Vita breve alle graduatorie ad esaurimento


di Monica Maiorano

In alcune interviste rilasciate nei giorni scorsi, il Ministro Gelmini ha lasciato intendere che prossimamente verrà rivoluzionato il sistema di reclutamento dei docenti.

Sembra imminente, infatti, l’approvazione, da parte del Consiglio dei Ministri, di un decreto legge che modifichi le procedure di formazione e reclutamento del personale precario della scuola e che preveda la cancellazione delle graduatorie ad esaurimento dei docenti.

Dalle indiscrezioni del Ministro emerge la parola chiave “merito”, ed ancora una volta pende la spada di Damocle sulla testa dei precari.

Opinione condivisa da molti è la convenienza del reclutare docenti giovani e preparati, per  rinnovare la classe docente, cosa che non sarebbe garantita dalle attuali graduatorie ad esaurimento, e a sentir la Gelmini quest’ultime avranno vita breve.

Sebbene circolino voci di un ipotetico accomodamento per i vecchi precari attraverso un canale riservato, le notizie non sono certe, certa è invece la notizia che il Decreto Valditara è stato bocciato, ma allora come si svecchiano le graduatorie?

E poi si è considerato che nelle graduatorie sono oggi incluse centinaia di migliaia di docenti abilitati all’insegnamento, laureati, vincitori di concorso, specializzati in scuole di perfezionamento post lauream, docenti che hanno continuato ad aggiornarsi, con master, corsi di aggiornamento, dottorati di ricerca, investendo tempo e denaro per accedere alla professione docente? E si è considerato che al percorso formativo, si aggiungono spesso molti anni di esperienza accumulata nelle scuole dai docenti precari?

E’ ovvio che sconforto e perplessità la fanno da padroni nel mondo dei precari, quando si leva la voce “vita breve alle graduatorie ad esaurimento”.

Il decreto sulla formazione delle future generazioni d’insegnanti è ormai cosa fatta, ma non dimentichiamo che già esiste un numeroso corpo docente, adeguatamente formato, in attesa di stabilizzazione dopo anni di lavoro precario e soprattutto non si dimentichi che le graduatorie ad esaurimento sono ben lontane dall’ essere esaurite. Sarebbe opportuno quindi, per il momento, prevedere la necessità di un nuovo percorso di formazione solamente per le classi di concorso esaurite o in via di esaurimento.

Il Coordinamento Precari Scuola Nazionale esprime grande preoccupazione per le indiscrezioni diffuse e si augura che tutte le forze politiche e sindacali si impegnino a mantenere le graduatorie del personale docente fino al loro completo esaurimento, salvaguardando il punteggio acquisito finora da ciascun docente, prima di dare avvio a nuove procedure di reclutamento, anche come garanzia di oggettività e trasparenza della valutazione dei titoli culturali e dell’anzianità di servizio maturati dai docenti abilitati.

Fonte: Orizzontescuola.it

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La Lega Nord vuole solo docenti con residenza


di Monica Maiorano

La Lega Nord torna alla carica contro i precari, in particolare non settentrionali, proponendo di escludere gli aspiranti docenti provenienti da fuori sede dall’inserimento nelle graduatorie se non residenti nella provincia in cui si produce la domanda.

Il partito del Carroccio fa sapere, dalla voce del capogruppo Mario Pittoni, che la proposta è già stata presentata sottoforma di disegno di legge e sottoscritto da tutti i parlamentari del gruppo.

Considerando il potere indiscusso della Lega Nord a livello politico, il consenso di una parte delle Regioni chiamate in causa, sicuro Lombardia e Veneto, e molto probabilmente anche di alcune sigle sindacali, la Uil Scuola e la Gilda insegnanti che essendosi espresse nei mesi scorsi a favore delle code se ne deduce saranno contrari agli spostamenti interregionali, è molto probabile che il disegno di legge vada avanti.

La Lega e quanti avallano la proposta si giustificano mettendo l’accento sulla mobilità territoriale da nord a sud che destabilizzerebbe le scuole del nord a causa dell’interruzione della continuità didattica.

Probabilmente i Parlamentari leghisti, e molti altri, non conoscono lo studio condotto dalla Fondazione Agnelli sui flussi della mobilità relativi all’anno 2009/10, l’analisi condotta è stata su quanto effettivamente pesano i trasferimenti di riavvicinamento alla propria regione d’origine di docenti del Sud che insegnano nelle scuole del Nord.

Dai risultati ottenuti il peso è irrilevante: i docenti che nel 2009/10 si sono trasferiti da Valle d’Aosta, Piemonte, Liguria, Lombardia, Trentino, Veneto, Friuli, Emilia-Romagna a sud sono stati 691, cifra irrisoria che non ha potuto di certo influire sulla qualità didattica.

Dallo stesso studio si evince che rilevante è, invece, la richiesta di mobilità all’interno delle stesse regioni padane: il 95.5% per il caso del Piemonte, il 93.6% per la Lombardia, il 96,2% per il Veneto. Questi dati riguardano i flussi all’interno della regione stessa, sicuramente non causati da docenti del sud che non hanno interesse a spostarsi da una provincia all’altra di una stessa regione, ma da locali padani che, avuto il ruolo in una determinata provincia perché più favorevole, tentano di ritornare presso i propri cari, un diritto da negare, secondo l’ideologia leghista, soltanto ai docenti meridionali.

Art.4 della Costituzione della Repubblica Italiana:

La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.

Quello proposto dalla Lega è, dunque, soltanto un criterio discriminatorio.

“Abbiamo imparato a volare come gli uccelli, a nuotare come i pesci, ma non abbiamo imparato l’arte di vivere come fratelli” Martin Luther King.

Fonte: OrizzonteScuola.it

Scuola secondaria II grado…e tutto tace…


di Monica Maiorano

E’ del 30 settembre 2009 l’ultima bozza del riordino delle classi di concorso per la Scuola secondaria di II grado, mancano poche settimane all’avvio delle operazioni di mobilità previste per l’anno scolastico 2010/2011 ed ancora non si hanno notizie certe sul destino delle nuove classi di concorso, ma soprattutto ancora una volta dei docenti coinvolti.

E’ stato annunciato per il 9 dicembre un incontro tecnico tra i funzionari del ministero ed i sindacati per discutere sulla non facile gestione del nuovo assetto della Scuola secondaria, ma di questo incontro non si ha alcun riscontro.

Tra le questioni da discutere: organici diversi tra le prime classi che adottano la riforma delle superiori e le ultime che mantengono l’attuale assetto; pubblicazione tardiva, rispetto alla tradizione, dei movimenti dei docenti della scuola secondaria superiore; allargamento degli attuali ambiti disciplinari d’insegnamento per i docenti che si ritroveranno in soprannumero, attraverso una riconversione full immersion o una sorta di autoformazione assistita.

Intanto lo Snals annuncia, tramite il vice segretario nazionale prof. Achille Massenti, il proprio impegno per ottenere la salvaguardia delle attuali titolarità indipendentemente dalla diversa attribuzione delle ore di insegnamento e l’entrata in vigore delle modifiche a partire dall’a.s. 2011/2012.

Ciò che di certo sappiamo il riordino dovrebbe essere posto in pratica già dall’a.s. 2010/11, a partire dalle prime classi.

Ciò che viene taciuto è invece sapere quali saranno le classi di concorso con il maggior numero di docenti soprannumerari, quanti altri tagli al mondo della scuola ci saranno.

Tra le proposte del Ministro per le nuove classi di concorso si parla di autoformazione per tutti quei docenti di ruolo soprannumerari che già insegnano nello stesso ambito di materie.

Corsi full immersion o una sorta di autoformazione assistita per cercare di collocare più facilmente i docenti che rimarranno senza cattedra.

Rispetto agli ultimi anni il CCNI di mobilità subirà quindi importanti variazioni.

Il ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, continua a dare per scontata l’applicazione della riforma alle prime classi a partire dal prossimo anno scolastico , non è altrettanto ancora chiaro quali saranno le materie che maggiormente verranno più sacrificate e, di conseguenza, produrranno un numero maggiore di soprannumerari. Molto dipenderà, naturalmente, da quanto, amministrazione e sindacati, riusciranno a venirsi incontro su un punto: l’allargamento delle materie di potenziale insegnamento.

Ma chi assicura che moltiplicare le abilitazioni ora in possesso dei nostri docenti potrebbe rappresentare la giusta scelta? Sicuramente valida la proposta per le casse dello Stato, ma basterà un corso ad ore per rendere gli insegnanti efficaci ed efficienti? Chi pagherà le conseguenze di questa tanto decantata “razionalizzazione”?

Gli interrogativi sulla sorte dei docenti, ma soprattutto degli studenti, sono tante eppure…” E tutto albeggia e tutto tace. Il fine è questo, è questo il cominciar d’un rito?…”(G.Pascoli).

Fonte: OrizzonteScuola.it

Continua la battaglia dell’ANIEF contro il decreto salva-precari


di Monica Maiorano

Nei giorni scorsi è continuata la battaglia dell’ANIEF contro il decreto salva-precari. Con una lettera al Presidente della Repubblica Napolitano l’ANIEF ha chiesto di rinviare all’esame del Parlamento una legge ritenuta ingiusta ed inutile da tutti i precari, disconosciuta dalle Regioni e illegittima  per la violazione degli articoli 3, 24, 51 comma1, 77 comma2, 97, 103, 111, 113, 117, 118 della Costituzione, nonché per la violazione della direttiva del Consiglio d’Europa del 28 giugno 1999 n. 1999/70/CE.

Lo stesso TAR del Lazio ha continuato la battaglia contro il D.L. 134/2009 approvato dal Governo e convertito dal Parlamento, i giudizi hanno infatti accolto una nuova richiesta dei legali dell’ANIEF per l’inserimento a pettine dei precari ricorsisti emanando una nuova ordinanza la n.5408 del 23/11/2009.

Nel frattempo procede il lavoro del commissario ad acta per i primi ricorrenti in quanto il testo definito della nuova legge non è stato ancora pubblicato in Gazzetta ufficiale.

Ieri Il Consiglio di Stato ha respinto l’appello del MIUR teso a impedire il trasferimento dei docenti da una provincia all’altra all’atto dell’aggiornamento delle graduatorie decretando una nuova vittoria dell’ANIEF nei tribunali, questa volta forti della nuova legge di conversione n.167/2007 del decreto legge 134/2009.

Il comma 4-bis dell’articolo 1 della legge 167/2009 pronuncia:

“Il decreto con il quale il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca dispone l’integrazione e l’aggiornamento delle predette graduatorie per il biennio scolastico 2011-2012 e 2012-2013, in ottemperanza a quanto previsto dall’articolo 1, comma 4, del citato decreto-legge n. 97 del 2004, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 143 del 2004, è improntato al principio del riconoscimento del diritto di ciascun candidato al trasferimento dalla provincia prescelta in occasione dell’integrazione e dell’aggiornamento per il biennio scolastico 2007-2008 e 2008-2009 ad un’altra provincia di sua scelta, con il riconoscimento del punteggio e della conseguente posizione nella graduatoria.”

Tale diritto era stato sempre concesso dal MIUR fino al 2009 quando decise con il D.M. 42/2009 di negarlo, anche se garantito dalla legge 143/04, recentemente ripresa dal comma 4-bis dell’articolo 1 della legge n. 167/2009 promulgata ieri in Gazzetta ufficiale, e voluto fortemente dal Ministro Gelmini per evitare il commissariamento e per dare copertura legislativa all’inserimento in coda previsto nelle province aggiuntive.

Ieri, il Consiglio di Stato con l’ordinanza n. 5865/09 ha confermato l’interpretazione dati dai giudici di primo grado in sede cautelare, tesa a garantire lo stesso principio del diritto al trasferimento, e ha respinto l’appello del MIUR presentato con il ricorso n. 8684/09. E’ evidente che non è cambiata la natura giuridica delle graduatorie, restano valide tutte le leggi previgenti riguardanti il funzionamento delle stesse graduatorie (leggi n. 124/99, 333/01, 143/04), non è avvenuta alcuna cristallizzazione delle posizioni dei docenti iscritti nelle stesse graduatorie.

Vista la nuova ordinanza di ieri del Consiglio di Stato l’ANIEF si dice confortato nelle scelte e nelle decisioni prese in materia e darà mandato ai legali di chiedere ai giudici del TAR Lazio nuove richieste di ottemperanza-commissariamento che permettano ai ricorrenti di trasferirsi nella nuova provincia scelta. Resta ferma la volontà di chiedere, comunque, agli stessi giudici, la remissione alla Corte Costituzione di quella parte del comma 4-bis dell’articolo 1 della legge 167/2009 che in violazione di una sentenza della stessa Corte, istituisce nuove fasce alle graduatorie ex-permanenti non previste dalla legge 296/06, per garantire quegli altri 15.000 docenti che si sono rivolti a noi per chiedere giustizia contro le code ed essere assunti secondo il merito.

Fonte: anief.it

Voto unanime alla camera: salve le graduatorie ad esaurimento di Monica Maiorano


graduatorieSi è discusso  oggi alla Camera,  ancora una volta sul decreto legge salva-precari, questa volta sembravano tutti d’accordo .

E’ stato, infatti, approvato all’unanimità un emendamento al decreto riguardante la possibilità di trasformare i contratti a tempo determinato in contratti a tempo indeterminato.

Secondo il testo iniziale veniva preclusa la maturazione di anzianità a chi era inserito nelle graduatorie ad esaurimento.

Sembra a questo punto aprirsi uno spiraglio per tutti quei precari del mondo della scuola che soggiornano da anni nelle graduatorie e che vedono ora la possibilità di un posto “fisso” tanto decantato in questi giorni e tanto sospirato da molti, soprattutto in questi giorni.

Soddisfatto l’ex ministro dell’Istruzione, Fioroni (Pd), secondo il quale ”con questo emendamento il Parlamento sventa il tentativo di scippare i diritti dei precari”. E se per l’UDC viene ‘’superata l’impostazione ragionieristica”, l’IDV con Paladini, sottolinea come ”venga in questo modo avviato un processo di recupero della professionalità”, anche se ”rimangono perplessità per quanto riguarda i tagli”.

Fonte: Ansa