Cambiamento interiore, vita nuova


“Quando decidete di abbracciare la vita spirituale, provocate unicamente un cambiamento interiore. Esteriormente, la vostra esistenza continuerà come prima: avete una cerchia familiare, sociale o professionale con problemi da risolvere che rimarranno gli stessi. Avete anche un corpo fisico più o meno in buona salute, e non starete meravigliosamente bene tutto a un tratto. Prendiamo proprio l’esempio della salute. Ci sono debolezze fisiche che una migliore igiene di vita, sostenuta da una migliore filosofia, vi permetterà di superare rapidamente. Ma ci sono anche malattie incurabili, perché queste hanno la loro causa in un passato lontano e sono quindi profondamente radicate nel vostro organismo. La vita nuova che avete deciso di condurre vi darà soltanto dei metodi per meglio sopportare il vostro stato fisico carente e introdurre in voi i germi di un miglioramento futuro, ma non vi guarirà. Tutto questo deve essere chiaro per voi. ”

Omraam Mikhaël Aïvanhov

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Il libertino a Catania


di Daniela Domenici

Il patron Gianni Salvo ha confermato, ancora una volta, la sua scelta di testi sempre di ottima qualità che caratterizzano il “suo” teatro, il Piccolo Teatro di Catania: stavolta ha scelto di portare sul palcoscenico un testo di un autore francese, Eric-Emmanuel Schmitt, tradotto da Luca Barcellona, “Il libertino”, una commedia piena di ironia e leggerezza che qualcuno ha definito un “vaudeville filosofico”.

I primi complimenti vanno al giovane regista Nicola Alberto Orofino, che avevamo applaudito come attore nello stesso teatro, che ha saputo raccogliere questa sfida secondo noi non facile soprattutto per l’argomento che ne è alla base: una giornata della vita di Diderot, uno dei massimi filosofi francesi. Abbiamo molto apprezzato, e il pubblico presente ha condiviso il nostro plauso, la sua scelta di non fare una pausa tra gli atti per non far perdere il pathos creatosi.

Prima di parlare dei protagonisti vogliamo complimentarci ancora una volta, perché abbiamo già avuto altre occasioni per farlo, con la scenografa Oriana Sessa che ha immaginato un ambiente con oggetti tutti giocati sui toni del bianco e nero molto funzionali ai vari momenti della recitazione, ottima l’attenzione ai minimi particolari.

Ora vogliamo tributare una standing ovation prolungata al protagonista assoluto della piece, Fiorenzo Fiorito, nel ruolo di Diderot costretto a confrontarsi con quattro donne diverse che incarnano quattro stereotipi dell’universo femminile e che lo mettono in crisi facendolo riflettere sul concetto di morale e di libertinaggio: assolutamente formidabile in questo ruolo impegnativo sia dal punto di vista recitativo che gestuale.

E insieme a Fiorito i nostri complimenti vanno alla protagonista femminile, Anna Passanisi, che interpreta una sedicente pittrice che poi si rivelerà una formidabile e scaltra truffatrice la quale farà leva sul suo fascino per ingannare Diderot che, però, non la denuncerà: brava davvero.

Un applauso anche alle altre protagoniste femminili: Tiziana Bellassai nel ruolo della moglie che prima fa una scenata di gelosia e poi instilla, con sapiente astuzia, nel marito il dubbio su un suo tradimento; Luana Toscano che interpreta la parte della giovane figlia del padrone di casa che è ancora un po’ immatura nelle sue scelte in campo amoroso ed Egle Doria, nel ruolo della figlia di Diderot, che prima vorrebbe fare una scelta di vita un po’ provocatoria che lascia stravolto il celebre padre ma che poi, accettando i suoi consigli, si rende conto dell’errore che stava per compiere. Bravo anche Giuseppe Carbone, con la sua aria ingenua, nella parte del segretario un po’ rompiscatole del filosofo.

Più di due ore di spettacolo ininterrotto tra riflessioni filosofiche, sorrisi e risate a scena aperta,  lo spettacolo di oggi ha dato, secondo il nostro modesto parere, un esempio della funzione che dovrebbe avere il teatro: educare col sorriso. Grazie.

Bertrand Russell e la relatività


Oggi nel 1970 moriva Bertrand Russell, uno dei pensatori più importanti del ventesimo secolo, ha scritto innumerevoli opere sugli argomenti più vari e ci ha lasciato numerosissime citazioni, tra le tante ho scelto questa sulla relatività…

Siamo portati a pensare che, per effetuare in pratica misure precise, sia preferibile usare una sbarra d’acciaio piuttosto che un’anguilla viva. È uno sbaglio; non perché l’anguilla ci dica quel che si presume la sbarra debba dirci; bensì perché in realtà la sbarra non ci dice niente di più di quel che non ci dica l’anguilla. Non è che le anguille siano rigide: è che in realtà le sbarre d’acciaio si contorcono. A un osservatore che si trovasse in un determinato stato di moto, l’anguilla apparirebbe rigida mentre la sbarra sembrerebbe agitarsi esattamente come noi vediamo agitarsi l’anguilla. Per chiunque si muovesse in modo diverso sia da noi sia da questo osservatore, tanto l’anguilla quanto la sbarra apparirebbero in agitazione. E non è il caso di affermare che un osservatore ha ragione e un altro ha torto. In faccende del genere, quel che si vede non va riferito unicamente al processo fisico osservato, ma anche al punto di vista dell’osservatore. Le misure delle distanze e dei tempi non rivelano direttamente le proprietà delle cose misurate, ma i rapporti tra le cose e il misuratore.

L’Osservatore romano promuove “I Simpson”, filosofici e teologici


simpsonLa teologia secondo Homer : a 20 anni dalla nascita del celebre cartoon nato dalla matita di , l’ tesse le lodi della “stralunata” famiglia di , sottolineandone, oltre all’irriverenza e all’ironia che la caratterizza, i tratti filosofici e perfino teologici messi in mostra in molte delle 400 puntate finora trasmesse. Lo rende noto l’Ansa.

I , secondo il quotidiano vaticano, sono «una sintesi impazzita della cultura pop e della tiepida e nichilista middle class americana». E senza di loro, «oggi molti non saprebbero ridere». Un successo, quello del cartoon, che è stato suggellato da 23 e che lo ha portato “sulle televisioni di tutto il mondo” diventando “la serie animata più lunga mai trasmessa”. homer_simpson

L’Osservatore individua nella serie tv «tratti filosofici e perfino teologici». Anzi, tra i temi che entrano più in gioco nella vita della scanzonata comunità di «quello del rapporto tra uomo e Dio, è uno dei più importanti e più seri», si legge nell’articolo.

Il quotidiano, a riguardo, cita le interminabili prediche del reverendo Lovejoy – a cui corrispondono regolarmente i sonni di Homer nei banchi in prima fila – o il radicalismo ingenuo di , vicino di casa dei . Fino «ai monologhi che i protagonisti rivolgono direttamente all’Altissimo», nei quali, a partire da quelli di Homer, non mancano i riferimenti pungenti alla confusione religiosa e spirituale dei nostri tempi.

Ma che dimostrano allo stesso tempo che «i due, in realtà, si conoscono bene». Come quando, in un episodio, mentre la casa sta bruciando e è minacciata dai demoni, Homer decide di chiedere udienza proprio a Dio. E sale nel suo ufficio «dove campeggia, in bella mostra sulla scrivania, la scritta: I believe in Me», conclude l’Osservatore.

da www.blizquotidiano.it

Filosofia: a Firenze un convegno per il centanario della nascita di Cesare Luporini


Nel centenario della nascita, il Dipartimento di Filosofia dell’Universita’ di Firenze organizza una giornata di studi sul filosofo e critico letterario Cesare Luporini. Promosso in collaborazione con la rivista ”Il Ponte”, in occasione dell’uscita del numero monografico ”Cesare Luporini 1909-1993”, l’incontro si svolgera’ mercoledi’ 25 novembre, alle ore 9.30, nell’aula magna del rettorato (in piazza san Marco, 4).

Dopo il saluto del preside della Facolta’ di lettere e filosofia, Franca Pecchioli, e del direttore del Dipartimento di Filosofia, Pierluigi Minari, prenderanno la parola Claudio Cesa, che presentera’ il numero della rivista, Aldo Tortorella, che parlera’ dell’attivita’ politica dello studioso che fu per molti anni docente di filosofia morale presso l’ateneo fiorentino, e Roberto Mapelli, sul marxismo di Luporini. Seguiranno gli interventi di Furio Cerutti, Michele Maggi e Massimo Mugnai; le conclusioni saranno affidate a Maria Moneti.

Nato a Ferrara nel 1909, nei primi anni Trenta Cesare Luporini si reco’ prima a Friburgo, dove frequento’ le lezioni di Martin Heidegger, e poi a Berlino, dove segui’ le lezioni di Nicolai Hartmann; si laureo’ successivamente in filosofia a Firenze. Luporini ha insegnato storia della filosofia nelle Universita’ di Cagliari, Pisa e Firenze. Dopo un’iniziale interesse per l’esistenzialismo, aderi’ al marxismo, iscrivendosi al Partito Comunista Italiano, per il quale fu eletto senatore nella terza legislatura (1958-1963). Con Ranuccio Bianchi Bandinelli, Romano Bilenchi e Marta Chiesi fu tra i fondatori della rivista ”Societa”’. Oltre agli studi sulla storia del pensiero moderno e a un’elaborazione teorica del marxismo incentrata sui temi etici, si ricordano, fra le sue opere principali, ”Situazione e liberta’ nell’esistenza umana” (1942), ”Spazio e materia in Kant” (1961), ”Dialettica e materialismo” (1974). Un’incidenza notevolissima ebbe sugli studi leopardiani il suo saggio ”Leopardi progressivo” (1947). Dopo il saluto del preside della Facolta’ di lettere e filosofia, Franca Pecchioli, e del direttore del Dipartimento di Filosofia, Pierluigi Minari, prenderanno la parola Claudio Cesa, che presentera’ il numero della rivista, Aldo Tortorella, che parlera’ dell’attivita’ politica dello studioso che fu per molti anni docente di filosofia morale presso l’ateneo fiorentino, e Roberto Mapelli, sul marxismo di Luporini. Seguiranno gli interventi di Furio Cerutti, Michele Maggi e Massimo Mugnai; le conclusioni saranno affidate a Maria Moneti.

Nato a Ferrara nel 1909, nei primi anni Trenta Cesare Luporini si reco’ prima a Friburgo, dove frequento’ le lezioni di Martin Heidegger, e poi a Berlino, dove segui’ le lezioni di Nicolai Hartmann; si laureo’ successivamente in filosofia a Firenze. Luporini ha insegnato storia della filosofia nelle Universita’ di Cagliari, Pisa e Firenze. Dopo un’iniziale interesse per l’esistenzialismo, aderi’ al marxismo, iscrivendosi al Partito Comunista Italiano, per il quale fu eletto senatore nella terza legislatura (1958-1963). Con Ranuccio Bianchi Bandinelli, Romano Bilenchi e Marta Chiesi fu tra i fondatori della rivista ”Societa”’. Oltre agli studi sulla storia del pensiero moderno e a un’elaborazione teorica del marxismo incentrata sui temi etici, si ricordano, fra le sue opere principali, ”Situazione e liberta’ nell’esistenza umana” (1942), ”Spazio e materia in Kant” (1961), ”Dialettica e materialismo” (1974). Un’incidenza notevolissima ebbe sugli studi leopardiani il suo saggio ”Leopardi progressivo” (1947).

fonte Adnkronos