Demopolis, in Sicilia la tv è la prima fonte d’informazione


La televisione si conferma in Sicilia la fonte primaria di informazione. Per oltre un quarto dei cittadini è l’unico strumento impiegato: una percentuale ben superiore rispetto a quelle riscontrabili, in media, negli altri Paesi dell’Unione Europea. Sono i dati che emergono dal Monitor continuativo sull’opinione pubblica, diretto da Pietro Vento e realizzato a giugno dall’Istituto Nazionale di Ricerche Demopolis. Ampia parte della popolazione siciliana entra dunque in rapporto con l’attualità, con il mondo, il Paese, la Regione solo attraverso il filtro della televisione. Il 40% legge o sfoglia un quotidiano (per lo più siciliano) o un settimanale, il 27% ascolta la radio. Accanto alla stampa tradizionale ed alla radio, altri “canali” hanno assunto negli ultimi anni un’importanza crescente, come fonti di informazione. La fruizione di Internet, per aggiornarsi sull’attualità, rimane in Sicilia sotto il 35%, con nette differenze generazionali: il 57% dei giovani tra i 18 ed i 34 anni, per informarsi, si affida alla Rete, ma la percentuale degli utenti si abbassa drasticamente sotto il 10% tra quanti hanno più di 60 anni. Così i telegiornali restano, ad oggi, secondo la ricerca dell’Istituto Demopolis, la principale fonte informativa per il 91% dei siciliani. L’unica per più di 1 siciliano su 4.

da www.livesicilia.it

Eiaculazione precoce: ansia competitiva o malattia?


di Loretta Dalola

Il primo passo per affrontare l’eiaculazione precoce è conoscerne le cause, un problema che può essere risolto grazie alle informazioni.

E’ consigliabile in qualsiasi caso chiedere una consulenza specialistica. Si comincia dalla visita andrologica e dal controllo dei parametri medici. A volte alcuni farmaci possono essere di aiuto nel ritardare l’eiaculazione.

Una consulenza psicologica può invece essere molto efficace per riconquistare l’autostima e vincere l’ansia da prestazione.

Gli esperti spiegano che molti italiani colpiti da eiaculazione precoce rimandano una visita con lo specialista in quanto sono convinti che il problema possa risolversi da solo. Purtroppo, a causa di questo comportamento, si crea un carico di frustrazione che è direttamente proporzionale agli anni durante i quali il problema persiste.

E’ utile sensibilizzare gli uomini verso un problema che non è determinato solo da cause psicologiche ma anche fisiche e organiche. Questa condizione ha delle conseguenze a livello emotivo, sulla qualità di vita e, se non affrontata nel giusto modo, diventa un crescente problema per la partner, o per entrambi, fino a mettere a rischio lo stesso rapporto di coppia.
Questo problema provoca ansia, frustrazione, riduce l’autostima e la sicurezza sulle proprie capacità sessuali. Gli uomini pongono numerose barriere ad affrontare il problema e a parlarne. Diverse le motivazioni, prima fra tutte l’imbarazzo.

Ritengo doveroso puntualizzare che non esiste un criterio preciso per definire quand’è che si possa parlare di vera e propria eiaculazione precoce, perché non esiste un tempo stabilito a priori di quanto un uomo dovrebbe “durare”.

Si può dunque parlare correttamente di eiaculazione precoce solo quando vi sia persistente e ricorrente eiaculazione con minima stimolazione sessuale, prima o subito dopo la penetrazione (e comunque prima che l’interessato lo desideri).

Premesso che l’uomo che riesce a durare per ore si vede solo al cinema, sappiamo anche che per il suo orgoglio da leone, spesso l’uomo è portato ad avere dei contraccolpi psicologici forti dovuti all’incapacità di condurre a termine un rapporto sessuale.

L’ansia che deriva dalle prestazioni sessuali rappresenta un problema molto diffuso nella società moderna; la sempre maggiore competizione, anche tra i sessi, così come la pressione mediatica riguardante tutto ciò che concerne il sesso, ha spesso come risultato la paura della prestazione, il timore di non piacere, di non essere abbastanza capaci, di non essere all’altezza del proprio partner.

L’insicurezza della riuscita diventa causa sufficiente per la non riuscita.

Fra l’altro è bene puntualizzare che non essendo “macchine programmate a tempo“, l’insuccesso può accadere, e che quando ciò avviene è necessario prenderne atto evitando di attribuire ad esso significati eccessivamente negativi.

Non deve più rappresentare una sconfitta, un fallimento, un difetto, ma un’occasione di riflessione che può aiutare a riappropriarsi di un modo più sano e naturale di vivere le cose.

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