Cronistoria del decreto salva-precari


di Monica Maiorano

salva precariNei giorni scorsi abbiamo seguito con non poca trepidazione le vicende riguardanti il mondo della scuola ed in particolare le discussioni alla Camera sul famoso decreto salva-precari.

Tutti abbiamo capito che c’è stato il via libera al decreto legge tra non poche polemiche, fuori e dentro l’Aula.

La Camera ha approvato il testo con 263 voti favorevoli di Lega e Pdl, 196 contrari di Pd e Idv e 33 astenuti dell’Udc. Il provvedimento passa ora all’esame del Senato.

Per fare il punto della situazione ricordiamo che tre sono gli emendamenti che riguardando da vicino i docenti precari e cioè l’estensione dei benifici del salvaprecari a tutti coloro che lo scorso anno hanno lavorato per almeno 180 giorni e la possibilità di impiegare i precari in progetti “di carattere straordinario” della durata di massimo 8 mesi, promossi da scuole e regioni, la possibilità di aggiornare le graduatorie ad esaurimento 2011/2013 richiedendo l’inserimento in un’altra provincia, a pettine, mantenendo il proprio punteggio ed infine la possibilità di trasformare i contratti a tempo determinato in contratti a tempo indeterminato sulla base delle immissioni in ruolo.

Per chi vive ed ha sempre lavorato nel mondo della scuola la domanda sorge spontanea: cosa è cambiato?

Assolutamente nulla, risponde il segretario della CISL, è stata scritta un’altra brutta pagina nella storia della scuola ribatte il segretario della CIGL ed il presidente dell’Anief annuncia nuovi ricorsi se il testo verrà approvato al Senato.

Intanto è previsto per oggi lo sciopero generale con manifestazione nazionale a Roma di tutti i lavoratori, indetto da Cobas, Cub e SdL per dare una forte risposta alla valanga di licenziamenti in corso, ai massicci tagli alla scuola pubblica con l’espulsione in massa dei precari, alla chiusura di tante aziende, all’attacco al contratto nazionale, alla xenofobia e al razzismo.

Fonte: Adnkronos

Decreto salva-precari, scontro fisico alla Camera di Monica Maiorano


scuola-fioroni-gelmini-thumbSi è tenuto ieri pomeriggio alla Camera l’esame del disegno di legge di conversione del decreto-legge 25 settembre 2009, n.134, recante disposizioni urgenti per garantire la continuità del servizio scolastico ed educativo per l’anno 2009-2010. 

La novità principale che dovrebbe essere inserita, ma le notizie sono ancora incerte, è una graduatoria unica a partire dal 2011.

Nel testo che è stato presentato si legge: «Il decreto con il quale il ministro dell’Istruzione dell’università e della ricerca dispone l’integrazione e l’aggiornamento delle predette graduatorie per il biennio 2011-2012 e 2012-2013» è improntato «al principio del riconoscimento del diritto di ciascun candidato al trasferimento dalla provincia prescelta in occasione dell’integrazione e dell’aggiornamento per il biennio scolastico 2007-2008 e 2008-2009 ad un’altra provincia di sua scelta con il riconoscimento del punteggio e della conseguente posizione di graduatoria». Il che dovrebbe portare dal 2011 alla riduzione a due del numero di province per le quali si può esercitare l’opzione da parte degli insegnanti, nonché introdurre l’inserimento nelle graduatorie secondo la modalità cosiddetta ‘a pettine’ e dunque introdurre una sorta di graduatoria unica. Per la graduatoria attuale, resta quanto previsto dall’emendamento della relatrice Paola Pelino che ha confermato la possibilità di scelta in altre tre province, ma in coda alla graduatoria.

Ma proprio mentre si doveva votava il primo emendamento del decreto il clima diventa rovente.

Scoppia lo scontro quasi fisico tra opposizione e maggioranza tanto da dover intervenire i commessi per bloccare Polledri della Lega scagliatosi contro Soro che accusava Lupi di un comportamento scorretto.

Il risultato della votazione favorevole alla maggioranza è stato determinato dal voto di Carolina Lussana, entrata nell’Emiciclo a votazione aperta e che è stata attesa prima che venisse chiusa. Il capogruppo del PD Antonello Soro accusa il vicepresidente Maurizio Lupi di un comportamento scorretto, Lupi replica di aver rispettato il regolamento e dà la parola alla Lega riaprendo la votazione. Pochi attimi e al banco della presidenza scoppia il putiferio.

Al termine della votazione dure e amareggiate le dichiarazioni dei rappresentanti del PD.

”Oggi alla Camera mentre si stava votando il provvedimento sui precari della scuola e la maggioranza di centrodestra stava per diventare minoranza, abbiamo assistito a uno stravolgimento delle regole e del risultato. La conduzione dell’aula da parte del vicepresidente Lupi, ha fatto sì che il centrodestra, appena battuto sul rinvio in commissione della legge per dieci voti, tornasse ad avere la meglio. Dando la parola a tre deputati a votazione aperta, si è permesso che alcuni ritardatari potessero arrivare e, con il loro voto, bocciare l’emendamento dell’opposizione che impediva che i precari della scuola rimanessero tali a vita”.

Lo afferma Marina Sereni, vicepresidente dei deputati PD.

«Il governo e la maggioranza, con la complicità del vicepresidente Lupi, hanno scippato il futuro ai precari della scuola» attacca la capogruppo del Pd nella commissione Cultura della Camera, Manuela Ghizzoni. «Il presidente Lupi perdendo tempo e infrangendo il regolamento – aggiunge – ha permesso ad una maggioranza, vergognosamente latitante in Parlamento, di bocciare il nostro emendamento che stabilizzava i precari della scuola e permetteva la regolarizzazione anche per chi finora era stato assunto con contratti a tempo determinato». «È veramente una brutta giornata per la scuola e per il rispetto delle più basilari regole democratiche. Le dichiarazioni del presidente del Consiglio a favore del posto fisso – conclude Ghizzoni – completano la colossale presa in giro nei confronti di tutti i precari».

Rinviata ad oggi nuova discussione alla Camera.

Fonte:Asca.

Precari, in bilico l’inserimento a pettine, prima parte di Monica Maiorano


Dopo  l’ordinanza del Tar del Lazio di sabato a favore dell’inserimento in graduatoria secondo il punteggio posseduto, è stato presentato un emendamento al decreto legge sui precari che dovrebbe risolvere la questione della gestione delle graduatorie d’attesa. L’emendamento è stato presentato ieri dalla Relatrice, on. Paola Pelino del Pdl, in XI Commissione per impedire nell’a.s. 2009-2010  l’inserimento a pettine nelle tre province aggiuntive, scelte dai docenti che hanno vinto il ricorso al TAR. La votazione è prevista per oggi.

D’altra parte, la posizione della maggioranza è stata espressa con chiarezza da Mario Pittoni, capogruppo della Lega Nord in commissione Istruzione del Senato: ”Quella di garantire le legittime aspettative dei docenti che hanno da tempo scelto una provincia e non devono essere scavalcati dai nuovi inseriti, è una battaglia della Lega Nord”.

Dello stesso avviso la Cisl Scuola, che dalla voce di Francesco Scrima, fa sapere di essere favorevole ad un intervento di tipo legislativo che faccia chiarezza sulla questione graduatorie. In tutte le altre province – che a differenza del passato, non comporta un trasferimento ma sono date come opportunità aggiuntiva – è giusto adottare soluzioni che non contrastino con i diritti e le legittime aspettative di altri precari i quali, avendo scelto, a suo tempo, quella graduatoria, chiedono di non vedere compromessa e vanificata la loro posizione”.

E nel frattempo dalla maggioranza si cerca anche di agevolare l’uscita dei docenti: è quanto prevede un emendamento alla Finanziaria,  avanzato dal senatore Giuseppe Valditara.

Si propone uno scivolo di due anni per i prof che entro il 31 gennaio 2010 lascino in modo volontario il lavoro. ”Al personale docente delle scuole statali, collocato nell’ultima fascia stipendiale, che entro il 31 gennaio 2010, con decorrenza dal successivo primo settembre 2010, rassegni le dimissioni volontarie dall’impiego, è concesso – si legge nel testo – un accredito contributivo figurativo di due anni, utile anche ai fini del raggiungimento del requisito minimo per ottenere il trattamento di pensione di anzianità. Nel caso in cui il docente fosse già in possesso dei requisiti minimi previsti, l’anzianità contributiva posseduta, viene incrementata di un anno per coloro che presenteranno le dimissioni entro la predetta data”.

Ma non mancano le critiche al testo ”blocca sentenze Tar”: Marcello Pacifico, presidente dell’Anief, l’Associazione nazionale insegnanti ed educatori in formazione, che ha patrocinato i ricorsi alla magistratura amministrativa, ha spiegato che il testo ”assume sempre più i contorni di una legge ad ‘personam et contra ius’, che sfugge al criterio della generalità della norma e pone un conflitto tra poteri dello Stato”.

Fonte: Ansa.it