“Una pietra”


di Francesco Sabatino

Ho amato una pietra.

Non so come è stato.

Ho creduto avesse un’anima,

un cuore,

dei sentimenti,

un po’ d’amore.

Invece, era solo una pietra

Immobile e silente.

Ed io un povero deficiente.

Ho creduto di poterla amare

e invece sono qui solo.

Solo che annego in questo nero mare.

La vita è divenire,

un dolce fluire

di gioia e di dolore.

Ma tu, mia cara,

non sei riuscita

a strappare la felicità

dal mio cuore,

poiché vivo sospinto

dall’amore,

che mi conduce

verso la pace,

la quiete

e la beatitudine.

“Primavera”


di Francesco Sabatino

Arriva leggera

Madonna Primavera.

col suo respiro

emana un vento profumato

d’amore delicato

e di candido

biancofiore.

cammina leggera.

coi suoi piedi delicati,

rende i campi ammantati

di gigli profumati

e di spinose rose rosse.

Il sole risplende

ed il cielo azzurrisce

per la sua infinita

bellezza.

gli uccelli cantano lieti

d’amore,

il poeta canta

il suo ardore,

quando arriva

Madonna Primavera

“Il pozzo di san Patrizio”, divertissment un po’ malizioso


di Francesco Sabatino

Donna virtuosa,

alla mia seduzione non esser ritrosa.

Non considerar il mio amoroso vezzo

un vizio

Concedimi di penetrar

nel pozzo

di san Patrizio.

“La tua essenza”


di Francesco Sabatino

La tua essenza

è un abisso

dalla cui profondità volo

verso l’estasi.

Un fiore di loto

che nasconde una rosa rossa

selvaggia e peccaminosa.

Luce nelle tenebre.

Divinità e sacralità

in un mondo profano

e materiale.

La tua essenza

è un profondo abisso

nel quale voglio morire

per rinascere

nell’amore.

“Sinestesia”


di Francesco Sabatino

Le tue labbra

hanno il sapore

del paradiso.

La tua voce

profuma

di viole.

Il tuo profumo

risplende

di sole.

Tu sei sinestesia,

follìa

dei sensi,

passione

per il corpo,

estasi

e gioia

per l’anima mia.

“Matrimonio”


di Francesco Sabatino

Donna amata,
la più bella opera d’arte da Dio creata,
la più bella poesia scritta dal signore,
la più bella musica composta dal creatore
accolgo te nel mio cuore
come sposa,
come compagna d’amore,
perchè sei:
carne della mia carne,
sangue del mio sangue,
cuore del mio cuore,
respiro del mio respiro,
piacere che lenisce
il mio desiderio,
anima dell’anima mia.
Accolgo te come mia sposa,
come compagna d’amore,
fin che la mia vita non muore

“Dante a Beatrice”, poesia erotico-satirica per…la donna che non deve chiedere mai !!!


di Francesco Sabatino

“Beatrice,

di poesia

ispiratrice,

del piacere

imperatrice,

del maschio

seduttrice,

di lussuria

peccatrice,

divina

meretrice,

apri le tue gambe

e ti farò felice!”.

“Zagara”


di Francesco Sabatino

Profuma di lussuria.

I suoi petali

sono vellutati

come la tua anima,

pura e senza peccato.

Rotondo

come il tuo viso

luminoso di sole.

Il polline

dolce

d’amore.

Questo è il fiore della terra mia,

terra amara

dove cresce,

dolce,

un po’ d’amore.

Questo è un fiore

delicato

a te dedicato ,

mia amata,

perché delizi

il tuo cuore.

Anch’io, come M.L.King, ho un sogno: la libertà e l’eresia


di Francesco Sabatino

Ho un sogno: che il Vaticano diventi un normale quartiere di Roma; che il Papa diventi un normale cittadino, senza poteri, eccetto quello spirituale sui credenti cattolici; Sogno che si ponga fine ad un concordato teocratico e fascista che non dovrebbe esistere in uno stato democratico e laico. Sogno che ciascuno possa essere libero di morire obbedendo alla propria coscienza, e non a principi assoluti di presunta natura divina.
Sogno uomini e donne liberi da assurde concezioni moralistiche,  obbedienti solo alla natura erotica di cui è costituito il nostro spirito, oltre che il nostro corpo. Sogno un mondo senza religione, ma non ateo, fatto di spiritualità, vitalità e genuinità; sogno un mondo senza ipocrisia, dove regni sovrana l’eresia.

“La folle danza delle menadi”, poesia erotica


di Francesco Sabatino

“Gloria a Dioniso sull’Olimpo celeste

e piacere in terra alle donne

di buona voluttà”.

Così cantava

una delle menadi

e s’aprirono le danze.

 Danzan lascive

le figlie del dio gioioso.

Danzan seducenti

contorcendosi come mille

serpenti.

Danzano

al ritmo ossessivo

dei cembali,

al gemito godurioso

del flauto peccaminoso.

Immerse nella natura

selvaggia,

d’edera e tirso

adorne,

vestite di pelli

furenti,

si dimenan

le baccanti

in una folle

danza.

Ebbre del sacro nettare,

la cui coppa levan

al cielo,

dimentiche del bene

e del male,

si uniscono ai satiri danzanti

in un’orgia

infernale

celebrando il peccato

e la gioia di vivere.