Torino indaga sui colori usati per i tatuaggi


Il colore usato per farsi disegnare sul corpo tatuaggi indelebili potrebbe essere nocivo alla salute e, addirittura, provocare il cancro. Per questo, il pm di Torino, Raffaele Guariniello, ha aperto un‘indagine e ha fatto sequestrare dei lotti di colori, che sono risultati contenere sostanze a rischio, in particolare delle ammine aromatiche vietate dalla legge e scadute. L’inchiesta procede e si estenderà anche ad altre regioni. 

L’indagine è partita dall’esigenza di seguire la risoluzione del Consiglio Europeo che indica la necessità di controllare i materiali usati dai tatuatori e il livello igienico di queste pratiche che possono anche veicolare infezioni e virus, compresi epatite e Hiv.

Così, la procura torinese ha sequestrato lotti di colori che contenevano sostanze a rischio. Per ora si tratta di sostanze contenute solamente nel rosso, nel giallo e nell’arancione, ma l’indagine è all’inizio.

Il pm Guariniello ha rintracciato poi un’azienda pugliese, l’unico distributore italiano che produce questi colori. I responsabili hanno fornito tutte le licenze necessarie per i propri prodotti.

L’inchiesta tuttavia procede ed è destinata a coinvolgere la Regione Piemonte, le altre regioni italiane, l’Arpa, il Ministero della Salute e i Nas dei carabinieri per controlli a tappeto

 fonte tgcom

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Inchiesta: torna di moda la verginità anche tra i maschi


verginitàIl 15% illibato a 25 anni, anche maschi

Il sesso libero e a tutti i costi? Non abita più tra i giovani. A fare da contrappeso a quanti scelgono di avere rapporti sessuali in età sempre più precoce, sono tanti quelli che a 25 anni sono ancora “puri” come gigli. E non si tratta solo di ragazze, che si confermano decisamente intraprendenti: sono soprattutto i maschi a ritrovarsi spesso maggiorenni e illibati. La quota di ventenni ancora ignari delle gioie dell’amore raggiunge infatti un considerevole 15%.

Lo rileva un’indagine Gfk Eurisko condotta su 3mila persone di età compresa tra i 18 e i 55 anni. I motivi per cui tanti ragazzi arrivano anche a 20-25 anni senza aver sperimentato il sesso sono numerosi e molteplici: “Un po’ per via di un’immaturità più spiccata e un po’ per paura della sessualità”, spiega il segretario generale della Società italiana di urologia (Siu), Vincenzo Mirone. Insomma, alla base di questa “sindrome del giglio” dei ragazzi, soprattutto di sesso maschile, ci sarebbe una buona dose di preoccupazione, causata da “insicurezza, ansia da prestazione e un mix tra scarsa conoscenza in materia di educazione sessuale e assenza del conforto dei padri”.

Gli esperti puntano il dito in particolare proprio sull’assenza della figura genitoriale maschile: i padri sono sempre più impegnati e, per via del lavoro, praticamente assenti dalla vita dei figli. “Succede oggi più che nel passato”  spiega lo specialista “Tanto da innescare una vera e propria inversione di tendenza e da far tornare di moda la verginità fra i giovani.

I dati confermano: nella generazione nata sotto il segno della rivoluzione sessuale (cioè nel ’68) il numero di maggiorenni illibati era risicato e non superava il 3%, mentre oggi sfiora, come abbiamo visto, il 15%. Dall’altro lato, però, gli esperti registrano anche il fenomeno opposto, con l’età della “prima volta” che si abbassa per un numero sempre più ampio di teenager: nel 66% dei casi l’incontro con il sesso avviene prima dei 18 anni. Questo esordio precoce dieci anni fa interessava il 57% dei giovani. Spiega ancora Mirone: “Il primo rapporto si ha prima, soprattutto in una fascia culturale più avanzata. E, in questo caso, a pesare di più sul dato dei ‘precoci’ sono le ragazze, molto più intraprendenti, esperte e informate dei loro coetanei”.

 fonte tgcom