Transessualità: in Francia non è più considerata una malattia


Il transessualismo non sarà più considerato un disagio psichico in Francia, che così diventa la prima nazione al mondo a fare uscire la transessualità dalla lista delle affezioni di pertinenza psichiatrica. A stabilirlo è un decreto pubblicato mercoledì 11 febbraio da parte del ministero della Sanità di Parigi.

Il responsabile del dicastero, Roselyne Bachelot, aveva annunciato la decisione il 16 maggio 2009, alla vigilia della giornata mondiale della lotta all’omofobia e alla transfobia. In quell’occasione numerose personalità del mondo scientifico e politico avevano espresso la volontà di chiedere all’Organizzazione Mondiale della Sanità di non considerare più il transessualismo come una malattia mentale.

Il transessualismo compare in due dei maggiori manuali diagnostici internazionali di psichiatria, l’American Psychiatric Association’s Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders e l’International Statistical Classification of Diseases and Related Health Problems.

da www.blitzquotidiano.it

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Anziani: a 65 anni in bilico sopra un burrone per far festa


Davvero originale ma in perfetta linea con la sua vita da equilibrista, Henry Rochatin ha deciso di sfidare il pericolo ancora una volta a 65 anni. Per festeggiare i suoi 60 anni di attività iniziata a 5 anni in un circo, Henry si è seduto sopra una sedia appoggiata su due bicchieri, poggiati a loro volta sopra un’altra sedia in bilico su altri quattro bicchieri. E tutto questo sopra un precipizio alto 3.842 metri. Location: la cima di Aiguille du midi, a Les Alpes in Francia. Dopo la prodezza, documentata secondo per secondo in un video disponibile on line e indicato sotto, ha deciso di fare qualcosa in più. Mettersi a cavallo della sua motocicletta e attraversare il burrone sopra una fune. Così, con la sua arte da trapezista, funambolo e stunt man con molti record alle spalle, il coraggioso Henry ha conquistato tutti, ancora una volta.

da www.intrage.it

il video delle acrobazie di Henry Rochatin

http://www.youtube.com/watch?v=mbTYtJxHJwM&feature=player_embedded

Francia: morto l’antropologo Claude Levi-Strauss


claude levi-straussE’ morto ieri, all’età di 100 anni il maestro dell’antropologia, il padre fondatore dello strutturalismo.

Nato a Bruxelles nel 1908, Levi-Strauss è diventato celebre negli anni sessanta per il suo libro ”Antropologia strutturale”, seguito da quello che è considerato il suo lavoro più importante,”Il pensiero selvaggio”.

Trascorse un lungo periodo negli Stati Uniti, dove fu costretto a scappare nel 1939 per evitare le persecuzioni naziste contro gli ebrei. A New York insegnò presso ”La Nuova Scuola per le Ricerche Sociali” e insieme a Jacques Maritain, Henri Focillon e Roman Jakobson, fu uno dei fondatori dell’Ecole Libre des Hautes Etudes, una università per accademici francesi in esilio.

Ha trascorso la sua vita viaggiando in tutto il mondo, osservando, coi suoi occhi imparziali, i comportamenti dei vari popoli, risultandone un lavoro che ha rivoluzionato il modo di pensare l’uomo, con l’intento di scuotere i pregiudizi, di trovare un ordine nel caos delle diversità.

La cultura di un popolo, secondo Strauss, è il complesso delle peculiarità del popolo stesso, essa va intesa come fenomeno di superficie che rivela l’universale tendenza dell’uomo ad ordinare e classificare i fenomeni percepiti e l’esperienza. Mentre i fenomeni esteriori variano, i sottostanti principi ordinatori restano gli stessi in una dimensione sottostante, lo

di Monica Maiorano

E’ morto ieri, all’età di 100 anni il maestro dell’antropologia, il padre fondatore dello strutturalismo.

Nato a Bruxelles nel 1908, Levi-Strauss è diventato celebre negli anni sessanta per il suo libro ”Antropologia strutturale”, seguito da quello che è considerato il suo lavoro più importante,”Il pensiero selvaggio”.

Trascorse un lungo periodo negli Stati Uniti, dove fu costretto a scappare nel 1939 per evitare le persecuzioni naziste contro gli ebrei. A New York insegnò presso ”La Nuova Scuola per le Ricerche Sociali” e insieme a Jacques Maritain, Henri Focillon e Roman Jakobson, fu uno dei fondatori dell’Ecole Libre des Hautes Etudes, una università per accademici francesi in esilio.

Ha trascorso la sua vita viaggiando in tutto il mondo, osservando, coi suoi occhi imparziali, i comportamenti dei vari popoli, risultandone un lavoro che ha rivoluzionato il modo di pensare l’uomo, con l’intento di scuotere i pregiudizi, di trovare un ordine nel caos delle diversità.

La cultura di un popolo, secondo Strauss, è il complesso delle peculiarità del popolo stesso, essa va intesa come fenomeno di superficie che rivela l’universale tendenza dell’uomo ad ordinare e classificare i fenomeni percepiti e l’esperienza. Mentre i fenomeni esteriori variano, i sottostanti principi ordinatori restano gli stessi in una dimensione sottostante, lo spirito umano, l’inconscio.

fonte Ansa.it

“Nulla, allo stato attuale della ricerca, permette di affermare la superiorità o l’inferiorità di una razza rispetto all’altra” è l’idea di un “maitre a penser” del XX secolo.