Non è vero che l’amore è cieco di Monica Maiorano


amore è ciecoSicuramente ognuno di noi avrà detto o sentito, almeno una volta nella vita, l’amore è cieco…quasi a voler giustificare, probabilmente, la non avvenenza del proprio partner; ebbene signori e signore è necessario trovare un’altra scusante.

L’antropologa americana Helen Fisher ha dimostrato l’importanza dello stimolo visivo nell’innescare una catena di reazioni negli innamorati con un conseguente  immenso desiderio di stare con la persona amata, fisicamente ed emotivamente.

Lo staff americano ha sottoposto a scanner cerebrale coppie di giovani innamorati per registrare le funzioni cerebrali degli stessi, in due situazioni opposte: la visione dell’amata/o e quella di semplici conoscenti.

I risultati ottenuti hanno evidenziato che c’è una base neuroendocrina dell’amore nelle sue varie forme innescata, appunto, dalla vista del proprio “amore”; fondamentale è la stimolazione di alcune cellule situate nell’ipotalamo. Sembra che il segreto dell’innamoramento, considerato come pulsione incontrollata di stare insieme, sia nascosto in due aree particolari del cervello: il nucleo caudale e l’area tegmentale, entrambi nell’emisfero cerebrale destro.

L’attivazione di queste aree aumenterebbe il livello di produzione di dopamina ed ossitocina,  neurotrasmettitori chimici strettamente collegati a sensazioni di piacere e soddisfazione, alla stregua di quanto fanno cioccolata o cocaina.

Da sottolineare è che uomini e donne reagiscono in maniera differente allo stesso stimolo, confermando la profonda differenza evolutiva tra cervello femminile e maschile. Da tali studi si evincerebbe una reazione particolarmente romantica nelle donne che, di conseguenza, attiverebbero comportamenti caricati di affetto e attenzione per il proprio partner; più istintive le reazioni negli uomini, invece, per i quali verrebbero messe in moto le zone legate al desiderio sessuale oltre a quelle della passionalità e gelosia.

Sicuramente uno a zero per i maschietti che, a furor di popolo possono gridare “è una questione di biologia, se vogliamo di neurobiologia” e ora ne hanno la prova!

Quanto alla sottoscritta, preferisco pensare alla visione del mio “ amore” come ad un incontro ravvicinato del tipo…, non so fate voi,… con tutte le reazioni che ne possono scaturire!