zurlì


di Daniela Domenici

Caro Mago Zurlì,

sono una bambina… di 52 anni, anzi, come dice una mia cara amica, ho un concentrato di 50 bambini dentro e sono così anche grazie a te…

Tu e Topo Gigio mi avete regalato colore, musica, sorrisi per tutta la mia infanzia, quando la TV era ancora in bianco e nero, negli anni ’60, la tua dolcezza, la tua simpatia, il tuo essere bambino dentro, come me, ti ha fatto diventare il mio Mago preferito, anzi, l’unico, che sapeva sempre come parlare ai bambini che venivano a cantare lì, allo Zecchino d’Oro, all’Antoniano di Bologna, aiutati dalla grande Mariele e dall’inimitabile Gigio, il topo più tenero mai creato.

Sono cresciuta tra un “Pesciolino rosso nella sua vasca di cristallo” e un “Valzer del moscerino”, tra un “Popoff nella steppa sconfinata” e una “Minicoda di moda tra i gatti”, tra un “Caro nonno Asdrubale a cui dai una spinta” e una “Zia Peppina e il suo caffè”, tra “Un milione di anni fa la giraffa, l’elefante e il bassotto” e “Cirillo curiosone che aveva un gran nasone”…mi hanno fatto rimanere bambina dentro nel modo più bello e giusto possibile…GRAZIE A TE sono diventate ninnenanne per i miei figli al posto di quelle classiche…

Caro Mago Zurlì, ti prego, non farti ferire dalle cattiverie degli “adulti” che non hanno capito la tua vera anima, torna tra noi al più presto possibile…

TI ASPETTIAMO INSIEME A TOPO GIGIO E A TUTTI I BAMBINI COME ME…J