Ricerca: comunicare e muoversi con il respiro


Un rivoluzionario dispositivo messo a punto dagli scienziati israeliani in Neurobiologia del Weizmann Institute può aiutare i disabili con sindrome di “locked-in”

Un dispositivo unico nel suo genere in grado di offrire alle persone con sindrome di ‘locked in’ la possibilità di comunicare con l’esterno e ai disabili di guidare con facilità la loro sedia a rotelle, senza nemmeno sfiorarla. È lo strumento messo a punto al dipartimento di Neurobiologia del Weizmann Institute (Israele), che funziona, a sorpresa, attraverso il respiro del paziente.

L’innovativo apparecchio identifica i cambiamenti della pressione dell’aria all’interno delle narici e li traduce in segnali elettrici. Con risultati sorprendenti: una paziente con sindrome di “locked-in”, cioè “imprigionata” nel proprio corpo a seguito di un ictus, senza possibilità di muoversi nè di comunicare, è riuscita a imparare come mettere in pratica il sistema in alcuni giorni e a mandare ai propri familiari il primo “messaggio” dopo sette mesi di oblio. Un altro paziente vittima di un incidente stradale ha persino affermato, utilizzando proprio il nuovo sistema, che esso è molto più facile da usare rispetto ad altri. Oltre alla comunicazione, il dispositivo potrà servire anche come meccanismo per il movimento delle sedie a rotelle: due inspirazioni significheranno “avanti”, mentre due espirazioni vorranno dire “indietro”, e così via. E dai test effettuati è emerso che una persona paralizzata dal collo in giù, in soli 10 minuti, diventa capace di guidare la sedia a rotelle tanto quanto una persona sana.

da http://www.vita.it

Annunci

Il coraggio e’ nel cervello, ecco come abbiamo “fegato”


Siete dei cuor di leone? Dipende da un’area del cervello che si attiva quando intraprendiamo scelte e azioni coraggiose. Il cuore del coraggio è stato scoperto da Yadin Dudai della Weizmann Institute of Science a Rehovot presso Israele in un lavoro pubblicato sulla rivista Neuron. Si tratta della corteccia cingolata subgenuale anteriore e si accende quando compiamo un’azione coraggiosa vincendo una nostra paura. La scoperta potrebbe aiutare nella cura delle fobie: un’ipotesi terapeutica potrebbe per esempio essere di stimolare l’area del coraggio per renderla più forte contro le paure. Gli esperti hanno coinvolto un gruppo di volontari e sondato la loro paura dei serpenti; poi li hanno messi di fronte la paura, un serpente, chiedendogli se avevano il coraggio di avvicinarselo. La scoperta è stata che, nonostante la paura dichiarata, nel cervello dei coraggiosi che accettano di avvicinarsi al serpente, si attiva la corteccia cingolata subgenuale anteriore.

fonte ANSA

Noa: la Bibbia nel bene e nel male


di Sara De Carli

La cantante al Festival biblico, che apre oggi a Vicenza 

Con la sua musica internazionale e multietnica, che intreccia jazz, pop,  rock e sapori mediorientali, la cantante israeliana Noa diffonde un messaggio  di pace e di dialogo fra i popoli. Tanto da farne quasi un timbro musicale.  Sarà lei – domenica 30 maggio – a chiudere la sesta edizione del Festival Biblico, che si apre oggi a Vicenza: tema della sesta edizione «L’ospitalità delle Scritture». 

Il fitto programma di incontri e spettacoli  prende il via con una lectio magistralis di Enzo Bianchi, che ci ricorderà  come l’ospite «non è colui che scegliamo di invitare in casa nostra», ma  «colui che emerge, non scelto, davanti a noi: è colui che giunge a noi  portato semplicemente dall’accadere degli eventi e dalla trama intessuta  dal nostro vivere, perché l’ospitalità è crocevia di cammini». Per questo  per il Priore della Comunità di Bose «ospitare è uscire dalla logica dell’inimicizia,  è fare del potenziale nemico un ospite». Un concetto che condivide anche  Noa, come spiega in questa intervista raccolta per Vita

VITA: Il Festival  sostiene che dalla Bibbia possiamo imparare una forma di ospitalità che  guarda allo straniero non come minaccia ma come messaggero di Dio, irruzione  dell’altro. Sicuramente un tema attuale, ma pensa che davvero sia possibile  per una società laica trovare esempi praticabili nella Bibbia?
NOA:
Non  c’è dubbio che viviamo in un mondo che potrebbe avere un senso di ospitalità  più profondo, soprattutto verso gli immigrati. Credo che una persona che  ha sofferto o è stata perseguitata meriti di avere una chance per migliorare  la sua vita. Se quella persona è accolta a braccia aperte, sono certa che  lavorerà duro e si impegnerà al massimo per tentare di essere all’altezza  della possibilità che ha ricevuto e per diventare parte integrante e produttiva  quella società che gli ha aperto le porte. 

VITA:Cos’è per lei l’ospitalità?  Nella sua vita quotidiana e in senso sociale…
NOA:
Ospitalità significa  accettare coloro che sono diversi da noi, gli sconosciuti, specialmente  quelli che hanno bisogno di aiuto. Significa accogliere nelle nostre case  e nella nostra vita tutte le persone, indipendentemente dalla loro razza,  religione, status sociale, nel segno dell’arricchimento reciproco. Personalmente,  oltre a collaborare con musicisti con background culturali vari, che è  già di per sé una forma di ospitalità, mi piace invitare a casa mia persone  dalle più varie estrazioni, come nostri ospiti. È una lezione importante  per i miei figli: dopo tutto non c’è miglior lezione che un’esperienza  personale. 

VITA:Lei ha detto che «la religione apre i cuori ma non le  menti»: qual è il suo rapporto con la religione in generale e in particolare  con la Bibbia?
NOA:
Non sono una persona religiosa. Credo solo nell’amore,  nella compassione, nella gentilezza e nella generosità. Credo che nessuna  religione possa vantare il monopolio su questi valori, che sono le cose  più importanti nella nostra vita. La religione ha dimostrato troppo spesso  di essere una fonte di conflitto, odio e miseria e la maggioranza dei leader  religiosi tradiscono costantemente il loro ruolo: invece di offrire conforto  e guida spirituale, promuovono sempre di più l’odio. Quanto alla Bibbia,  trovo che sia un’interessante documentazione di tutti gli aspetti dell’umano,  con tutta la sua complessità. C’è molto da imparare nella Bibbia, sia nel  bene che nel maleda www.vita.it

“Blue touches blue” by Noa


Blue touches blue
Touches grey touches brown
I look down at my feet, theyve been with me for years
I take one step for you and then two for myself
Oh, I need to be stronger
I need to be stronger

Blue touches blue
Touches black, then expands
All the tears and the years in the palm of my hand
Do you think you can tell me whats wrong and whats wronger?
I need to be stronger
I need to be stronger

I want to twist in your arms
Like a snake thats been charmed
Like a baby newborn with his arms groping out
I would shout but theres always a song and
I need to be stronger
I need to be stronger

Blue touches blue

I look down at my feet

I take one step for you

I need to be stronger

Blue touches blue
Touches gray, frothy white
Where my face is all blurred and reflecting the night
If I tell you I feel like a bird in the cold
And I need you to hold me?
I need you to hold me

Blue touches blue…

Noa interprets this song

http://www.youtube.com/watch?v=x8cYjPS_J-8&feature=related

http://www.youtube.com/watch?v=UQUKXU8u2bY

Shidonni: un Facebook formato bambini


Shidonni ovvero il social network a misura dei più piccoli. Una sorta di facebook capace però di tenere fuori dalla porta violenza o egoismo e  di rappresentare il mondo proprio come lo disegnerebbe un bambino. Questa l’idea realizzata da un gruppo di israeliani nella cittadina di Rehovot, a sud di Tel Aviv e diventata in poco tempo il primo e più popolato social network per utenti under 12.
Superata da poco la soglia dei 200.000 utenti, Shidonni e’ stato gia’ tradotto in otto lingue ed entro due mesi, secondo quanto svelano i suoi ideatori, sara’ disponibile anche in versione italiana.
“Alla base del sito – spiega Ido Mazursky, fondatore e amministratore delegato di Shidonni – c’è un concetto molto semplice: il bambino  disegna il suo personaggio o qualsiasi oggetto desideri e noi gli diamo vita”. Niente di strano quindi che lo spazio virtuale di Shidonni sia popolato da giraffe rosse a pois e da creature metà cane e metà mucca che si cimentano in gare di ballo o guidano auto velocissime.

Il sito prevede inoltre la possibilità di acquistare un pupazzo realizzato a mano del proprio alter ego. Secondo Mazursky, l’unico limite di questo mondo e’ la fantasia del bambino.    
A differenza  di Facebook, Shidonni non permette interazioni con utenti sconosciuti: garantendo un livello di tutela e protezione per il quale ha ricevuto un riconoscimento internazionale dalla Coalizione per la sicurezza su internet lo scorso settembre

fonte tgcom

Il vostro futuro o semplicemente lo swing del caffè?


fondi tazza caffèdi Daniela Domenici

Da Israele ci arriva questa notizia: i bevitori di caffè di una popolare catena israeliana possono farsi predire il futuro gratuitamente se bevono, pagandola, una tazza della miscela che lascia tracce sul fondo.

Le cameriere delle filiali della Ilan’s Coffee House a Tel Aviv, dove il manager pubblicitario Michel Steg ha “affittato” una zingara indovina per insegnare allo staff come interpretare i fondi di caffè, annunciano “Una sorpresa ti sta aspettando quando finirai il tuo caffè”.

Il servizio gratuito è stato studiato per far aumentare le vendite nel mercato, altamente competitivo, del caffè in Israele.

E se adottassimo anche in Italia questa idea? Pensate che potrebbe avere successo?

di Daniela Domenici

Noi, personalmente, siamo convinti che sarebbe un successo travolgente sia per il consumo di tazzine di caffè pro-capite degli italiani che per l’amore per l’astrologia.

Thanks to Elana Ringler, Douglas Hamilton and Steve Addison – Reuters Tel Aviv