DONNADISCENA 2010 VII edizione – “Jazz & Wine”


Luogo:          Pirrera di Melilli  “Cava del barocco”

Quando:        sabato 18 settembre  e venerdi 24 settembre – h 20.30

Donnadiscena propone quest’anno un evento conviviale  che ha lo scopo di valorizzare contemporaneamente i propri “talenti” in un susseguirsi di degustazioni di vini e “degustazioni musicali “. La manifestazione, rappresenterà così un importante momento per ascoltare ottima musica, ma anche per  presentare le eccellenze della nostra terra. La coniugazione del Jazz e il buon vino rappresenta un binomio perfetto per le nuove tendenze di promozione artistica e culturale del territorio. Nasce per questo il Jazz & Wine . A farla da padrona nel tempo di due serate saranno la bellezza del luogo e   i talenti musicali  da ascoltare in compagnia di vini prestigiosi. Il pubblico avrà la possibilità di un percorso all’interno del gusto enologico, culinario e culturale soprattutto. Per la particolarità dell’evento è stata scelta una  location straordinariamente suggestiva, la Pirrera di Melilli, un’altissima cava a cielo coperto, teatro naturale dove degustare le tipicità del territorio, ascoltando musica, diventa un’importante occasione di fruizione e promozione del patrimonio culturale. Attraverso gli infiniti profumi e sapori che il vino è in grado di esprimere è raccontata una storia millenaria di rapporti tra l’uomo e l’ambiente, la natura, la cultura e la tecnica che solo il vino è in grado di rappresentare. Il suo essere “profondamente naturale” è un elemento importante per la valorizzazione delle nostre grandi tradizioni. Ed è per questo che oggi il vino non è più solo un prodotto alimentare ma rappresenta una parte della nostra cultura, del nostro patrimonio storico. L’appuntamento con “Donnadiscena Jazz and Wine”, sarà un momento unico ed irripetibile di divertenti divagazioni, in due raffinate serate di Jazz e novità di commistioni musicali del nuovo filone Jazz Popular  con artisti di alta esecuzione professionale presenti sempre nei più importanti festival internazionali del Jazz. Le date di Donnadiscena Jazz&Wine saranno:

  • Sabato 18 settembre  e Venerdi 24 settembre ore 21.00.

Di seguito sono allegate le schede dei due concerti proposti

Alessandra Gatto

Direttore artistico della rassegna

Sabato 18 settembre

Laura Lala – Sade Mangiaracina

Pure Songs

Pure Songs è un progetto nato dall’amore per la capacità comunicativa ed emozionale di una melodia, sia essa proveniente dal jazz o dal vasto e vario patrimonio di ascolti che ognuno di noi accumula e custodisce negli anni. Il progetto nasce anche dall’amicizia e dalla collaborazione fra due musiciste, Laura Lala (cantante, autrice di alcune musiche e di tutti i testi) e Sade Mangiaracina (pianista e compositrice), che hanno scoperto di condividere, oltre all’amore per il jazz e l’improvvisazione, la stessa passione per le “canzoni” e di attribuire grande valore al testo, alla sua interpretazione e alla sua composizione in inglese ed in siciliano, dialetto che appartiene alla cultura ed alle radici di entrambe.

L’album di esordio, Pure Songs, è edito dall’etichetta indipendente Jazz Collection, a seguito del primo premio vinto dalla formazione all’interno del Saint Louis Jazz Contest 2008.

Ulteriori informazioni: http://www.myspace.com/lauralalapa#ixzz0ubdAzeS9

Venerdi 24 settembre

BARBARA CASINI

in

BARATO TOTAL

BARBARA CASINI     canto, percussione

BEPPE FORNAROLI         chitarra, canto

SANDRO GIBELLINI       chitarra

La più grande interprete italiana di musica brasiliana con il suo trio, attivo ormai da diversi anni, si è sempre distinta per l’impostazione dei suoi concerti, in particolare nell’ambito della musica brasiliana d’autore. Per questa occasione il trio si esibirà in un concerto di classe, raffinato e colto, in cui i tre musicisti presenteranno un repertorio scelto fra le canzoni di Chico Buarque e Gilberto Gil , autori capaci di esplorare ogni aspetto dell’emozione umana. Casini, Fornaroli e Gibellini hanno raccolto una serie di brani, dei veri gioielli che mettono in luce le doti compositive di questi artisti, profondamente radicati in una tradizione reinterpretata e mantenuta viva e aperta a feconde contaminazioni e con un legame indissolubile con l’Africa.

Info   http://www.barbaracasini.com

The Cookers omaggiano Freddie Hubbard


di Marco Manna

Per la rassegna” Jazz and wine” ieri sera al centro culturale ZO di Catania si sono esibiti i “The Cookers” per omaggiare il trombettista Freddie Hubbard morto il 20 dicembre 2008 in un ospedale di Los Angeles. Freddie Hubbard, virtuoso e versatile suonò con John Coltrane nel capolavoro “Ascension”, con Ornette Coleman nel maestoso “Free jazz”; non minori le sue collaborazioni con Herbie Hancock nel bellissimo “Maiden voyage” e nell’intenso “Out of lunch” di Eric Dolphy, militò inoltre nell’Art Blakey Jazz Messengers. Dopo una carriera gloriosa ,nel 1993 per un’infezione al labbro superiore non potrà più suonare la tromba, dopo un anno e mezzo di cure tornerà a suonare ma il flicorno. La malattia ormai ha compromesso  anche il suo equilibrio mentale, infatti nell’ultima occasione avuta di vederlo in concerto a Zafferana Etnea, prima di salire sul palco non si presentò sobrio poiché nascose i suoi problemi di salute con l’alcool. Tra alti e bassi tenterà di rimanere nell’ olimpo dei grandi del jazz, fino al dicembre 2oo8.Questa sera per onorarlo sul palco si sono presentati sei valorosi musicisti, vere perle del jazz. Il combo è costituito da Billy Harper al sax, tra le sue collaborazioni annovera i nomi di Max Roach, Randy Weston, Art Blakey ,David Weiss alla tromba, importante per la sua formazione la collaborazione con il pianista di John Coltrane, Jaki Biard, Eddie Henderson alla tromba gia’ con Woody Shaw,Dinah Washington e Alice Coltrane, arpista moglie di John Coltrane, ma questa è un’altra storia, Cecil Mc Bee al contrabbasso collaboratore di Miles Davis, Keith Jarrett, Sam Rivers, Wayne Shorter, Yusef Lateef, Freddie Hubbard, Bill Hart alla batteria con innumerevoli collaborazioni, tra le piu’ importanti quella con Miles Davis,George Cables al piano gia’ con Sonny Rollins, Gary Bartz, Sarah Vaughan. Il concerto si sviluppa nel territorio che ha reso famoso Freddie Hubbard ovvero l’hard bop. I brani che eseguono mettono in mostra le tecniche superbe senza mai essere fine a se stesse. Si inizia con “ Capra Black” le linee si muovono su note acute molto care a Freddie Hubbard, i musicisti sciorinano sui loro strumenti, possente il drumming di Hart, corpose le traiettorie sostenute dal pianismo di Cables, fluide  le note sviluppate dalla sezione fiati, perfetto il lirismo emanato dal contrabbasso di Mc Bee. Si prosegue con “Peacemaker” dove Hart con la batteria scandisce il ritmo irrequieto del cuore; il brano è basato su linee dai nervi scoperti per poi ammorbirsi. L’apoteosi viene giunta con l’esecuzione del capolavoro “The Core ”, dopo un intro di contrabbasso dove Mc Bee mostra la sua inarrivabile tecnica con un assolo da accapponare la pelle, il tema si sviluppa con delle soluzioni veramente roboanti dove Weiss anche se ha soli 45 anni mostra la sua padronanza alla tromba senza scimmiottare altri maestri, accanto a lui Eddie Henderson altra grande realtà nella storia della tromba che spesso lascerà  la scena per bere un buon bicchiere di vino, si mostrerà puntuale ed peculiare nei suoi interventi. Billy Harper sciorina al sax tracciando linee veramente trascinanti inarcandosi in note dai tempi veloci, Cables colora il tutto scegliendo tinte molto forti danzando sui tasti del piano. La performance prosegue senza mai  perdere la sua briosità con le intense ”Sweet Rita part 2” “The chief” e la finale “Priestess”. Dopo un’ acclamata esibizione il pubblico rimasto, veramente interessato al jazz non come molti con aria aristocratica che hanno  abbandonato la sala  mostrando  mancanza di sensibilità ed educazione, i musicisti si sono ripresentati per un bis dai sapori  profumati con ricercate spezie. Spiace segnalare che molti abbiamo pensato che capire di jazz e’ indossare giacche e cravatte,profumarsi ,bere un bicchiere di vino, ascoltare un brano e disturbare la platea scappando dalla sala. Strano notare che non erano presenti i cultori di jazz  di Catania . Il jazz è cultura non è musica per accompagnare un piatto di pasta alla carbonara, cotolette  e  bere vini pregiati. IL Jazz  ha bisogno di estimatori e non di un pubblico cosi poco interessato alla musica, che si mette in posa come se fossero loro quelli da applaudire e contemplare. Onore ai musicisti che hanno omaggiato con gusto, prelibatezza e senso di rispetto la memoria di un  grande del jazz. Freddie Hubbard è stato un grande trombettista, ma purtroppo molti intervenuti non sapevano neanche chi era il musicista che veniva celebrato. L’importante per loro era cenare non ascoltare musica. Anche se il comportamento del pubblico ci ha infastidito torniamo a casa entusiasti di aver assistito ad un grande evento. Alla prossima.