Dal carcere di Spoleto – Commento al libro “Lotta Civile” di Antonella Mascali


Durante il “corso di lettura” con la psicologa del carcere abbiamo letto il libro di Antonella Mascali, a cui invio queste riflessioni.

Credo che il perdono ti faccia amare il mondo e che la vendetta te lo faccia odiare.

Giustizia dovrebbe significare verità e non vendetta.

Mi potrei fare i fatti miei, ma sono un ergastolano, un uomo “libero” che non ha più nulla da perdere e quindi mi posso permettere di dire quello che penso.

Premetto che condanno la mafia, sia quella che spara,  sia quella politica, giudiziaria, religiosa, finanziaria, mediatica e lobbistica che comanda e che in carcere non ci va mai.

Premetto che va tutta la mia sincera solidarietà a tutte le vittime innocenti della mafia.

Detto questo,  ho trovato questo libro molto omertoso perché non dice che il più grande mafioso dei mafiosi è lo Stato Italiano;

che la mafia esisterà fin quando lo Stato la farà esistere perché gli è utile;

che lo Stato conosce bene la mafia, la comprende e la usa;

che molti assassini di vittime innocenti sono fuori perché collaboratori di giustizia;

che moltissimi di loro hanno ammazzato più da collaboratori di giustizia che da mafiosi;

che in carcere ci sono solo gli esecutori, i mandanti politici e i notabili sono tutti ai loro posti e molti di loro sono passati all’antimafia;

che non è logico e razionale pensare che la mafia sia solo quella contadina quasi analfabeta che si trova in carcere sottoposta al regime di tortura del 41bis da tanti anni;

che il Sud è sempre stato un serbatoio di voti di chi governa perché chi vince le elezioni in Sicilia governa l’Italia,  per questo l’ex partito comunista non è mai andato al potere;

che molti ergastolani sono pure loro vittime della mafia;

che molte persone normali per sopravvivere sono stati costrette a diventare mafiosi; che molti mafiosi non hanno mai ammazzato degli innocenti ma si sono spesso ammazzati tra di loro;

che molti mafiosi sono nati mafiosi a causa di uno Stato mafioso, assente, fuori legge,  perché la legalità prima di pretenderla va donata.

Antonella, molti fanno finta di non sapere una verità vera: i mafiosi sono spesso usati  dai poteri forti.

Antonella,  voglio farti una domanda semplice: secondo te chi è più mafioso,  chi accetta la sua pena, giusta o sbagliata che sia, o chi usa la giustizia per uscire dal carcere diventando collaboratore?

Antonella, la pena non va evitata, ma va espiata, per fargli svolgere la sua funzione rieducativa.

Ma non credo che sia giusto punire i detenuti che accettano di espiare la loro condanna con il carcere a vita senza nessun beneficio fino alla morte,  quando molti di questi sono stati arrestati a diciotto, diciannove, vent’ anni.

Antonella, non mi dire che anche tu non conosci l’ergastolo ostativo?

Se lo vuoi conoscere leggi su  www.informacarcere.it e su  www.urladalsilenzio.wordpress.com e scoprirai “La pena di morte viva”, una pena che non avrà mai fine,  se al tuo posto in cella non ci metti un altro.

Antonella,  apri gli occhi, la mafia e lo Stato sono spesso la stessa cosa, le persone per bene sono diverse, ma sono influenzate dai mass media quando pensano che è tutta colpa di un pugno di uomini murati vivi dal 1992.

Il nemico è tra voi che vi usa e ci usa.

 Carmelo Musumeci – Giugno 2010

Annunci