Romapoesia festival 2009


di Anna Astrella

Il Romapoesia festival cambia pelle. Ogni anno di più. E la parola diventa quasi performance pura. Quello in arrivo si prospetta dunque in città come un week-end all’insegna della poesia interattiva, ospitata al nuovo cinema Aquila, al Pigneto, dove da domani a domenica il festival, giunto quest’anno alla sua tredicesima edizione, si trasforma in film festival e rilancia DOCtorCLIP, il primo concorso italiano di video-poesia.
Le serate in programma sono tutte a ingresso gratuito e l’apertura, domani alle 22 è affidata a Ipologica, una performance audio-video nata dalla collaborazione tra due musicisti romani, Giulio Maresca e Fabio Sestili, con Bruno Capezzuoli, esperto di elettronica multimediale. Alle 23,30, invece, riflettori puntati su The United States of poetry, di Mark Pellington, un caleidoscopio in cinque parti sulla poesia d’avanguardia e la cinematografia.
Dopodomani, sabato, si inizia già nel pomeriggio, alle 17,30, con il Melting pixel di Elena Chiesa, un’ampia selezione di proiezioni tra poesia, video arte e musica; si prosegue poi con un omaggio alle opere di Gianni Toti, Ballata del Futuremoto, di Marco Palladini; mentre alle 20 è attesa la performance del poeta italoamericano John Giorno, che ha scritto e interpretato Nine poems in Basilicata: nove poesie e nove diverse location della Basilicata, regione dalla quale sono emigrati gli antenati di Giorno.
Domenica alle 17.30 l’appuntamento è con Poeti per la regia di Toni D’Angelo con Biagio Propato e Salvatore Sansone, a seguire il concerto di Aldo Brizzi e Reis, una nuova voce che arriva dal Brasile. Alle 20,30 si chiude con La parola e le altre, con musica di Luigi Cinque e Paolo Damiani, e video fondali di Giacomo Verde.
«Il Romapoesia è un appuntamento storico che ha prodotto un nuovo modo di fare poesia – ha commentato l’assessore alla Cultura di palazzo Valentini, Cecilia D’Elia – e va sottolineato che questa edizione non si svolge solo a Roma ma coinvolge tutto il territorio metropolitano e anche le scuole con gli appuntamenti di Frascati, Palestrina e Zagarolo».

da www.ilgiornale.it

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“Macàri lu to silenziu…”


di Angela Ragusa

assenza d'amore

Si ti putissi ancora diri 
chiddu chi provu 
quannu li me’ pinzeri 
avvolunu versu di tia, 
tu sintissi 
‘n-tronu scruscianti 
ca facissi trimuliari 
lu to cori… 
Ma nenti chiù paroli 
nenti chiù talìati, 
nenti… 
Tuttu murìu.. daccussì 
annigghiatu nni la notti, 
comu nu malu ventu 
c’annorba li sensi 
e lassa sulu feli 
ntra la vucca… 
Unni semu ora… 
unni mi cunnùci ancora 
nte sogni a fantasticari… 

…di tia, tutto

m’haju stipatu 
macari lu to silenziu!

Dustin Hoffman recita “L’Infinito” in uno spot per promuovere la regione Marche


dustin hoffmanDustin Hoffman arriva nelle Marche per promuovere, attraverso uno spot pubblicitario, l’immagine della regione sui maggiori network. Motivo conduttore dello spot sarà il Canto dell’Infinito di Giacomo Leopardi recitato da Hoffman, che in questi giorni sta affinando la sua pronuncia in italiano con l’aiuto di un vocal coach. Lo spot prevede due versioni di 30 secondi l’una. Le inquadrature con l’attore saranno alternate con immagini di paesaggi marchigiani.

”Gli spot – assicura il presidente della Regione Marche, Gian Mario Spacca – daranno spazio e valorizzeranno le eccellenze di tutto il nostro territorio da nord a sud proprio perché l’investimento che stiamo facendo è sul brand ‘Marche’ in tutte le sue peculiarità. Lo slogan conclusivo è infatti questo: ”Marche. Le scoprirai all’infinito. Lo stesso attore – conclude il presidente – contribuirà con suoi suggerimenti alla definizione dello storyboard ideato, come ormai noto, dall’ottimo regista Giampiero Solari”.

Una troupe cinematografica composta da 45 persone lavorerà quindi su diversi set e diverse location. Il programma delle riprese, così come quello della permanenza dell’attore che arriverà lunedì mattina e si tratterrà per alcuni giorni, sarà subordinato all’andamento climatico per consentire di sfruttare al meglio la luce.

”Hoffman – dice il presidente Spacca – ci ha fatto sapere che è molto contento di tornare nelle Marche, una regione che ha avuto modo di conoscere e apprezzare per l’ospitalità della sua gente e per l’armonia dei paesaggi già 37 anni fa, quando, ad Ascoli Piceno, interpretò il film di Pietro Germi ‘Alfredo Alfredo’. L’obiettivo di questa iniziativa – prosegue – è quello di comunicare l’immagine di grande qualità della nostra regione e per farlo occorreva un personaggio di altrettanta grande qualità. Abbiamo pensato quindi a uno dei migliori attori del mondo che, proprio per l’affetto che nutre nei confronti delle Marche, ha deciso di accettare. Ritengo che questa operazione abbia un alto valore per tutto il nostro territorio”.

“La ricaduta positiva non riguarderà solo il turismo – conclude Spacca – ma tutte le attività economiche e sociali della regione. La campagna pubblicitaria infonderà ai nostri prodotti un valore aggiunto fatto di immagini e profonde suggestioni. Inoltre, per quanto riguarda l’investimento di cui tanto si parla, utilizziamo esclusivamente stanziamenti europei specificatamente dedicati alla valorizzazione dei territori. Inoltre le risorse più che a Hoffman, andranno ai mille passaggi in prime time previsti sulle principali reti televisive”. ”Gli spot – assicura il presidente della Regione Marche, Gian Mario Spacca – daranno spazio e valorizzeranno le eccellenze di tutto il nostro territorio da nord a sud proprio perché l’investimento che stiamo facendo è sul brand ‘Marche’ in tutte le sue peculiarità. Lo slogan conclusivo è infatti questo: ”Marche. Le scoprirai all’infinito. Lo stesso attore – conclude il presidente – contribuirà con suoi suggerimenti alla definizione dello storyboard ideato, come ormai noto, dall’ottimo regista Giampiero Solari”.

Una troupe cinematografica composta da 45 persone lavorerà quindi su diversi set e diverse location. Il programma delle riprese, così come quello della permanenza dell’attore che arriverà lunedì mattina e si tratterrà per alcuni giorni, sarà subordinato all’andamento climatico per consentire di sfruttare al meglio la luce.

”Hoffman – dice il presidente Spacca – ci ha fatto sapere che è molto contento di tornare nelle Marche, una regione che ha avuto modo di conoscere e apprezzare per l’ospitalità della sua gente e per l’armonia dei paesaggi già 37 anni fa, quando, ad Ascoli Piceno, interpretò il film di Pietro Germi ‘Alfredo Alfredo’. L’obiettivo di questa iniziativa – prosegue – è quello di comunicare l’immagine di grande qualità della nostra regione e per farlo occorreva un personaggio di altrettanta grande qualità. Abbiamo pensato quindi a uno dei migliori attori del mondo che, proprio per l’affetto che nutre nei confronti delle Marche, ha deciso di accettare. Ritengo che questa operazione abbia un alto valore per tutto il nostro territorio”.

“La ricaduta positiva non riguarderà solo il turismo – conclude Spacca – ma tutte le attività economiche e sociali della regione. La campagna pubblicitaria infonderà ai nostri prodotti un valore aggiunto fatto di immagini e profonde suggestioni. Inoltre, per quanto riguarda l’investimento di cui tanto si parla, utilizziamo esclusivamente stanziamenti europei specificatamente dedicati alla valorizzazione dei territori. Inoltre le risorse più che a Hoffman, andranno ai mille passaggi in prime time previsti sulle principali reti televisive”.

fonte adnkronos

“Poesia”


di Angela Ragusa

poesiaè questa voglia
che spesso mi rapisce
e in un mondo tutto mio
porta a rifugiarmi…
E’ voglia di volare
dispiegando grandi ali
che nessuno può vedere.
E’ come un eruzione
che con scosse della terra
si preannuncia.

Poesia
è il mio bisogno
di volere raccontare,
di srotolare quel groviglio
che sono i miei pensieri.
Poesia è fuoco acceso
nello sterminato viaggio della vita
e brucia nella notte
sotto un manto smisurato di stelle…

Poesia è il mio sognare
di fantastiche passioni,
di amori sempre eterni,
di gioie senza fine…
Poesia è l’attimo fuggente
che non fugge se lo cogli,
è memoria sempre viva
nello struggersi dei ricordi.

E’ musica, poesia…
che si spande nel silenzio,
come voci di sirene
che ti mostrano la via…
è lacrima che sgorga
quando nella sua estasi
mi avvolge…
è pugnalata fin dentro al cuore
quando nel suo tormento
io mi perdo!

“Di un lungo giorno ancora…”


di Angela Ragusa

il poeta…e resterà solo il poeta
ad inebriarsi 
del profumo delle viole,
a contar le stelle 
ad una ad una…
a passeggiar tra nuvole
come tappeti d’ovatta…
Attirerà sorrisi e maldicenze,
consolerà d’amore 
cuori delusi…

Nel silenzio
di cupe cattedrali,
le sue parole 
innalzeranno preghiere…
…risuoneranno di un’eco
che tornerà in abbraccio
ad avvolgere 
perduti tramonti
nell’ultimo riposo…
Tingerà di follia 
le sue ore,
in mano il calice
di solitudine…

…tra ossimori e metafore
consumerà il suo tempo
ma rimanderà anche la morte
di un lungo giorno ancora.

Albertazzi e il prodigio della poesia


di Enrico Groppali

giorgio albertazziQuando Italo Calvino, nel 1984, fu invitato a tenere sei lezioni sulla letteratura all’Università di Harvard, non immaginava certo che, venticinque anni dopo, il suo posto sarebbe stato preso da Giorgio Albertazzi. Il quale oggi non incarna il personaggio dello scrittore ma si appropria della sua intima essenza. Rendendo finalmente pubbliche, cioè udibili, quelle mirabili intuizioni che l’autore di Marcovaldo non poté esprimere quando, colto da ictus mentre preparava l’ultima lezione, stava analizzando il senso profondo della forma narrativa. Sulla scena vediamo quindi Albertazzi, parafrasando con somma ironia l’invito racchiuso nella «Lezione» di Ionesco, a colloquio con un’allieva su un tema spinoso come il nuovo millennio. Sezionando, come fa un entomologo alle prese con un insetto misterioso, il prodigio di una rima baciata in cui si riflette la gravità della pesantezza o, viceversa, il privilegio della leggerezza. Scegliendo come pietra di paragone l’esempio additato da Calvino – che evocava la figura di Cavalcanti nel Decamerone di Boccaccio – il professor Albertazzi discetta sulla levità della frase poetica. Piegando la voce in ogni inflessione possibile, dalla comunicazione diretta fino al più tenue sussulto del suono. Lucrezio ed Ovidio diventano così i precursori della leggerezza del verbo: il primo che, giocando con l’atomismo, sposò all’arte la scienza e il secondo che, nel pitagorismo, scoprì l’essenza indefinibile del mistero. Subito dopo Albertazzi saluta in Guido Cavalcanti il poeta dell’impulso che levita nell’aria, e nell’autore della Divina Commedia il poeta che dà concreto rilievo all’immensità del cosmo. Coinvolti entrambi in prima persona, enunciati fino a domenica dal palco del Franco Parenti (info: 02-59995206, http://www.teatrofrancoparenti.it) a spartirsi il dominio della letteratura. Subito dopo l’attore, travalicando Calvino, dimostra che è stata Francesca da Rimini e non Beatrice la vera musa dell’Alighieri. Dato che sarà la passione e non la sublimazione dell’amore a regnare nel nuovo millennio. E qui Albertazzi trascende Calvino. «Mi scindo nella più laica delle trinità – confessa ispirato -. Sono Calvino, sono Giorgio e al tempo stesso Amleto, il personaggio che non ho mai abbandonato da quando, nel’64, ne indossai le spoglie nello spettacolo di Zeffirelli. Senza sfogliare quel libro nero che allora, accompagnando ogni mio gesto, spiegava ed arricchiva la conoscenza che il principe di Danimarca aveva dell’universo. Dato che oggi», conclude con enfasi, «ho conquistato la leggerezza di Cyrano di Bergerac, il poeta che inventò sulla carta le più strepitose macchine volanti che si possano immaginare».

da www.ilgiornale.it

“San Martino” di Giosuè Carducci


san martinoLa nebbia agli irti colli
Piovigginando sale,
E sotto il maestrale
Urla e biancheggia il mare;

Ma per le vie del borgo
Dal ribollir de’ tini
Va l’aspro odor de i vini
L’anime a rallegrar.

Gira su’ ceppi accesi
Lo spiedo scoppiettando:
Sta il cacciator fischiando
Su l’uscio a rimirar

Tra le rossastre nubi
Stormi d’uccelli neri,
Com’esuli pensieri,
Nel vespero migrar.