La sensuale danza delle gocce


di Tiziana Mignosa

Residui trasparenti
dal mare congedati
sull’ambra della pelle
si lasciano gocciare.
 
Germogli saporiti
la pelle fanno a oca
brivido e piacere
sul corpo somma alcova.
 
E’ danza dell’estate
e a gocce
l’arcuata schiena solcano
impertinenti orme, carezze e desiderio.
 
Morbido è il morso
sul labbro che è proteso
salsedine e languore a sorsi
sul frivolo pensiero.
 
Il mare
si fa presto gioco con il sole
capelli a intrecci d’oro e sale
vista che soddisfa, da bere e d’annusare.
 
Tra i radi fili al miele
cristalli fusi a stille
 minute mani sulle gambe
e amata libertà, almeno di sognare.
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Il gatto e le rose


di Alfredo Sole dal carcere di Opera – Milano

C’è un vecchio detto: “Non tutto il male viene per nuocere”. Beh, non è che io sia d’accordo con questo, tutti i mali nuocciano ma a volte si può ottenere, insieme al male, qualcosa di buono, nel caso che racconterò, qualcosa di bello.
Per un paio di settimane ho sofferto di un gran mal di stomaco da costringermi a una visita specialistica (niente di grave, adesso sto bene). Il Centro Clinico si trova dentro il carcere, in uno stabilimento separato. Ero già quasi guarito dai miei dolori quando mi avvisano che dovevo recarmi al Centro Clinico per una gastroscopia. Sia io che un altro compagno, anche lui per una visita, siamo stati accompagnati da un agente. Pensavo, non avendolo visto prima, che ci si recasse attraverso un qualche lungo corridoio, invece siamo usciti fuori dallo stabile. Circa duecento metri da percorrere all’aria aperta! La mia paura che di lì a poco una sonda avrebbe attraversato il mio apparato digerente entrando dalla gola, svanì alla vista di quel lungo viale costeggiato da un roseto. Siamo a maggio, il mese delle rose. Ero pur sempre dentro il carcere ma quelle rose, quel profumo, erano un pezzetto di natura così bella ai miei occhi che rallentai il passo per poterne godere il più possibile. Non fu solo il roseto a rendere quella mattina così stranamente piacevole. Stavo camminando in senso rettilineo! E non il solito avanti e indietro in pochi metri di cortile. Mi venne da ridere perchè mi accorsi che non riuscivo a camminare in modo fluido. Perdevo un po’ di equilibrio. Troppo spazio aperto davanti a me. Per la prima volta in quasi 20 anni le suole delle mie scarpe erano sporche per aver camminato su una strada seppur una strada dentro il carcere.
Cos’è la bellezza della natura senza animali. Quella mattina ci fu anche quello. Usciti dal Centro Clinico, appena fuori dalla porta, l’agente che ci accompagnava si fermò a parlare con un dottore, credo. Io e il mio compagno di conseguenza, ci fermammo ad aspettare. Incrociai lo sguardo con un grosso e bellissimo gatto dal pelo lungo. Era a una ventina di metri da noi. Mi chinai e lo chiamai. Con mio stupore vidi che si avvicinava a passo lesto, senza timore. I gatti che vivono dentro le mura dei carceri di solito non sono affettuosi, sono per lo più dei vagabondi senza nessun padrone e diffidenti. Questo invece si avvicinava fino a farsi accarezzare e si mise pure a fare le fusa. Mentre io lo accarezzavo, lui con la sua pancia gonfia me lo confermava visto che sicuramente era incinta. Istintivamente gli toccai la pancia, ma fu uno sbaglio. Fece un salto da felino all’indietro e mi diede una zampata sulla mano, ma non volle farmi del male, non aveva tirato fuori gli artigli, fu come se volesse dirmi: “ehi, vabbè che lascio che mi accarezzi, ma vedi di non esagerare o la prossima volta tiro fuori gli artigli”. Capii il messaggio, gli avvicinai di nuovo la mano sotto il musetto e lui tornò a leccarmi e a darmi piccoli morsi ma senza farmi male. Si avvicinò l’agente e l’incanto svanì in un momento. Il felino scappò via.
Beh, tutto sommato quel mal di stomaco mi ha regalato una bella giornata…

da www.informacarcere.it

Libri: da stasera al Quirino di Roma ‘Reading sulla liberta’


Parte stasera alle 17 Teatro Quirino di Roma l’iniziativa ‘Reading di libri sulla liberta’ nelle librerie italiane’. Parteciperanno editori ed autori che leggeranno e commenteranno letture sulla liberta’ di stampa, prese da autori diversi tra loro, da Elsa Morante a John Stuart Mill, da Robert Walser e Indro Montanelli. Tra i partecipanti al ‘reading’ di stasera, Corrado Augias, Carlo Bernardini, Andrea Camilleri, Gianrico Carofiglio, Guido Crainz, Rosetta Loy, Valerio Magrelli, Alessandro Pace, Antonio Pascale, Christian Raimo, Stefano Rodota’, Giovanni Sartori, Tiziano Scarpa, Marco Travaglio, Nadia Urbinati, Chiara Valerio.

La manifestazione, che vede per la prima volta insieme un grandissimo numero di editori e librai reagire ”ad una legge la cui approvazione -si legge in una nota- limiterebbe fortemente la liberta’ di stampa e il diritto all’informazione dei cittadini”, durera’ per tutta la settimana.

fonte Adnkronos

La favola del detenuto e del mare


di Daniela Domenici

C’era una volta…

un uomo che parla come Totò perchè viene dalla sua stessa terra e si chiama pure come lui, che casualità.

Un giorno di tanti anni fa quest’uomo ha commesso  un reato ed è stato arrestato.

Gli è stata data la pena più lunga che esista, l’ergastolo, quella che si chiama anche “fine pena mai” perché non si esce mai più dal carcere se non dentro la bara.

Ma a quest’uomo, almeno, non è stata data l’aggravante dell’ostatività perché il reato che aveva commesso non era così grave da meritarlo.

E questo detenuto ha girato tante carceri prima di approdare definitivamente in uno sulla costa orientale dell’isola più grande del Mediterraneo.

Qui lui, che mentalmente è un buono, ingenuo come un bambino mai cresciuto,  si comporta tanto bene che un giorno, insieme ad altri compagni di pena, riceve il permesso di partecipare a un progetto lavorativo: uscire ogni mattina per lavorare all’esterno per poi rientrare ogni pomeriggio in carcere.

Per mesi tutto sembra andare per il meglio quando un giorno…

…un giorno a questo detenuto-bambino che non si ricorda più come sia fatto il mare, cosa si provi a immergersi e nuotare, che profumo abbia, che sensazione dia la libertà di stare in acqua senza confini, senza sbarre, senza controllori, senza orari, un giorno, dicevamo, gli viene voglia di provare questa emozione, questa libertà e come un bambino ignaro di tutto, inconsapevole del divieto, entra nel mare durante l’orario di lavoro e…

…ma come si spiega a un detenuto-bambino che è proibito fare il bagno?

Questa favola del detenuto-bambino e del mare purtroppo non ha un lieto fine perché, scopertolo, viene rinchiuso nuovamente nei nove-metri-quadri di una cella da cui potrà solo ricordare, chissà per quanti anni ancora finchè il ricordo non sbiadirà, “com’è profondo il mar…”

Libertà di vestirsi come pare o vincolata dalla morale?


Con una nuova proposta di legge alcuni politici negli Usa cercano di mettere un freno al fenomeno, che vuole vietare di fatto di indossare in pubblico i pantaloni troppo calati che consentono a boxer o slip di spuntare prepotentemente sopra la cintura. Tra i provvedimenti richiesti dal procuratore quello di proibire l’esposizione indecente in pubblico di biancheria intima, ma anche d’indossare i maglioni con il cappuccio sollevato, che può risultare “minaccioso”

Un giudice in Gran Bretagna ha ritenuto ora che un simile divieto “vìola i diritti umani”

 Pare che negli Usa il dibattito attorno a questo fenomeno, sia ritenuto decisamente importante visto che esistono sentenze e multe a riguardo, e l’ordinanza più eclatante risulta essere sicuramente quella del sindaco di Delcambre, cittadina della Louisiana. Da qualche anno chi indossa pantaloni a vita ultra bassa in pubblico rischia fino a sei mesi di galera e 500 dollari di multa. Altre città americane sperimentano tuttora punizioni, con ammende decisamente più basse, ma con il solo obiettivo di «risollevare» la vita dei jeans. Le autorità difendono i provvedimenti, spiegando che lo fanno in nome dell’educazione e della moralità.

 Giunti a questo punto, da una parte, occorre prendere atto che la moralità, non è innata ma si realizza attraverso un processo formativo mutabile nel tempo e che si avvia nella famiglia, nella società e nella scuola.

 Occorre anche valutare, se si dispone o meno di indicazioni specifiche non tanto sul “valore” come tale quanto sugli immediati e circoscritti “valori” ai quali indirizzare le scelte e l’azione nel concreto delle situazioni formative.

 Nella sfera dei valori ritengo sia necessario focalizzare la nostra attenzione su temi che tengano conto dei fondamentali problemi ai quali l’umanità si trova esposta e la lista non è certamente povera:

 rispetto per le diversità culturali

  • protezione della vita umana
  • difesa della qualità dell’ambiente, della giustizia, della libertà e dell’uguaglianza
  • prevenzione degli effetti a lungo termine del cambiamento climatico
  • trasformazione della competizione in emulazione
  • diritto al lavoro.

Tutto questo richiede che i vari “mondi” dell’esperienza, quello della realtà oggettiva, quello delle emozioni, così come i sistemi ed i canali di comunicazione, siano profondamente rivisti secondo un sistema di valori etici e morali che vedono il loro perno nella dimensione educativa.

 In questa mia scala di priorità appare evidente, in sostanza, che l’abbigliamento come segnale di moralità manchi.

 Il comportamento morale dovrebbe avere  come obiettivo, mezzi e comportamenti necessari per conseguire: solidarietà, aiuto reciproco, sviluppo socioeconomico, sradicamento della povertà e della miseria umana, flessibilità, innovazione, creatività e responsabilità.  La condizione per il conseguimento voluto è di vivere in un clima di onestà, democrazia e partecipazione.

 Perdonatemi se non considero di  estrema rilevanza alzare dei pantaloni o abbassare dei cappucci!

 La notizia  dettagliata è disponibile a : http://www.corriere.it

 da http://lorettadalola.wordpress.com

“Ortigia e la sua bellezza”


di Tiziana Mignosa

Su quest’isola

di fuoco e sogni

folgora di bellezza

la misteriosa tenebra estiva

che di vita palpita

tra le vetuste mura

destate dal torpore del tempo.

Salsedine e incanto

sibilo impercettibile

tra le chiassose vie

che festose gridano il piacere.

Intenso

percepisco l’odore

di limoni e libertà

mentre slaccio i nodi

all’incompresa razionalità.

E’ sinuosa

la sensuale danza del desiderio

che impertinente libero

quando a piedi nudi ascolto

il possente battito della calda terra.

E terra … divento

meraviglioso attimo senza catene

terra nella terra

fuoco nel fuoco

aria dell’aria

in quest’illusione di libertà

di questa piccola notte

di note e bellezza

solitario dono del tempo

e della mia amata Ortigia.

“Passi scalzi”


di Tiziana Mignosa

Adoro questo tempo

di fragole e limoni

passi scalzi

sui pensieri svegli.

Sorrisi, luce e vento

nutrimento per le fantasie

fiori in libertà tratteggiano

ghirigori accalorati sulla pelle.

Giorno acerbo

ancora tutto da gustare

tela che all’estro suggerisce

succosi sogni … pronti da tastare.