Gelato: l’ultima frontiera è ‘verde’, tra contenitori eco e meno additivi


di Valentina Marsella

Le tendenze estive dell’ice-cream: da quello per i golosi a 4 zampe, con ingredienti ad hoc, a quello kosher secondo le regole ebraiche. E ancora, quelli per le intolleranze e per i più piccoli.

L’Ice Bau
Fonte: immagine dal web

Dal gelato kosher a quello per i 4 zampe.

Le aziende del settore manifestano una ricerca in continua evoluzione e aggiornamento, sia nel campo della sicurezza che nella diversificazione dei prodotti. L’ultima frontiera è il gelato ‘verde’. E tra gli ultimi trend coni, coppe e coppette si mettono in mostra dietro le vetrine delle gelaterie e dei bar sfoggiando look eco-sostenibili.

Per la gioia anche di tanti italiani, grandi

consumatori di ice-cream (solo nel 2010 spenderanno una cifra come 2 miliardi, secondo la Coldiretti) che sanno di gustarsi la prelibatezza fredda dell’estate senza inquinare. Il particolare design dei loro abiti-contenitori, più leggeri e naturali, è stato rigorosamente selezionato da alcuni produttori che hanno scelto un packaging meno pesante, per i gelati artigianali o confezionati, che riduce le emissioni di CO2.

Le gelaterie Grom, ad esempio, si

sono affidate a Novamont per sviluppare un gelato sostenibile al 100 per cento, prima eliminando additivi nei propri prodotti artigianali, poi sostituendo la tradizionale plastica di coppe e cucchiaini con il Master-Bi, la famiglia di bioplastiche tutta italiana completamente biodegradabile e compostabile.

Così, mentre Oltremanica la novità

dell’estate delizia soprattutto il palato degli amici a quattro zampe (a Londra il camioncino K99 distribuisce ai cani gelato sorbetto al pollo o prosciutto con tanto di cialda a forma di osso) in Italia si procede a grandi passi non solo nell’elaborazione di gusti sempre più originali, vedi il latte d’asina da consumare direttamente negli allevamenti, ma anche verso la tutela dell’ambiente.

Ma anche il gelato confezionato fa la sua parte. Stavolta l’iniziativa è

partita dalla Nestlé che punta a ‘zero scarti’. La multinazionale ha infatti ridotto il peso delle confezioni multipack di alcuni classici come Mottarello, Maxibon e Coppa del Nonno evitando l’emissione di 123 tonnellate di Co2. Le imprese, dunque, stanno facendo la loro parte. Ma i grandi numeri si conquistano anche con i ‘piccoli gesti’ dei consumatori.

Ad esempio, sottolinea Comieco, Consorzio nazionale per il recupero

e riciclo degli imballaggi a base cellulosica, se ogni italiano in vacanza differenziasse dal resto dei rifiuti 3 riviste, 3 quotidiani, una scatola dei gelati e la scatola della crema solare, sarebbe possibile raccogliere circa 120mila tonnellate di carta e cartone. Insomma, una eco-vacanza eviterebbe un’intera discarica.

C’è dunque più gusto nel nuovo filone benessere-nutrizione. I gelati

‘leggeri’, cioè a minore contenuto calorico, cominciano a vedersi sempre più frequentemente sia nei banchi del supermercato che in quelli delle gelaterie artigianali. Alcune tendenze sono nate per andare incontro alle esigenze di persone che soffrono di disturbi e intolleranze alimentari, come i diabetici, i celiaci o gli intolleranti al lattosio. O ancora le linee arricchite con frutta, cereali, vitamina C, calcio e fermenti lattici.

Poi ci sono i gelati a base di latte fresco e biscotti pensati apposta per

la merenda dei più piccoli e quelli leggeri, con yogurt, frutta e muesli. E ancora il gelato senza grassi idrogenati, una specialità delle gelaterie ecologiche, e sono i preferiti da chi ha un occhio di riguardo per seguire una dieta sana. Alcune gelaterie preparano invece i gelati kosher, cioè puri e permessi nel rispetto delle regole alimentari di tradizione ebraica. I prodotti sono certificati dal rabbino della comunità ebraica.

E infine, Ice Bau, un gelato preparato appositamente per i cani golosi,

privo di zucchero, uova e cioccolato, senza cioè quegli ingredienti che non sono adatti per l’alimentazione canina, studiato con l’ausilio di un veterinario e servito in apposite coppette o coni senza glutine. Ci sono gusti alla vaniglia, limone, fragola o lampone ed è servito in una gelateria della Liguria, a Celle Ligure, in provincia di Savona.

da http://www.nannimagazine.it

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A Roma degustazioni di vino kosher prodotto in Lazio


vino kosherRoma – Un’occasione per imparare a conoscere l’altro, ad aprire i propri orizzonti culturali partendo dalla tavola, un’opportunità di crescita economica per tante piccole aziende del territorio laziale e non solo, una certificazione a favore del consumatore di garanzia di sicurezza e qualità: sono queste le peculiarità del vino kosher (idoneo secondo le regole alimentari ebraiche), il cui novello è stato protagonista oggi di una degustazione promossa da Le Bon Ton Catering e patrocinata dalla Regione Lazio, dalla Provincia e dal Comune di Roma e della Comunità ebraica di Roma. L’evento si è svolto presso il centro culturale ‘Pitigliani’.   

“Uno dei modi migliori per combattere l’intolleranza e l’ignoranza – ha detto Riccardo Pacifici, presidente della Comunità ebraica di Roma – è imparare a conoscersi, magari partendo proprio da un legame comune, come il cibo e la tavola. In questi ultimi anni, anche in occasione di eventi istituzionali, la cultura enogastronomica ebraica ha potuto farsi apprezzare anche e soprattutto da un pubblico non ebreo. Credo che questo – ha concluso – possa essere un modo per abbattere barriere, allargare gli orizzonti e accogliere l’altro”.   

Del resto il vino è un prodotto centrale sia nella cultura italiana, sia in quella ebraica: “nella nostra tradizione – ha spiegato Joseph Arbib, responsabile della kasherut della Comunità ebraica di Roma – esso assume un valore spirituale, sacrale. La particolarità del vino kosher poi non è tanto nel metodo di lavorazione, quanto piuttosto nell’uso che se ne fa: moderato e responsabile”. Un insegnamento attuale, anche perché, ha spiegato Giovanni Terracina di Le Bon Ton Catering “oggi il consumatore ha imparato a bere meno, ma meglio ed è più attento alla qualità e all’origine dei prodotti: per questo – ha concluso – credo che il kosher, sottoposto ad un vigile controllo, stia riscuotendo tanto interesse”.   

Durante la mattinata sono stati offerti in degustazione, insieme a prodotti tipici della cucina giudaico-romanesca, il vino novello ‘Vigne di Terracina’, la produzione della cantina S.Andrea, una selezione della nuova etichetta piemontese ‘Le Piole’ e della ‘Tishbi’ israeliana. Del resto, ha detto l’ambasciatore israeliano in Italia, Gideon Meir, “i vini israeliani sono sempre più apprezzati qui: negli ultimi due anni l’Italia è divenuto il terzo Paese per incremento di import.

da www.newsfood.com