“Ciao principessa”, un altro messaggio d’amore in bottiglie


Ciao principessa

…non riesco a dormire e mi sono ri-piazzato qua davanti al PC, non cerco nessuno nè su Msn nè su Facebook, vorrei parlare con te come sempre dal vivo o su msn… in tutti i casi interagire con te…ma starai già dormendo e non stavi nemmeno bene…credo che ormai non ti stupisca più con le mie pazzie notturne, quando ti scrivo delle frasi nei messaggi non in linea…sono due sere che ti mando delle e-mail banalissime in cui cerco di trasmetterti il mio affetto…in questa mail ti dirò forse delle cose più intense, cose che mi sento di dire e che sento che vogliono uscire da me… adesso mi sento calmo e ispirato a tal punto che le parole le trovo subito, non so cosa mi prende….ma sei tu che mi fai questo effetto, queste parole e le prossime che verranno sono solo parole che comporranno delle righe che rimarranno nella tua mente e nella tua mail..spero le rileggerai un giorno quando ti sentirai sola, quando sarai giù, quando ti sembrerà che il mondo ce l’abbia con te, nei momenti di sconforto e di dubbio ….io se non ci sarò ci saranno queste parole…. Questa lettera nasce dalla voglia di dirti tante cose… sentivo in ogni modo il bisogno di dirti quello che penso, ho riflettuto molto su cosa e quanto scriverti, non voglio che questa sia una lettera come tante altre, voglio che sia diversa, ma soprattutto vera. Dimenticavo…mentre ti scrivo ho “Apologize” che mi tiene compagnia, ho ancora in mente tutti i momenti legati a questa canzone, eravamo così teneri… ma io anche molto imbarazzato. Perdonami per il mio continuo riferirmi al passato ma è grazie al nostro passato che tu sei diventata importante…
Per me sei la cosa più bella che mi sia mai capitata in questi anni, lo dico sinceramente, nella mia vita ci sono stati dei momenti felici con ragazze a cui volevo bene, con te è stato ed è tutto diverso… ogni giorno che passa mi rendo conto di quanto tu sia speciale per me, è meraviglioso passare il tempo in tua compagnia.
Domani sarà un altro giorno, sentirò la sveglia, cercherò la forza di alzarmi dal letto, di prepararmi, di uscire da casa…. e ogni mia giornata sarà dedicata a te.
Sono in balia dell’affetto che provo per te…è talmente forte che domina la mente, e m’impedisce di pensare ad altro …solo tu… nei pensieri in ogni istante.
Vorrei poterti dimostrare di più quanto ti desidero  ma spesso gli impegni miei e tuoi ci portano a non vederci …in questo momento tu sei tutto per me.. senza motivo e senza scopi, la semplicità di un desiderio e di una voglia di viverti e di esserti vicino, di vivermi le cose .. e questo io lo chiamerei amore…. ma non è un amore comune, un amore di fidanzati, un amore da sposi, è un amore che supera ogni limite, non voglio che pensi a un “plus” in queste parole ma vivi la semplicità di un gesto dettato da un affetto smisurato che ho per te….solo i miei occhi che guardano i tuoi possono farti comprendere la profondità e la purezza di tutto questo.
Ricordo ogni secondo passato con te, ogni tuo respiro, il tuo pensiero mi fa vivere, vorrei averti sempre con me ma neanche l’eternità basterebbe per dirti tutto quello che ho provato durante il nostro tempo insieme, si “imballerebbe” il server da quanto diverrebbe lunga questa mail delle cose che citerei… Ho voglia di vederti, lo so che è dura trovare il tempo per noi due ma io pur di vederti farei di tutto.. anche per un’ora…mi basterebbe abbracciarti e sentirti ancora vicina anche se lo facciamo spesso…infatti non è un reclamo… Ho riletto tutti i tuoi sms, da quello in cui mi scrivi “sei fantastico” all’ultimo, non lasciamo perdere questa occasione, viviamocela senza pensieri con spensieratezza e soprattutto passione, non girarti quando ti bacio ma chiudi gli occhi e lasciati andare, sarò il tuo amante, il tempo passa e ancora sei giovane, otterrai tante cose dalla vita, non fraintendere, non ti sto chiedendo cose assurde ma credo che se lo vuoi di cuore tutto è possibile quando c’è di mezzo quello che vive nel nostro cuore. Ti sosterrò in tutto potrai sempre contare su di me, tu rimani la mia principessa di sempre….
Ci siamo conosciuti così, per caso ma ci conoscevamo da sempre…forse il destino aveva già scritto che io e te ci saremmo dovuti incontrare e che a poco a poco ci saremmo piaciuti intensamente… Questo per me è stato il miglior regalo che la vita potesse offrirmi a soli 1500 metri da casa mia…Vorrei essere il tuo sogno che si avvera, spero un giorno di poterlo esaudire se non l’ho già fatto, mi darò da fare perché questo accada il più presto possibile poiché quello che voglio è che i tuoi sogni si realizzino…A V… c’è un ragazzo che vive per il tuo sorriso e non dubitare mai su questo…come su altre cose….MAI
Nel Dicembre 2007 il destino mi ha fatto conoscere te in maniera diversa, ho visto un fiore delicato, splendido e di rara natura e bellezza, una tale bellezza che nessuno sa notare ……ho guardato dentro di te, mi sono innamorato di te giorno dopo giorno solo perché sei semplice, delicata e forte, umile e decisa, calma e tenace….ho visto le tue doti….ho visto il tuo cuore timido e impreparato a ricevere il mio affetto, giorno dopo giorno ho imparato a capirti….non sono triste per come sono andate le cose SONO FELICE DI AVER INCONTRATO NELLA MIA VITA…. Ci siamo appena incrociati lungo il percorso della vita ma da quel fugace incontro la tua immagine e il ricordo dei momenti passati insieme sono impressi nella mia mente e nel cuore in modo indelebile….non so che ruolo ognuno di noi giocherà nell’esistenza dell’altro ma sono sicuro che, qualunque cosa accada, nel libro della mia vita molte pagine porteranno il tuo nome….. L’emozione che ho provato a scriverti questa lettera è stata troppo grande come l’emozione che provo quando sto con te….magari mi scrivessi qualkosa…..sarei contentissimo…..adesso posso andare a letto, mi sono sfogato…..

Ti adoro, PRINCIPESSA

Annunci

Lettera di Giovanni da un carcere italiano


Ricevuta, copiata esattamente e pubblicata (ho omesso il cognome e la città da cui scrive)

“Cara Daniela,

mi chiedi di parlarti della mia detenzione all’art 41bis.

Io sono un sopravvissuto  all’art. 90 e all’art. 41bis.

Sono numeri dietro cui tante esistenze si sono annullate.

Ho scontato 40 anni di detenzione la maggiore nei carceri speciali.

Non sono imputato di mafie-stragi di Stato-terrorismo-omicidi.

Attualmente sono in espiazione con l’ergastolo ostativo che vuol dire unito alla detenzione fino alla morte, senza appello.

Per un cumulo di pene.

La legge di emergenza in Italia un pozzo senza fondo per la breve esistenza di un essere umano.

Il fatto è che in Italia si è presa l’abitudine per ogni parola si fa una legge speciale e chi colpisce sono sempre gli stessi.

Quella parte di persone che non si possono difendere.

Parlano sempre dell’art. 27 della Costituzione italiana.

E’ difficile pensare che in un paese consideratosi democratico garantista ci sia la pena di morte perpetua nella tortura lenta inesorabile come l’ergastolo ostativo.

Ho vissuto sulla mia pelle le tortura fisiche e psicologiche.

In tutta la detenzione nel carcere speciale non ho mai fatto colloqui con i miei famigliari perché erano troppo mostruose le umiliazioni al quale venivano sottoposti i miei famigliari e io ho sempre rifiutato di fare colloqui.

Non ho mai ricevuto pacchi o denaro perché i miei famigliari non mi potevano dare assistenza.

Con tutto ciò per tenermi all’art. 41bis la direzione del carcere di…diceva che io comunicavo con l’esterno.

L’unico mio contatto col mondo esterno erano le lettere che scrivevo ai miei famigliari che erano super censurate.

Mi sono morti i miei famigliari – dopo non averli visti invecchiare – non ho potuto vederli nemmeno nella loro bara.

Mia Madre il suo ultimo periodo di vita l’ha passato sul dormiveglia dal coma a momenti di risveglio.

Mi dicevano i miei famigliari che quando aveva quei momenti di cosciente risveglio domandava di tutti i figli e domandava sempre come mai Giovanni non c’è mai, non si ricordava che ero in prigione.

Mi era proibito telefonargli – perché mia madre doveva andare a un carcere farsi riconoscere per prenotare un colloquio telefonico col figlio.

Io non potevo telefonargli sul letto di morte per dargli un ultimo saluto perché ero all’art. 41bis, ha avuto una lunga agonia mia Madre.

I miei famigliari hanno chiesto se mi mandavo a vederla a casa, mi è stata respinta l’autorizzazione perché ero all’at. 41bis.

La risposta motivata è stata – quando è scappato in Australia non pensava alla Madre sofferente.

Questi uomini dall’equilibrio superiore manifestano le loro qualificate ipocrisie sempre quando giudicano gli altri uomini.

Nella mia travagliata vita molte volte mi sono fatto una semplice domanda quando ho sentito parlare questi signori dalla candida morale che ci rappresentano nella nostra bella Italia: ma non sarà che sono in piena crisi d’identità perché dicono parole di buone prediche ma razzolano molto peggio di quelli che mettono nelle patrie galere.

Ci resta solo di raccomandarci a Dio…

Non volevo annoiarla col raccontargli nei particolari più minuziosi delle privazioni stupide che ti vengono fatte nei carceri italiani anche dove mi trovo attualmente si immagini da una penna rossa a non poter tenere più di due penne in cella, non aggiungo altro.

Piacere di aver fatto la sua conoscenza la ringrazio per dedicare il suo tempo alle persone sole e disaggiate.

Un caro abbraccio

Giovanni”

Lettera dal carcere di Spoleto (copiata esattamente com’è scritta con tutti gli errori che ci sono e che fanno comunque capire il senso dello scritto)


Ciao Daniela,

rispondo alla tua lettera con piacere, io sono da molti anni in carcere, esattamente dal 10/01/1985 ti puoi immaginare, quando ne ho passate. Io sono di Catania, che lo vissuta, molto poco nella mia vita, ora mi dicono che è una città molto bella, e vivace. Per come si sono messi le cose, mi dispiace che non me la fanno vedere mai più!La cosa che mi dispiace di più; che non posso pattare un fiore al cimitero a miei genitori e a chiederle scusa.

Mi scrivi che fai parte di un progetto, per dare voce ai detenuti ergastolani. E una iniziativa, molto nobile e positiva, a dar voce a chi non ce la.

Tu che hai fatto il volontariato con tuo marito, nel carcere di Augusta hai visto da vicino la sofferenza dei detenuti. Io Augusta la conosco bene, ci sono stato rinchiuso nel castello nel 1968, subito dopo diventato maggiorenne, un orrore per un ragazzo di quella età. Stiamo parlando di un era, che non assisteva la riforma carceraria, che poi è stata fatta nel 1975. Il carcere e stato sempre una giungla, prima mancavano le riforme, e si stava male. Ora le riforme ci sonno, non possono essere applicati, per carenza di personale, di soldi eccetera. E si continua a stare più male. Io vorrei scriverti tante cose del mio passato, magari più avanti trovo il momento giusto per scrivere qualcosa di positivo, per fare svegliare le coscienze.

Io sto passando un momento molto delicato della vita. Dopo 30 anni di carcere compressa la liberazione anticipata circa 5 anni. Ho presentata la semilibertà, circa 4 mesi fa e il 13 maggio il tribunale di sorveglianza di Perugia ha deliberato l’ordinanza, che il reato ostativo lo scontato, pur non avendo l’ergastolo ostativo, dovrei fare ancora 10 anni per i permessi premiali, 20 anni per la semilibera, in poche parole io per avere la semilibera dovrai fare 50 anni di carcere.

Ho fatto ricorso per cassazione, l’avvocato e molto fiducioso, ci sono molti cassazioni che mi danno ragione. Bisogna aspettare con pazienza la sentenza cassazione.

E il tempo passa! Il carcere, al imbatto si odia, piano, piano ti adegui, e nel tempo ti addestri come se fosse una casa naturale, ho destino.

Io spero che accogli anno la mia supplica per poter andare a lavorare a fare il volontariato in una comunità di disperati come me. E potere stare qualche giorno con i miei figli.

Io spero che la prossima posso fare di più, se tu mi fai una domanda più dettagliata.

Ti chiedo scusa per gli errori

Salvatore

Dal carcere di Spoleto: Lettera alla donna dell’Uomo Ombra


di Carmelo Musumeci (ergastolano con l’ostativo)

Grazie di farmi esistere.

Grazie di avere nascosto il mio cuore nella tua anima.

Grazie di avermi donato a tua anima e di avere preso la mia.

Abbiamo dovuto imparare a stare visino stando lontani.

Grazie di avere diviso la tua vita con la mia.

Grazie di essere compagna, amica, sorella, madre, figlia e amante.

Quando ti penso sento battere il mio cuore, lo sento ancora vivo, vive per amore, vive solo e ancora per te.

Grazie di essere nel bene e nel male la mia donna.

Grazie di avere circondato la mia vita di amore.

Sei la terra, il cielo il mare e l’aria che respiro.

Grazie di avermi dato due figli meravigliosi.

Grazie di avere diviso i tuoi sogni con i miei.

Amo amarti in ogni battito del mio cuore.

Grazie di essere la donna dell’Uomo Ombra.

Usare i soldi della mafia per curare i malati


Gentilissimo  Presidente,

sono il padre di una giovane ragusana di 27 anni in stato vegetativo persistente. Come tanti familiari di persone gravi e gravissime, sto sostituendo, insieme a mia moglie, da anni  un welfare che si nasconde dietro la mancanza di coperture economiche permettendo allo Stato di risparmiare somme ingentissime.

A Ragusa mancano purtroppo i centri per gravi che, oltre a curare questo tipo di malati, potrebbero anche provvedere a riabilitarli per evitare retrazioni tendinee, piaghe da decubito, blocchi articolari e quant’altro. Per questo motivo io e mia moglie, 24 ore su 24 ore al giorno, da anni adottiamo la sanità “FAI DA TE” nel reparto ospedaliero con un solo posto letto quale è diventato il nostro domicilio e curiamo nostra figlia come possiamo.

È da quattro anni che faccio la seguente domanda alle famiglie ragusane e ai politici: “Vi siete chiesti, dove possiamo ricoverare i nostri cari, se ci ammaliamo, anche per un periodo limitato di tempo e non possiamo accudirli? Ci sono le strutture?”

La risposta è no! Nemmeno un posto letto per gravi in tutta la Provincia!

Io so, per esperienza diretta, che in Emilia Romagna ci sono moltissime strutture ospedaliere d’altissimo livello dove i malati vengono curati adeguatamente. Chi vive alla ricerca di un centro di riabilitazione o di accoglienza disposto ad accogliere i malati più gravi deve sperare di poter partire verso i tanti centri del centro-nord. Chi non ci riesce deve  arrangiarsi…. Eclatante è il caso del ricovero improprio di una giovane in stato di minima coscienza che, nell’ospedale “S. Elia” di Caltanissetta,  è rimasta nel reparto di rianimazione per 15 anni.

Paradossalmente, la Regione siciliana spende somme notevoli per ricoveri impropri e per sovvenzioni quando un malato siciliano trova posto  nelle attrezzate ed efficienti strutture riabilitative del Nord. Eppure le tasse le paghiamo anche noi in Sicilia. E’ da quattro anni che propongo  a tutte le forze politiche, alle autorità della Sanità, di  avere un impeto di orgoglio di sana “ragusanità”  per far nascere   un centro per gravi cerebrolesi  nella Provincia di Ragusa, per  potenziare  le strutture esistenti e per fornire  servizi domiciliari più efficienti alle famiglie. Nessuna risposta!

La risposta all’esigenza della popolazione ragusana di avere un centro di accoglienza  per  neurolesi invece   l’hanno data   sette generosi   ragusani  che hanno   fondato l’associazione onlus “Centro Risvegli Ibleo” ed hanno pensato di realizzare una struttura di accoglienza per persone in stato vegetativo o in stato di minima coscienza. Da tenere presente che attualmente in provincia di Ragusa, secondo i dati dell’ASP, i pazienti in stato vegetativo o di minima coscienza ammontano a circa 150.

L’opera completa dovrebbe disporre di 70/80 posti letto dei quali 10, ubicati in appartamentini di 45 mq riservati alle persone in  stato vegetativo e ai loro familiari per consentire l’eventuale “risveglio”; gli altri invece destinati a pazienti con altre patologie neurologiche (ictus, sclerosi multipla, SLA, etc…).

Il Comune di Ragusa ha già donato un terreno di 9000 mq ed esiste già un progetto per la realizzazione della struttura. E’ di vitale importanza  realizzarla al più presto considerato che  centri  simili in tutto il Sud del paese  non ce ne sono e che, essendo una onlus senza fini  di lucro, la struttura sarà gestita e controllata  da tutti i  soci e dagli  utenti che hanno tutto l’interesse a far si che i loro familiari malati siano curati nel miglior modo possibile.

Molte sono le iniziative per la raccolta dei fondi e la popolazione iblea sta partecipando con generosità, ma le somme necessarie  per realizzare la struttura sono tante ed è per questo che chiedo a Sua Eccellenza  l’interessamento per far pervenire alla suddetta onlus parte delle somme sequestrate alla mafia.

Certo della Sua sensibilità la ringrazio a nome mio e di tutte le famiglie  in attesa di trovare una soluzione dignitosa per i propri cari.

Ragusa

21 aprile 2010 (Giorno del 27° compleanno di Sara)

Distinti saluti

il papà di Sara

Luciano Di Natale

da www.italianotizie.it

 

Lettera aperta al Ministro Maroni per legalizzare gli usi non commerciali del file sharing


On.le Ministro Roberto Maroni,

Abbiamo letto con interesse le notizie che riferiscono della sua abitudine come di qualsiasi appassionato di musica, di scaricare brani da Internet.

Come già più volte aveva fatto in passato, in due interviste, una pubblicata in data 9 aprile dal settimanale Panorama, e l’altra concessa a Radio Uno in data 10 aprile, Lei ha nuovamente dichiarato di essere contrario ad approcci repressivi, come quello francese della disconnessione da internet dei cosiddetti “pirati”. Lei ipotizza addirittura una strada di collaborazione tra utenti e produttori di contenuti d’intrattenimento. Lei ha inoltre giustamente ribadito che esiste una differenza sostanziale tra il furto e la condivisione, sottolineando che l’uso di reti di file sharing equivale “a fare una copia di un cd acquistato e regalarla ad altri, cosa che avviene normalmente quando compriamo un cd e facciamo la copia per i nostri amici”.
Anche il ministro Giorgia Meloni in passato fece dichiarazioni simili.

Apprezziamo il coraggio e la sincerità di chi, come Lei, si prende la responsabilità politica di raccontare la quotidianità di quanto avviene nel nostro Paese: milioni di utenti hanno ormai scelto lo strumento informatico per la ricerca e lo scambio dei contenuti che più li interessano.

Questo fenomeno non può essere semplicemente liquidato come criminalità, o, peggio “pirateria”.

Peraltro, le Sue dichiarazioni sono supportate dai risultati dell’indagine conoscitiva sulla pirateria digitale non a scopo di lucro condotta dall’Autorità per le Garanzie nelle Telecomunicazioni (AGCom), pubblicata qualche settimana fa, nella quale si evidenzia come la pirateria non commerciale nella gran parte dei casi beneficia il mercato e come misure repressive contro questo fenomeno siano inutili e dannose.

Coloro i quali si battono come noi per l’affermazione delle libertà individuali nel dominio digitale non chiedono alle istituzioni di rinunciare al proprio ruolo regolatore, ma di discutere le possibili riforme per gestire la situazione reale, che Lei mostra di ben conoscere, adottando gli opportuni provvedimenti.

Da Ministro Lei può fare molto per trarre le dovute conseguenze da quanto ha sostenuto pubblicamete.

Innanzitutto chiedendo l’abolizione della legge Urbani nella parte in cui criminalizza il file sharing sanzionandolo penalmente.

In secondo luogo impegnandosi a sostenere iniziative normative che vadano nella direzione da Lei indicata.

Già in parlamento sono state depositate alcune proposte di legge che prevedono la legalizzazione degli usi non commerciali del file sharing, come quella a prima firma Marco Beltrandi, che prevede un pagamento di una licenza da parte dell’utente o quella a prima firma Roberto Cassinelli che amplia lo spettro delle utilizzazioni libere.

Per esporLe il contenuto delle proposte e presentarLe altre attività alle quali potrebbe essere interessato a partecipare siamo a chiederLe un incontro.

Se Lei volesse essere promotore di un’iniziativa legislativa, o approfondire l’argomento, saremo lieti di mettere a Sua disposizione il contributo di esperti e centri studi che potrebbero arricchire il lavoro e il dibattito sui temi che ha dimostrato di tenere nella giusta considerazione.

Certi di un Suo gentile riscontro, porgiamo distinti saluti