“Ho rubato un tramonto”


di Tiziana Mignosa

In questo tempo dove la tregua l’Amore canta

ho rubato un tramonto

attimo prezioso

evaso dalla voliera dalle aste di cristallo.

Prima di porgere la mano al buio

d’incendio il cielo

la pudicizia sua riflette a fette

vetri come specchi

 sulle case.

Raddoppia l’immensità

nettare prelibato per chi ha cuore per saggiare

calda luce imbocca alla mia arsura

che di bellezza sboccia sullo stupore

e mi ritrovo lì

nel punto esatto dove il rosso esplode

prima che il crepuscolo

si cambi d’abito

per la sensuale danza della sera.

Pochi attimi

assaporo lenta la mia gioia

prima che la vita

torni esattamente come prima.

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“Le anime gemelle”


di Angela Ragusa

Avvicinati mio cuore…
Non temere il vento.
Sotto terra
le nostre radici avvinghiate
sfideranno anche il tempo…
Sfioriremo,disselvendoci nell’aria ,
soffioni roteandi
cullati dai raggi del sole…

Nulla,però, distruggerà
l’eternità del nostro rifiorire…

Torneremo,quando pioggia
di nuovo verrà
a saziare il nostro tormento
e piccole,insignificanti anime gemelle
stupiremo ancora
chi del creato
ha dimenticato l’immensità

“Per amore ho scordato l’amore”


di Maria Grazia Vai

Ispirata da questa bellissima scultura di Lido Di Lupo

Ascoltando “Nights of silk and tears “ di Ernesto Cortazar
Troppa memoria dei dolori passati
rumoreggia tra il cuore e le stelle
Sono ricordi smarriti,

senza cornice e senza tempo

E camminano scalzi
Sopra i ciottoli dell’anima
dove muore anche l’eco del vento

Sono frammenti che non raccolgo
Resteranno conficcati
tra le ciglia e il respiro

Per amore ho scordato il mio amore
col fiato contro,
e le mani arrese

Perché l’Amore è fatto di te
e non c’è cuore che lo contenga
E non c’è luogo che lo trattenga.

Solo ricordi,
sospesi
tra le mie labbra, il tuo sorriso

e l’immensità del cielo

Essere pervasi dalla luce del proprio Sé superiore…


Senza che alcun segno precursore vi abbia avvertito, può accadere
che vi sentiate improvvisamente invasi dalla luce: tutto a un
tratto la vostra coscienza è proiettata molto in alto nel piano
della supercoscienza, e voi siete abbagliati dall’immensità e
dalla bellezza in cui vive il vostro Sé superiore… Purtroppo,
tale stato non dura, e voi riprendete di nuovo la vostra vita
quotidiana con le stesse preoccupazioni e le stesse debolezze:
vi sentite nell’oscurità, vi sentite soffocare, separati dal
vostro Sé superiore, il vostro Sé divino, come un frammento
separato dal Tutto… In seguito, di nuovo sentite un chiarore,
un’illuminazione, ma anche quel momento non dura.
Non scoraggiatevi, continuate a lavorare, a fare degli sforzi.
Un giorno, finalmente, dopo tutti quegli alti e bassi, dopo
tutte quelle oscillazioni fra chiarezza e tenebre, la luce non
vi lascerà più; avrete cambiato riva e sarete definitivamente
salvi.”

Omraam Mikhaël Aïvanhov

“Tu”


di Antonella Sturiale

  Tu…la goccia di pioggia

che bagna la testa.

Tu…il canto del mare

che sciaborda agli scogli.

Tu…l’anima immensa

che inonda la vita.

Tu

che ami,

piangi,

ridi,

gridi

Tu che giaci accanto

al mio corpo

che gode attimi d’immensità,

tu…che riempi

che colmi la vana mia esistenza d’infinito.

Tu … che sei tu semplicemente

grandemente

tutta la vita mia