“Nel fiato, triste di neve”


di Maria Grazia Vai
Ritornerai
come ritorna un’ombra
nei labirinti del cuore

E giugno avrà il tuo sguardo
perduto
in chissà quale altro respiro

Sarai della malinconia,
la voce
mescolata di saliva
e sangue

e inchiostro nero, fuso
nella gola

Sarai, la nebbia a ferragosto
quando
mi abbraccerai
col fiato, triste d’inverno

Nessuno potrà sentirmi
Qui
nascosta, come neve
sotto i lembi

del tuo nero cappotto.

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“Amore perverso”


di Angela Ragusa

Miele ,dolce sapor della tua bocca
quando si lascia assaporare
come ciliegie turgide d’estate
che il sole di giugno
ha reso mature e polpose…

Labbra che si offrono
al delicato desio della notte
e seguono contorni perlati
di orizzonti corporei…
… e l’aurora dei sensi
appare d’incanto
sgorgando in brividi
dalla calma di un mare
che solo la voglia
di amore perverso
trasforma in tempesta.