8 marzo…a modo mio :-)


E siamo a 1.500 inserimenti con questo…spero di avervi regalato abbastanza inputs per nutrire la vostra e la mia mente…

per festeggiare a modo mio l’8 marzo (che dovrebbe essere tutti i giorni dell’anno:-) pubblico nuovamente questa mia filastrocca…

Filastrocca su donne e motori

E’ un’opinione purtroppo latente

che noi donne quando siamo al volante

anche se siamo le più attente

siamo un pericolo costante.

C’è pure un altro proverbio

che dice che donne e motori

e qui nasce con me un diverbio

siano gioie ma anche dolori.

Schumacher in gonnella vengo chiamata

per la mia guida veloce, scattante e sicura

vi invito a provare a fare una passeggiata

e non proverete la benché minima paura.

Arabia, “eroina” e fuorilegge


Sfida il divieto di guida e salva molti

Una ragazzina ha sfidato il divieto di guida per le donne in Arabia Saudita, ha preso il fuoristrada del padre e con l’ausilio di una corda ha salvato i suoi familiari e diverse altre persone intrappolate dall’acqua per le alluvioni che hanno colpito a fine novembre il Paese del Golfo. Lo riferisce la stampa saudita, che fa risalire l’episodio al 25 novembre, quando Malak Al-Mutairy, guidando il suv di papà, è diventata una vera eroina.

Nella regione pianeggiante della Qous Valley, vicino a Gedda, la ragazzina, secondo quanto scrive il sito online del quotidiano in lingua inglese “Arab News”, si è munita di una corda, è salita alla guida del suv Gmc del padre, l’ha parcheggiato in un punto elevato e, con l’acqua fino alla vita, si è avvicinata il più possibile al padre e al fratello che, in piedi sul tettuccio della loro auto, stavano per essere sommersi dall’acqua. E’ riuscita quindi a gettare loro un capo della fune, di cui ha poi legato l’altro capo al verricello della jeep, e ha trainato l’auto fuori dall’acqua.

“Ho dovuto sfidare la terrificante alluvione e la pioggia per salvare mio padre perché nessuno rispondeva alle sue grida di aiuto”, ha detto la ragazzina.

Ma sulla stessa strada c’erano altre automobili sommerse con altra gente che chiedeva aiuto e Malak, senza ascoltare il padre che la supplicava di non rischiare, ha compiuto la stessa operazione diverse volte, trainando fuori dall’acqua alta altre otto automobili. Una donna ha raccontato che se non fosse stato per l’intrepida ragazza sarebbe annegata con il marito e le figlie.

fonte tgcom

Guidosimplex: un modo per rendere autonomi i diversamente abili


E sempre nell’ambito di questa giornata dedicata alla disabilità pubblico nuovamente un altro mio articolo.

A Giovanni e alla sua splendida famiglia con affetto 🙂

di Daniela Domenici

Abbiamo incontrato Giovanni Spadaro, presidente de Il Faro Augusta Onlus che si occupa di tutto quello che riguarda il mondo dei diversamente abili, che ci ha voluto mostrare un sistema, montato su una macchina dell’associazione, che aiuta e render autonomi tutti quelli come lui che, purtroppo, hanno qualche problema alla deambulazione e, di conseguenza, alla guida della propria autovettura.

Si chiama Guidosimplex, è applicato al volante e consente di avere così la gestione di tutti i comandi cosicchè si può utilizzare il mezzo in piena autonomia; in particolare questo sistema darà la possibilità a Giovanni e agli altri atleti diversamente abili di Augusta di partecipare alle gare di handybike nella più totale autonomia senza dover chiedere l’aiuto di altri mezzi di trasporto. “Guidosimplex” è stato donato all’associazione dal Kiwanis di Augusta che Giovanni Spadaro, a nome dei colleghi, ringrazia sentitamente perché, anche grazie a questo sistema, il diversamente abile non si sentirà, come ha dichiarato Giovanni, “una persona da assistere e accudire ma un protagonista attivo della propria vita” a cui donare, da parte nostra, i cosiddetti “abili”, attenzione e sensibilità.

Giovanni, aspettiamo di fotografare e applaudire nuovamente te, Alessandro e Katia alla prossima gara di handybike a cui andrete con l’aiuto di Guidosimplex.

Mai più soli, una guida per i detenuti


di Paola Pioppi

CAPIRE DOVE si è finiti, quali sono i punti di riferimento e le procedure, come chiedere e a chi. Poterlo fare nella propria lingua, abbattendo le distanze tra chi non ha padronanza dell’italiano e chi deve, con difficoltà, dare le minime coordinate a chi finisce in carcere per la prima volta. Un problema reale, che al’interno della casa circondariale di Como è cresciuto assieme alla percentuale di popolazione straniera, giunta ormai al quaranta per cento.

LA «GUIDA per i detenuti di Como», presentata ieri all’interno del Bassone, è il risultato di un progetto nato tre anni fa, a cui hanno collaborato dieci detenuti e uno staff di cui hanno fatto parte la Cooperativa Questa Generazione e l’Auser, realizzata graficamente dal Centro Stampa Bassone. Si tratta di un volume destinato ad essere consegnato a chi entra in carcere per la prima volta, in cui sono racchiuse le informazioni essenziali per orientarsi, per capire quali sono le procedure, le figure a cui fare riferimento, le leggi essenziali, il personale, le attività e il lavoro all’interno dell’istituto. Il tutto realizzato in sette lingue in considerazione del numero di stranieri presenti – italiano, inglese, francese, spagnolo, albanese, rumeno, russo, arabo – a cui si aggiungono le versioni pronte in pdf di turco e cinese.

PER ORA ne sono state stampate mille copie, distribuite in tutto il carcere e a disposizione di chi farà ingresso in futuro. «È una guida transculturale – ha spiegato Mauro Imperiale, responsabile dell’area educativa, realizzata con l’aiuto di educatori e mediatori. È uno strumento di comunicazione per avvicinarsi al nuovo giunto, in un momento di adattamento alla vita carceraria». Dario, detenuto che lavora al centro stampa e che ha realizzato l’impaginazione della guida, ha spiegato che «è un progetto nato attraverso il confronto, senza distinzione tra detenuti, educatori, operatori penitenziari: confronto che non è una cosa scontata all’interno di questa realtà, dove ognuno ha i suoi ruoli e doveri, ma nonostante ciò è stato possibile fare un lavoro sinergico. Abbiamo creato un gruppo di persone di diverse etnie e culture, con una capacità comune: condividere l’ascolto reciproco, essere capaci di guardare al prossimo e prodigarsi per lui.

INIZIATIVE di questo genere devono avere la precedenza, perché attraverso l’impegno per la realizzazione di un bene comune, una persona ha la possibilità di crescere e di cambiare». Dal pubblico, uno dei detenuti è intervenuto ricordando che all’interno della guida si faceva riferimento a servizi che spesso sono carenti o inaccessibili all’interno del carcere: «È vero – ha risposto Federica Pisani – educatrice che ha fatto parte del progetto – ma questa guida non è una soluzione ai problemi. Serve piuttosto a individuare le criticità e a cercare di risolverle».

da www.ilgiorno.ilsole24ore.com

Usa: chiama la polizia per dire che guida ubriaca


old woman driving“C’è qualcuno ubriaco al volante dell’automobile!” chiamate del genere arrivano spesso al numero di pubblica sicurezza di tutti i paesi del mondo. Ma la telefonata che è arrivata al 911 della polizia stradale di Neilsville nel Wisconsin, è del tutto originale. Dall’altro capo del telefono la voce della signora Mary comunica agli agenti di essere in presenza di un guidatore ubriaco. Alla domanda “signora, ma può dirci se la macchina è davanti a lei, ci può dire l’esatta posizione del veicolo così possiamo intervenire?”. “Certo, sono io la persona ubriaca, la macchina è la mia!” risponde Mary. Dopo aver chiesto alla signora di fermare subito il veicolo e di aspettarli sul ciglio della strada, Mary è stata raggiunta dai poliziotti che le hanno fatto il test per valutare la quantità di alcol nel sangue. Mary era effettivamente ubriaca, aveva bevuto per tutta la notte. La signora ha comunque mantenuto un minimo di lucidità: ha affermato di aver chiamato gli agenti perché non voleva far del male a nessuno.

da www.intrage.it

Filastrocca su donne e motori


di Daniela Domenici

donne al volanteE’ un’opinione purtroppo latente

che noi donne quando siamo al volante

anche se siamo le più attente

siamo un pericolo costante.

C’è pure un altro proverbio

che dice che donne e motori

e qui nasce con me un diverbio

siano gioie ma anche dolori.

Schumacher in gonnella vengo chiamata

per la mia guida veloce, scattante e sicura

vi invito a provare a fare una passeggiata

e non proverete la benché minima paura.