Dal carcere fiorentino di Sollicciano: Una lettera dalle ragazze addette agli asini


Con la presente, noi, ovvero il gruppo composto da Cinciu Dumitra, Charles Pamela, Massaro Stefania, Laccertosa Anna Maria e Botticelli Anna Maria, scelte fra tante per il progetto asino-terapia (Educare con gli asini), abbiamo sposato e accettato di prenderci cura delle ormai nostre Marina e Marinella (le asine in questione). Fin dal 11 gennaio 2010, giorno in cui sono arrivate in Sollicciano nello spazio recintato tutto loro all’aria, le abbiamo accolte con entusiasmo, cresciuto giorno dopo giorno. Siamo state colte da un minimo disorientamento iniziale, dato dall’organizzazione per gestire i nostri precedenti impegni di lavoro, con la loro cura che avviene tutti i pomeriggi. Le nostre ciuchine (nome che alterniamo con altri vezzeggiativi per riferirci a loro) all’inizio erano recalcitranti alle nostre attenzioni, standoci lontane. Mentre adesso si avvicinano con più sicurezza, scevra di timore. Non è stato facile abbonirle ma con la nostra costanza ci siamo recate tutti i giorni, sia con il vento forte che con la pioggia e neve. Senza pensare al fango che imbrattava i nostri vestiti e le scarpe. Abbiamo superato anche la fatica di riempire i secchi d’acqua, prima che venisse introdotto un rubinetto all’interno della stalla. Neanche le ultime giornate d’afa ostacolano la nostra andata. Sino ad una ventina di giorni fa riempivamo cassette d’erba che abbiamo estirpato dal cortile. Da subito abbiamo raccolto il pane avanzato e dalla cucina, dove lavorano un paio di noi, ci occupiamo di conservare le bucce del taglio di carote, di cui sono ghiotte, foglie di verza e broccoli e pere che anzichè mangiarle noi le portiamo volentieri a loro. Poi mangiano disinvolte le caramelle, in particolare alla frutta. Ci preoccupiamo di rimuovere la segatura e la paglia dalla stalla, dato che la usano come se fosse un water, perchè vogliamo siano pulite. Questo avviene non solo quando le abbiamo tenute chiuse (consigliate da Tommaso – il ragazzo che ci sta formando e che viene un paio di volte a settimana – per permettere all’erba di crescere) ma anche adesso che sono prevalentemente aperte, in quanto all’interno lasciamo il mangiare che portiamo loro. Poi, anche perchè il giorno dopo anche loro ci lasciano qualcosa, come dicevamo i loro bisognini. Siccome da subito abbiamo saputo che erano incinta, ci siamo preoccupate e ci preoccupiamo che vivano il loro periodo di gestazione nel modo più confortevole possibile e per cui chiediamo una visita di un veterinario che si/ci assicuri del buono stato e che dia scadenze più precise inerenti il parto. Fra noi e loro si è creato un bel rapporto, noi proviamo affetto ma anche questo sentimento è in crescendo. Poiché siamo accorte ad ogni loro minimo raglio non solo quando siamo in loro compagnia ma anche quando siamo in cella. Spesso ci affacciamo pensando di sporgere ciò che fanno. Loro ci inteneriscono tanto anche quando, prima di mangiare i cibi sopracitati, tendendoli con la nostra mano, li annusano. Poi sono spettacolari quando si sdraiano o si grattano sia a terra che sui rami e tronchi degli alberi; sono proprio da immortalare con delle foto, magari per un calendario! Siamo convinte che anche loro ci vogliono bene, si sono affezionate a noi, altrimenti non spieghiamo perchè appena ci vedono giungere emanano ragli diversi da quelli che fanno tutte le volte che qualcuno si avvicina al recinto. Quelli rivolti a noi sono festosi e ciò ci fa provare tanta gioia. Noi siamo fiere di loro, di essere riuscite ad ammansirle e renderle parte della nostra vita. Raccontiamo un breve aneddoto che concorre a confermare l’unione del gruppo. Attendiamo la nascita dei ciuchini/e o ciuchetti/e e fantasticando sui nomi, poi ci chiediamo se nasceranno femmine o maschi. Questo dilemma ci fa desistere dal comprare un fiocco azzurro o rosa. Eh sì, perchè noi le trattiamo come se fossero umane, proprio come noi. In conclusione chiediamo di non rimuovere l’incarico in cui abbiamo creduto dall’inizio fermamente. Abbiamo saputo con certezza che dal 1° giugno 2010 il progetto si tramuterà in un lavoro, dato che adesso è l’Istituto che provvede a retribuire. Anche se ciò non avviene da due mesi. La nostra è una vera preoccupazione e delusione se ciò dovesse accadere. Fra un po’ nasceranno i ciuchetti e sapere che saremo sostituite da altre ragazze ci ferisce. Chiediamo pertanto gentilmente che l’associazione intervenga affinchè ciò non avvenga. Cordiali saluti.

Le ragazze addette agli asini

Da “Sotto cieli noncuranti” di Benedetta Cibrario pp 122-123


SUGGERIMENTO DI LETTURA …:-)

“…Perduta. Mi sono perduta dentro un corpo che non sento più mio. Smarrita come un ragazzino dentro a un labirinto, o come se fossi rimpicciolita, diventata minuscola, imprigionata dentro a un corpo gigantesco, pieno di angoli bui e di bagliori. Vedo una stanza chiara, una scrivanie e diverse sedie. C’è anche un telefono che suona, e nessuno risponde. Se mi sgancio inavvertitamente dalla realtà efficace e multiforme che ho sotto gli occhi, ogni cosa si scompone in un firmamento casuale, un caos senza forma che tracima in ogni direzione , slabbrandosi davanti al mio sguardo immobile. Sento freddo. Freddo alle mani e ai piedi, freddo alla base del collo. Mi agito sulla sedia, mi massaggio le braccia, chino la testa. Le mani della ragazza con il naso sottile ballano una danza scomposta e aggraziata, come le tortore in primavera, con i loro brevi voli. Quante volte ho sentito dire la frase “non ho parole”. Riesco perfino a sorridere di queste undici lettere che significano l’esatto contrario di quello che esprimono, ‘impossibilità di parlare quando siamo sopraffatti dalla quantità delle cose da dire. Resto incollata a quello che vedo. Una luce al neon che pulsa fastidiosamente. Un computer nell’angolo. Un cestino butta carte di vimini. Le mani della ragazza con il naso sottile. Rabbrividisco e la ragazza si informa se ho freddo con un suono carezzevole. Scuoto la testa. E lascio che il tempo che scorre mi raccolga nelle sue invisibili braccia per portarmi là dove il dolore si acquieta, l’amore impallidisce, il caos si fa ordine, le parole non significano più nulla e tornano a essere solo invisibili vibrazioni…”

Letteratura: Giacomo Leopardi, martedi’ Recanati festeggia compleanno del poeta


Martedi’ 29 giugno si celebrera’ a Recanati il tradizionale anniversario della nascita del poeta Giacomo Leopardi, che vide la luce nel 1798. Le manifestazioni inizieranno nell’aula magna del Comune alle 18. Dopo i saluti della contessa Anna Leopardi, discendente del poeta, il professor Sergio Givone, titolare della cattedra di estetica e prorettore della Universita’ di Firenze, terra’ una conferenza dal titolo ”La necessita’ piu’ trista di tutte”, espressione tratta da una lettera che Leopardi scrisse al padre Monaldo il 30 ottobre 1836, dalla Villa Ferrigni presso Torre del Greco, dove era stato ospitato dai parenti di Antonio Ranieri, per metterlo al riparo dal colera che infestava Napoli. A Givone sara’ anche conferito il premio ”Giacomo Leopardi”, consueto riconoscimento a una personalita’ della cultura segnalatasi nel campo della leopardistica.

Seguiranno le presentazioni di pubblicazioni del Centro nazionale di studi leopardiani. La prima e’ costituita dagli Atti del XII Convegno Internazionale di Studi Leopardiani, svoltosi a Recanati dal 23 al 26 settembre 2008, su ”La prospettiva antropologica nel pensiero e nella poesia di Giacomo Leopardi”. Si tratta di un volume di 655 pagine, a cura di Chiara Gaiardoni e con una prefazione di Fabio Corvatta, edito, come gli atti dei precedenti convegni, dalla casa editrice Olschki di Firenze. La seconda e’ il nuovo fascicolo della Rivista Internazionale di Studi Leopardiani, che da quest’anno e’ divenuta organo ufficiale del Centro leopardiano, con la direzione del professor Emilio Speciale, presidente della Societa’ ”Dante Alighieri” di Zurigo, e di Fabio Corvatta, presidente del Cnsl.

fonte Adnkronos

Teatro: ‘Pericles’ di William Shakespeare presso Le Murate a Firenze


A Firenze presso Le Murate, la Continuum Company della New York University Tisch School of the Arts, presenta, domani sera, Pericles, una delle piu affascinanti e meno conosciute fra le opere di William Shakespeare. E’ una folle avventura fatta di omicidi, intrighi, inganni, naufragi e una storia d’amore che comprende viaggi epici, interventi divini, una casa di appuntamenti e disavventure in mare. In questa quarta installazione di Essential Shakespeare, i quattro attori della Continuum Company provenienti dalla Tisch School of the Arts di NYU, combinano la poetica di Shakespeare con lo spirito di Ulisse e un pizzico di Indiana Jones.

Fondata nel 1965, Tisch School of the Arts della New York University e’ presto diventata una delle principali scuole d’arte negli Stati Uniti. Oggi la scuola rimane il leader nazionale nell’ambito dell’arte cinematografica e dello spettacolo con circa 3200 studenti iscritti e 14 dipartimenti.La scuola vanta la formazione di tanti professionisti del cinema e dello spettacolo tra i quali: Oliver Stone, Alec Baldwin, Spike Lee, Amy Heckerling, Ang Lee, George Wolfe, Tony Kushner, Marcia Gay Harden, M. Night Shyamalan, Nanette Burstein e Brett Morgen.

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A Fiesole (FI) prorogata la mostra “LA LUCE DI TERSICORE: ANTONIO CICCONE E LA DANZA” di Antonio Ciccone


L’esposizione rimarrà aperta fino a martedì 22 giugno Dato il successo di pubblico viene prorogata la mostra personale di Antonio Ciccone dal titolo “La Luce di Tersicore: Antonio Ciccone e la Danza”. L’esposizione, curata da Stefano De Rosa, che doveva chiudere domani venerdì 11 giugno, rimarrà invece aperta fino a martedì 22 giugno. Antonio Ciccone, probabilmente il migliore artista figurativo attivo nel nostro Paese, è spesso associato ad opere di soggetto religioso, che esaltano il suo intenso misticismo, sviluppatosi nel segno dolce ed imperioso di Padre Pio. La mostra ospitata nella Sala del Consiglio Comunale di Fiesole consente di apprezzare un altro aspetto della vita creativa dell’artista. Si tratta di una scelta selezione di opere realizzate a carboncino, ispirate dalla danza, in particolare dalle coreografie di Keith Ferrone e Marga Nativo. Nella danza, Ciccone vede sprigionarsi la verità, intrisa in uno stato di grazia che solo l’arte rende possibile. Egli ha fermato, con il suo segno esatto e lucido, gli attimi nei quali allo spettatore più accorto si rivela la segreta essenza della vita, unione di carne e spirito. La danza, per Antonio Ciccone, è la liberazione dell’espressività più austera e vera, fonte di guida e di conoscenza. L’esposizione rimarrà aperta con il seguente orario: dal lunedì al giovedì 9,00/18,30 e il venerdì 9,00/13.00.

da http://met.provincia.fi.it

Musica: Chiara Muti al Maggio Fiorentino per ‘Natura Viva’


Chiara Muti da’ voce alla morte di Borsellino in ‘Natura Viva’, l’opera di Marco Betta e Ruggero Cappuccio. Fedele alla sua tradizione di commissionare opere nuove ad autori italiani, il Maggio Musicale Fiorentino mette in scena al Teatro Goldoni il 15 e il 17 giugno, in prima esecuzione assoluta, ‘Natura viva’, il lavoro creato appositamente per il Festival dal compositore siciliano Betta e dal librettista Cappuccio, che ne e’ anche il regista. Sul podio di un ensemble di sedici elementi Aldo Sisillo.

”Opera in un atto per donna sola a Palermo”, come indica l’autore, ‘Natura viva’ vede protagonista Chiara Muti, al suo debutto nella citta’ dove e’ nata durante gli anni di direzione principale del padre al Maggio, che interpreta il personaggio centrale di Luce, una giovane donna che rivive quasi medianicamente tre morti simboliche per giustizia, per arte e per amore, quelle di Paolo Borsellino, di Caravaggio e di Antigone, ”lasciandosi ingravidare -come scrive Cappuccio- dalla luce e dalle ombre di Palermo, in una danza della bellezza, fino alla resurrezione finale”. ”La musica per quest’opera -aggiunge Betta- nasce dalle ceneri e dai frammenti delle musiche di scena per il nostro precedente lavoro con Ruggero Cappuccio, ‘Paolo Borsellino Essendo stato’, e l’organico da camera utilizzato e’ una sorta di omaggio e di esercizio di stile a Il Giro di vite di Britten”

fonte Adnkronos

Una festa speciale


Ricevo dalla mia ex comunità dell’Isolotto a Firenze queste parole di riflessione  che pubblico per essere loro vicina almeno così 🙂

Si farà una festa di bambini assai particolare domenica prossima 13 giugno alle 10.30 alle Baracche dell’Isolotto, via degli Aceri 1 a Firenze.
 
Si farà festa di accoglienza per un neonato, Neri, sia con l’acqua che con le parole che nella tradizione cristiana significano il battesimo, perché la comunità possa essere lo specchio della sua vita: aperta, accogliente e piena di affetti e di scambi, capace di essere felice con poco e con tutti.
Si farà festa di passaggio per un gruppo di bambini e bambine, festa di “comunione” in senso pieno, che significa riconoscersi nello spirito dell’esperienza comunitaria che ognuno e ognuna di loro poi vivrà se lo vorrà e come lo vorrà. Riti e simboli antichi vissuti, valorizzati e resi comprensibili attraverso l’intreccio con la realtà della vita.
Si farà festa per concludere il percorso educativo, spirituale e religioso, compiuto quest’anno da un gruppo di bambini, genitori, animatori della comunità che tentano la difficile strada di una educazione di sintesi fra la tradizione e la creatività, fra la dimensione spirituale e quella intellettuale-fantastica-materiale, fra il mondo simbolico e rituale religioso e la simbologia laica, includendo il messaggio del Vangelo nel grande cammino religioso dell’umanità.
 
Sarà una ritualità religiosa oppure laica? O forse ambedue? Non è questo il tempo di contaminazioni e sintesi nuove aperte al futuro? Ci sono contraddizioni? Il nuovo che nasce non è mai puro. Sta alle levatrici lavarlo carezzandolo dolcemente. Tutto questo non è affatto estraneo all’impegno “per una nuova spiritualità possibile” e insieme “per un nuovo mondo possibile”.
 
Siete tutti invitati ad essere presenti o vicini.
 
La Comunità dell’Isolotto

Firenze: cento sindaci al tappeto in Piazza della Signoria


Uno squillo di sirena e 100 sindaci sono andati ‘al tappeto’ in piazza della Signoria, in mezzo ad una folla di turisti assai stupiti. Si è appena svolto così il flash mob organizzato dagli amministratori locali dell’Italia centrale per protestare contro la rigidità del patto di stabilità e chiedere al Governo un allentamento dei vincoli di bilancio. I sindaci, tutti con addosso la fascia tricolore, si sono sdraiati all’unisono in terra sopra dei lenzuoli con sopra scritto “stanno mettendo il tuo comune al tappeto”. Poco prima, una delegazione dei sindaci ha incontrato il prefetto di Firenze Andrea de Martino, quindi i manifestanti con striscioni e vessilli dei Comuni si sono diretti in Piazza della Signoria. Tra questi, Alessandro Cosimi presidente di Anci Toscana e il vicesindaco di Firenze Dario Nardella. La protesta è stata organizzata dalle Anci regionali di Toscana, Umbria, Emilia Romagna, Lazio, Marche e Abruzzo.

“In questi anni, i comuni sono stati gli unici enti pubblici a ridurre la spesa è l’ora di dire basta”, ha detto il sindaco di Livorno e presidente dell’Anci Toscana Alessandro Cosimi, “siamo arrivati al punto di non essere più in grado di garantire i servizi e così si va ad incidere sulla carne viva dei diritti dei cittadini”. Il vicesindaco di Firenze, Dario Nardella, ha sottolineato come occorra “dare una maggiore flessibilità ai comuni nella gestione dei loro budget”, invitando il Governo “a non spalmare il debito pubblico solo in periferia”. Tra i manifestanti anche un sindaco del Pdl Claudio Scarpetti primo cittadino di Firenzuola (Firenze) “i problemi dei sindaci e dei comuni – ha detto – sussistono a prescindere dal colore politico; siamo tutti i giorni in prima fila per i cittadini e abbiamo bisogno della massima attenzione e sostegno, soprattutto i piccoli comuni come il nostro”.

fonte ANSA//

Mostre: Firenze celebra Caravaggio con una rassegna di 100 opere


 In occasione del quarto centenario della morte del Caravaggio sara’ in mostra a Firenze, da sabato 22 maggio al 17 ottobre, in un percorso che si snodera’ da Palazzo Pitti agli Uffizi a Villa Bardini, una parata, completa ed unica, di capolavori del Caravaggio e dei caravaggeschi che rinnovarono all’inizio del Seicento la pittura e l’iconografia sacra e profana. Dopo decenni di nuove ricerche scientifiche, scoperte, attribuzioni e acquisizioni storiche, il Polo Museale Fiorentino propone, a cura di Gianni Papi, un nuovo viaggio nel mondo del Caravaggio e del caravaggismo internazionale, presentando una rassegna di opere (oltre 100), una sorta di excursus alla scoperta delle novita’ artistiche dei primi decenni del Seicento, legate al naturalismo e alla rappresentazione della realta’ quotidiana, resa attraverso i mezzi pittorici della luce e dell’ombra. Opere principali della mostra intitolata ”Caravaggio e caravaggeschi a Firenze” sono i sei celebri capolavori del Caravaggio della Galleria Palatina e degli Uffizi (il Bacco, l’Amorino Dormiente, la Medusa, il Cavadenti, il Sacrificio di Isacco e il Cavaliere di Malta), ai quali si aggiungono due nuovi dipinti che costituiscono un’acquisizione (o meglio riacquisizione) al catalogo del Merisi e che saranno una grande sorpresa per il grande pubblico: il Ritratto di Maffeo Barberini di collezione privata (sensazionale aggiunta alla ritrattistica giovanile del Caravaggio) e il Ritratto di cardinale della Galleria degli Uffizi.

fonte Adnkronos