Giuseppe Cucè ai Mercati Generali


di Daniela Domenici

Ancora una tappa dei concerti che Giuseppe Cucè, cantautore catanese, tiene in varie “locations” per promuovere il suo primo CD “La mela e il serpente”; ieri sera ha fatto tappa ai Mercati Generali, poco fuori Catania, sulla statale Catania-Gela.

Anche questa volta il cantautore etneo era accompagnato sul palco dai “suoi” musicisti: Francesco Bazzano alle percussioni, Antonio Masto ed Edoardo Musumeci alle chitarre, Marco Carnemolla al basso, Adriano Murania al violino e Alessandro Longo al violoncello. Sono un’ ensemble musicale ormai collaudatissima il cui affiatamento, percepibile e perfetto, fa da cornice magica alle canzoni di Cucè.

Special guest della serata la cantautrice catanese Agata Lo Certo feat Salvo di Stefano; con lei ha duettato nel primo brano della serata, tratto da “La mela e il serpente”, che è “Ghiaccio sul fuoco” di cui la Lo Certo è autrice della musica e il Cucè del testo.

Giuseppe Cucè si è avvalso di un’altra voce femminile per tre duetti inseriti in scaletta, Giovanna Damiano, giovane cantante etnea, con cui ha interpretato “Offese”, sempre tratto dal suo CD, la bellissima “Dio come ti amo” di Domenico Modugno e “Samba em preludio” del cantautore brasiliano Vinicius de Moraes. L’altro brano “forestiero” è stato il celebre “Paloma negra” di Chavelas Vargas.

A metà scaletta Giuseppe Cucè ha cantato “Rosa”, la canzone con cui ha partecipato alle selezioni dello scorso Festival di Sanremo dal testo drammatico e attuale incentrato sulla violenza alle donne.

Non poteva mancare l’omaggio di Cucè a due grandi cantautori italiani: ed ecco “Ritornerai” di Luigi Tenco e “Vieni via con me” di Paolo Conte.

Il brano conclusivo della serata è stato un omaggio alla sua terra di Sicilia rivisitato in una versione più attuale: l’intramontabile “Ciuri ciuri”.

 La fotografia è di Caterina Palermo

L’alchimista delle rose: Giuseppe Cucè


di Daniela Domenici

Come dev essere un alchimista delle rose? Prima di tutto delicato e poi aver voglia di stupirsi del miracolo quotidiano di ogni evento, piccolo o grande, della vita.

Giuseppe Cucè, giovane cantautore catanese, è allora un vero “alchimista delle rose” perché entra in punta di piedi, delicatamente, con le sue canzoni che sono spesso fiabe trasposte in versi pieni di fantasia; ma è un alchimista anche perché è un raffinato ricercatore della giusta “alchimia” tra emozioni, ritmo e denuncia sociale.

Ieri sera sul palco dell’Y’s Jazz Club a Catania Giuseppe Cucè ci ha regalato una serata magica, un viaggio intimista supportato dal bagaglio musicale accumulato negli anni e caratterizzato da esperienze apparentemente tra loro diverse che gli hanno permesso di formarsi stilisticamente, una serata durante la quale abbiamo ascoltato brani tratti dal suo CD “La mela e il serpente”,  alcune “cover” di Tenco, Conte e De Andrè, una canzone di Capossela, un testo in originale francese di Leo Ferrè, un brano in spagnolo di Paola Turci oltre che la sua canzone più recente, con cui ha provato a concorrere al recente Festival di Sanremo, “Rosa”, che è un brano di forte impatto emotivo perché tratta un tema doloroso: la violenza sulle donne.

Il leitmotiv di tutte le canzoni scelte da Giuseppe Cucè per la scaletta della serata era il “libero arbitrio” e per far questo ha voluto, appunto, unire la sua voce a quella di alcuni di coloro che hanno scelto di “scegliere” di rischiare, di sbagliare con la consapevolezza di non fare la cosa giusta soltanto per capirne ancora di più. Un esempio di libero arbitrio è anche quello perseguito dal maestro della musica d’autore francese Henri Salvador, “Monsieur Salvador”, come era soprannominato, cantautore a cui Cucè si ispira.

I formidabili musicisti che lo hanno accompagnato e che avevamo avuto modo di ascoltare e apprezzare l’anno scorso nel “Tributo a Tenco” sono: Francesco Bazzano alla batteria e alle percussioni, Antonio Masto alla chitarra classica, Marco Carnemolla al basso acustico, Adriano Murania al violino e Alessandro Longo al violoncello. A loro si è aggiunto una “new entry”: Edoardo Musumeci alla chitarra acustica che è anche l’autore di un brano in scaletta dal titolo “La luna nel pozzo”. In una delle canzoni tratte dal suo CD, “Offese”, Giuseppe Cucè è stato accompagnato dalla voce femminile di Giovanna Damiano, giovane cantante catanese.

Giuseppe Cucè e la sua band a conclusione della serata, ci hanno regalato un’a “rivisitazione” davvero particolare di un celebre brano della tradizione siciliana “Ciuri ciuri”.

Giuseppe Cucè e la sua “ROSA” per Sanremo


Grande opportunità quella che il destino ha riservato a Giuseppe Cucè: entrare nella “rosa” dei possibili partecipanti del Sanremo 2010.

Il cantautore catanese si presenta alla giuria della rassegna musicale ed al suo pubblico con un brano inedito scritto a quattro mani con il chitarrista Antonio Masto dal titolo: “Rosa”.

Si tratta di una scelta delicata ed impegnata non solo per la tematica trattata ma anche per lo stile musicale scelto. Tema purtroppo, sempre attuale per il quale già grandi cantautori del panorama musicale italiano hanno speso parole e musica: ognuno a suo modo.

Ed il cantautore catanese vuole essere vicino alle donne con la sensibilità, la passione e la sicilianità che contraddistinguono il suo stile. E’ un’opera cantautorale composta “di getto” che “prepotentemente” si fa strada dal profondo dell’anima dell’autore il quale, attraverso questo brano, fa emergere tutta la sua rabbia. Ma lo stesso Cucè non si rassegna anzi esprime il desiderio di voler cambiare le cose cercando, con il proprio lavoro, di risvegliare gli animi femminili scuotendo le coscienze e sottolineando il messaggio fondamentale che “il silenzio” è la forza della violenza.

Rosa” è essenzialmente una ballata nella quale l’autore affronta la delicata tematica della “violenza sulle donne” con “saudade” e “fado” tipici del suo stile. Suggestivo ed intenso è il verso centrale del brano: “come una rosa tu in un deserto non morirai non morirai nonostante la pioggia che non ci sarà”.

Sono tante le motivazioni che spingono a scrivere una canzone svelando, il più delle volte, la parte più intima di te stesso.

Oltre ad Antonio Masto, coautore e chitarrista, hanno suonato con Giuseppe Cucè: Francesco Bazzano (batteria e percussioni); Marco Carnemolla (basso); Adriano Murania (violino) ed Alessandro Longo (violoncello).

Per la partecipazione a Sanremo 2010 verranno selezionati solo i brani più ascoltati e più votati online sul sito Rai (http://www.sanremo.rai.it) (selezionare la sezione “Nuova generazione” e quindi cliccare su “Giuseppe Cucè”). La votazione è gratuita e per essere effettiva è indispensabile selezionare le 5 stelline per il gradimento.

Ora più che mai è necessario il supporto del pubblico che ha seguito numeroso Giuseppe Cucè in questi mesi senza fargli mancare l’affetto e la stima.

http://www.youtube.com/watch?v=ZgZK3LiY81g

Link diretto al sito della votazione:  http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-4f444c67-b7c0-4aac-963b-5fc0481337d8.html?p=4

Giuseppe Cucè in un nuovo concerto “live” a Catania


di Daniela Domenici

Mercoledì 25 novembre alle ore 21.30 presso ZO – Centro Culture Contemporanee di Catania Giuseppe Cucè sarà protagonista di un nuovo concerto dal vivo: “La mela e il serpente”, titolo anche del suo primo album pubblicato lo scorso 26 giugno con la TRP Music con il quale riscuote un buon consenso di pubblico e di critica non solo in Italia ma anche all’estero.

Giuseppe Cucè, conosciuto anche per lo spettacolo di teatro-musica “Oltre le nuvole – Luigi Tenco Tribute” che l’ha visto protagonista con altri importanti interpreti della tradizione canora siciliana, torna ad esibirsi dal vivo presentando al pubblico catanese questo un nuovo evento: “un concerto a più voci sul tema del libero arbitrio”. Verranno proposte al pubblico interpretazioni inedite tratte dal cd “La mela e il serpente” ma non mancheranno importanti cover di noti cantautori (Tenco, Conte, De Andrè). Sul palco, inoltre, saranno protagonisti con Giuseppe Cucè musicisti del calibro di: Francesco Bazzano (batteria e percussioni); Antonio Masto (chitarra classica); Edoardo Musumeci (chitarra acustica); Marco Carnemolla (basso acustico); Adriano Murania (violino); Alessandro Longo (violoncello).

Sarà ospite della serata Giovanna Damiano, giovane interprete catanese con grande “personalità vocale”, che duetterà con Giuseppe Cucè coinvolgendo il pubblico in un vero e proprio “viaggio artistico” che, partendo dall’oriente, attraverso sonorità mediterranee, condurrà il cantautore ed il suo pubblico nella città natale, Catania, terra di mille contraddizioni rappresentate essenzialmente dal dualismo acqua/fuoco con il quale ogni catanese deve imparare a convivere.

Il live “La mela e il serpente” sarà, infine, impreziosito dalla partecipazione straordinaria di Agata Lo Certo, cantautrice catanese che “ama la musica, ama scrivere e ama raccontare se stessa attraverso le sue canzoni”.

Giuseppe Cucè a Parigi al Thèatre du Petit Saint-Martin.


di Daniela Domenici

giuseppe cucèEvento di altissimo contenuto artistico: ecco arrivare a Parigi, al Thèatre du Petit Saint-Martin al 17 di rue Renè Boulanger il prossimo 16 novembre alle ore 20.00, Giuseppe Cucè, il cantautore catanese nuova rivelazione della scena musicale italiana che, prima ancora di pubblicare il suo primo album “La mela e il serpente” lo scorso 26 giugno, aveva già guadagnato l’attenzione della stampa specializzata; TGCOM, per esempio, ha definito la sua musica “coraggiosa e raffinata dal gusto estremamente acustico”.

Chitarre e linee di archi creano atmosfere del sud del mondo su cui la voce del cantante Giuseppe Cucè disegna ammalianti spirali melodiche; anche per il mood dalle fogge mediterranee” che si respira nei suoi brani è stato anche paragonato a cantautori illustri quali Vinicio Capossela e Mario Venuti. Il cantautore catanese si candida quindi a diventare nuovo fenomeno di culto per gli estimatori del versante world music.; il suo concerto di lunedì 16 Novembre alle ore 20.00 porta Parigi al centro della nuova world music europea dando spazio a sonorità in stile Capossela, Conte, De Andrè e Tenco.

Giuseppe Cuce’ nasce a Catania l’8 Settembre 1972. Fin dall’adolescenza mostra una grande sensibilità verso l’arte che inizialmente esprime fissando i suoi pensieri sulla tela. Dopo qualche anno abbandona la pittura e, grazie anche alla figura del padre ex musicista e cantante, scopre un modo più consono per esprimersi attraverso il canto, la danza e la recitazione. La naturale evoluzione del suo talento lo avvicina sempre di più alla musica e Giuseppe comincia a frequentare gli ambienti e i protagonisti musicali più importanti della sua città. Conosce Stefania Patane’, musicista e cantautrice catanese, con cui intraprende lo studio del “voicecraft” presso il centro studi musicale etneo CESM dove inizia anche lo studio della chitarra. L’inizio del suo percorso da cantante è segnato da artisti che abbracciano il genere della bossanova – Vinicius de Moraes, Jobim e Cesaria Evora – e da cantautori italiani quali Mario Venuti, Carmen Consoli, Ivan Segreto, Fabrizio de Andre’, Luigi Tenco, Franco Battiato. Partecipa alla tappa catanese del Festivalbar come corista del cantane Neffa; lo stesso anno decide di formare una band dal nome Acoustic Preludio Band con la quale si esibisce nei locali e nei pub più noti di Catania. La forza di tale progetto si esprime nella voglia di sperimentazione e rielaborazione dei brani che la band interpreta nei propri concerti. Grazie all’utilizzo di elementi acustici della propria terra e alla personale carica interpretativa le cover arrivano al pubblico in versioni completamente nuove ed originali. L’accurata ricerca di suoni, le diverse contaminazioni e la voglia di sperimentazione lo portano a creare una linea e un gusto del tutto personali e da qui la voglia di scrivere e presentare al pubblico canzoni proprie.

Tale progetto si concretizza in uno studio di registrazione grazie anche alla perfetta intesa musicale creata con alcuni elementi della band (Francesco Bazzano alla batteria e percussioni e Alessandro Longo al violoncello), alla stretta collaborazione con la cantautrice jazz Gabriella Grasso, compositrice delle musiche insieme a E. Bassetta e A. Lo Certo, Claudio Bertuccio alla chitarra acustica e all’aggiunta dei fiati (sax soprano e flauto traverso) del maestro Marcello Lenza insieme al violino di Adriano Murania che conferiscono ai brani un suono più acustico e mediterraneo.

http://www.giuseppecuce.it