La Madonna con Hitler bambino irrita la Versilia


La Madonna che tiene in braccio Hitler bambiano: l’immagine è su un manifesto della Versilia, semplice pubblicità che ha fatto irritare la Versilia d’estate. Succede a Pietrasanta, Lucca, e la maternità è stata scelta per  la mostra ‘Zeitgeist’, del pittore Giuseppe Veneziano.

Il parroco don Stefano D’Atri e alcune associazioni combattentistiche partigiane hanno innescato la protesta. Il sindaco, Domenico Lombardi (Pd), ammette: ”Mi prendo tutte le responsabilità per aver dato l’ok a quella immagine. Ma non l’avevo vista prima, altrimenti forse ne avrei scelta un’altra”.

Il quadro scelto per i manifesti dell’esposizioneè la ‘Madonna del Terzo Reich’, dove sono raffigurati una donna e un bambino con tratti hitleriani: i baffetti e la fascia rossa con la svastica nera su cerchio bianco al braccio.

Il primo cittadino chiarisce che la scelta di invitare Veneziano a Pietrasanta non è stata della sua amministrazione ma della precedente giunta, guidata da Massimo Mallegni (Pdl). ”Me ne prendo comunque tutte le responsabilità- dichiara spiega Lombardi – e chiedo scusa se questo quadro offende la sensibilità degli esponenti religiosi o dei partigiani. Credo però che Pietrasanta da sempre si contraddistingue nel panorama artistico perché preferisce il confronto alla censura”. L’autore dell’opera, Giuseppe Veneziano, citando Alda Merini, replica così alla polemiche: ”La cosa meno scandalosa nella vita è lo scandalo. Sulla provocazione la questione è piu’ complessa. Se l’arte non provoca, allora cosa deve fare?”.

da http://www.blitzquotidiano.it

Primo Levi 11 aprile 1987


Oggi moriva Primo Levi, un autore fondamentale della letteratura italiana del ‘900, che ha vissuto l’esperienza dei lager nazisti, per ricordarlo pubblico a sua celebre poesia

“Se questo è un uomo”

“Voi che vivete sicuri

Nelle vostre tiepide case,

Voi che trovate tornando a sera

Il cibo caldo e visi amici:

 

   Considerate se questo è un uomo

   Che lavora nel fango

   Che non conosce pace

   Che lotta per mezzo pane

   Che muore per un sì o per un no.

   Considerate se questa è una donna,

   Senza capelli e senza nome

   Senza più forza di ricordare

   Vuoti gli occhi e freddo il grembo

   Come una rana d’inverno.

 

Meditate che questo è stato:

Vi comando queste parole.

Scolpitele nel vostro cuore

Stando in casa andando per via,

Coricandovi alzandovi;

Ripetetele ai vostri figli.

  

   O vi si sfaccia la casa,

   La malattia vi impedisca,

   I vostri nati torcano il viso da voi.”

“Senza Hitler” al teatro Brancati di Catania


Mercoledì 24 febbraio 2010 alle ore 21 debutta al Teatro Vitaliano Brancati, in via Sabotino a Catania, la commedia “Senza Hitler” scritta da Edoardo Erba, autore contemporaneo già applaudito dal pubblico e dalla critica durante la scorsa stagione teatrale, sempre al Teatro Brancati,  per “Margarita e il gallo”. Due atti tra il drammatico e il grottesco, tra la risata e la tragedia, diretti da Armando Pugliese che costruisce una regia interamente al servizio della sorpresa. In scena come protagonisti due interpreti d’eccezione quali Andrea Tidona e Carla Cassola insieme a Giovanni Carta e Barbara Giordano.

Come sarebbe stato il mondo Senza Hitler? E soprattutto chi e cosa sarebbe diventato Adolf senza Hitler? Se non avesse mai ricevuto quel secco no, quel fatidico verdetto: «Scarso talento, prova di disegno insufficiente!» di non ammissione all’ Accademia di Arti Figurative di Vienna nel 1907.

E se invece avesse superato quell’esame? Erba ci proietta in una dimensione parallela in cui Adolf, che  viene promosso all’ Accademia di Belle Arti,  realizza il sogno della sua giovinezza: diventare pittore. Un tema affrontato con ironia che reinventa così la storia di un secolo.

Lo spettacolo assume i caratteri di un thriller in un gioco di rimandi, incastri e metafore; è una divertente sciarada espressionista che si caratterizza per le pennellate aggressive e vivaci, in cui l’invenzione teatrale funziona da specchio rimandandoci la figura di un dittatore che senza quella bocciatura sarebbe diventato soltanto un pittore folle, mediocre ed irrequieto.