L’arte della separazione


“L’arte della separazione è una delle più difficili che esista, perché occorre saper trovare il momento propizio. Ogni separazione prematura è uno strappo e provoca delle lacerazioni.
È nella natura che gli Iniziati si sono istruiti nell’arte della separazione. Non si può separare la noce dal suo mallo, ma la natura sa come fare: lascia maturare il frutto, il mallo si apre da solo e cade. Questa separazione è il simbolo della maturità. Per parecchi mesi la madre porta il figlio nel proprio grembo, ed è pericoloso volerlo strappare prematuramente. Ma venuto il
momento, il frutto cade, e si può recidere il legame che univa il bambino alla madre. E che ne è della nostra anima? Essa è prigioniera del nostro corpo, e per liberarsi, deve separarsi dalla spessa materia che la circonda; questo, però, non prima di avere raggiunto la maturità. Ecco un tema di riflessione, e l’autunno è il periodo migliore per meditare sulla vera liberazione. ” Omraam Mikhaël Aïvanhov

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“Ecce homo”


di Angela Ragusa

Nuovo sole sorgerà
al ridestar di aurora
quando rintocchi di campane
scioglieranno
pianto sconsolato di una madre
che nella notte
ha cullato il silenzio.

Dal sepolcro
giungerà eco di pace
e in lontananza luce bianca
abbaglierà di quiete
i mille sguardi miserevoli
di un così ristretto mondo .

Non serviranno più domande,
non ci chiederemo più perché…
ogni cosa troverà armonia
nell’ordine supremo
che era già stato scritto…
Egli si svelerà!

“Ecce Homo”
e nella nostra resurrezione
lo rivedremo!

8 marzo: “Quello che le donne non dicono”


Dedicata ad alcune donne importanti della mia vita:

– MIA MADRE

– LE MIE SORELLE

– MIA FIGLIA

la grande Fiorella Mannoia in questo suo brano che adoro 🙂

http://www.youtube.com/watch?v=F0SKDXFHOoo

La madre di Brenda a Roma: “Oggi è un giorno tristissimo, è il suo compleanno”


La madre di è arrivata a Roma per rendere omaggio al figlio : «Oggi per me è un giorno tristissimo, uno dei giorni più tristi della mia vita perchè sarebbe stato il compleanno di Del, e tutto avrei pensato tranne che venire a Roma per poter dare una carezza a mio figlio morto».

Così la signora Azenete Mendes Paes ha ricordato il transessuale coinvolto nell’affaire Marazzo: è stato trovato morto nei giorni scorsi in un appartamento di via Due Ponti a Roma.

La signora Azenete è giunta oggi all’aeroporto di Fiumicino dal Brasile dove risiede vicino alla cittadina di : accompagnata dai suoi legali, gli avvocati Valter Biscotti e Nicodemo Gentile, la signora si recherà all’obitorio dove è sua intenzione rendere omaggio alla salma del figliolo.

La donna madre di altri cinque figli (, al secolo Wendell Mendes Paes, era il maggiore) risiederà presso amici brasiliani a Roma e probabilmente sarà sentita nei prossimi giorni dal procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo e dal Pm della Procura di Roma Rodolfo Sabelli titolari del fascicolo sulla morte del transessuale rubricato come omicidio volontario.

«La nostra battaglia adesso – hanno detto gli avvocati Biscotti e Gentile – oltre che una battaglia di verità sarà anche quella di restituire dignità a questa persona».

da www.blitzquotidiano.it

N’ arzunedda


bambina

 

Passanu li jorna
e la vita si n’avvola…
Janchi si ficiru li capiddi
e li me manu trimulìanu.
Ma nenti m’haju scurdatu…
Mi talìu d’arretu
e li ricordi a picca a picca firrianu…
Quanti spiranzi
e quanti sogni, quannu
nica nica talìava li stiddi
ca nta lu misi d’austu
cadìanu di lu celu…
E com’era bedda
la pupa ca “li morti”
la matina di lu dui di nuvèmmiru
mi facìanu truvari…
E lu lettu di me matri
quant’era nfatatu.
Spiddi, mavari e lupi…
ntrasatta scumparevanu
quannu lu caluri di li so’ vrazza
mi pruttiggeva sottu a li cuperti…
Chi stranu,
chiù penzu
chiù m’arricordu…
Passanu li jorna
e la vita si nni va,
ma ju restu sempri, comu tannu,
‘n-arzunedda.

 di Angela Ragusa

Traduzione letterale in lingua italiana: Una Bambina…

Passano i giorni e la vita si consuma.
I capelli si sono fatti bianchi e le mie mani tremano.
Ma nulla ho dimenticato…Mi guardo dietro e i ricordi man mano girano…
Quante speranze e quanti sogni,

quando da bambina osservavo le stelle
che nel mese di agosto cadevano dal cielo…
E com’era bella la bambolina che “i morti”,
la mattina del due di novembre mi facevano trovare…
E il letto di mia madre quant’era magico.
Fantasmi, maghi e lupi d’un tratto scomparivano
quando il calore delle sue braccia mi proteggeva sotto alle coperte…
Che strano, più ci ripenso…più ricordo.
Passano i giorni e la vita scorre
ma io resto sempre, come allora,
una bambina.