Lettere: il carcere dell’isola di Favignana, dove le celle sono a 10 metri sotto terra


di Riccardo Arena

Si avvicina l’estate e l’occasione è preziosa per conoscere la realtà di quelle carceri, situate in luoghi divenuti famosi come mete turistiche. Carcere dell’isola di Favignana. Dal punto di vista geografico, Favignana è l’ultimo carcere d’Italia. Ma è forse il primo nella classifica delle peggiori carceri italiane. Si tratta di una piccola struttura, fatta per contenere 139 detenuti, ma che oggi ne ospita 166. Il carcere dell’isola di Favignana è vicino alla piazzetta, dove d’estate i turisti prendono l’aperitivo. Il carcere c’è, ma non si vede. Infatti quello che rende particolare il carcere dell’isola di Favignana è il fatto che è costruito sotto terra. Si deve scendere per andare negli uffici del carcere o nell’infermeria. E si deve scendere ancora per arrivare nelle piccole celle. Celle che sono situate a dieci metri sotto il livello del mare.
Celle che assomigliano più a caverne che a luoghi dove espiare la detenzione. Chi è detenuto nell’isola di Favignana racconta che ci si accorge dell’arrivo dell’aliscafo perché si sente il rumore delle onde che si infrangono sulle pareti delle celle. Si tratta di celle che ovviamente non hanno finestre e dove i muri sono corrosi dall’umidità e dalla salsedine. Dentro ogni cella ci vivono 3 o 4 detenuti e un piccolo muretto, altro 40 centimetri, separa il bagno dalle brande. Per il resto le condizioni igieniche all’interno del carcere di Favignana sono a dir poco fatiscenti. Le celle sono sporche, mentre scarafaggi e topi girano indisturbati nella sotterranea galera dell’isola di Favignana.

da www.ristretti.it