Morire nell’indifferenza


di Il Giomba

Un’altra triste storia di indifferenza ci giunge da Ferrara: Sahid ha pregato decine di persone di aiutarlo, all’uscita dalla discoteca, inginocchiandosi e implorando un aiuto. Ma è morto nell’indifferenza totale.

Una storia che lascia sgomenti, che pone forti interrogativi e dubbi sulla xenofobia di molti, impauriti dagli stranieri, forse anche per tutte le notizie che spesso i media raccontano, dipingendo gli stranieri come persone di cui non ci si può fidare.

Sahid è morto di freddo: all’uscita della discoteca ha accusato un malore, ha pregato tanti di aiutarlo ma nessuno si è fermato per dargli una mano. Ha camminato per qualche kilometro, è caduto in un canale e, esanime, ha chiesto aiuto ai passanti, senza che nessuno si fermasse. Il triste epilogo lo immaginate da voi…

Un’altra storia di morte tra l’indifferenza: tutti dobbiamo interrogarci su quanto accade. Non basta la scusa del “sì, ma la TV dice che…” per giustificare la morte di un’essere umano. Non importa se straniero o italiano: è un figlio di Dio e l’indifferenza è una grave e preoccupante piaga che lascia senza parole.

Di certo, la morte di questo ragazzo nella più totale indifferenza non sarà né la prima né l’ultima: la coscienza di tanti, a  sera, dovrebbe dar loro tormento nel pensare di aver fatto morire un ragazzo che chiedeva, semplicemente, aiuto”.

da www.blogsicilia.it

 

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“Ho trattato male un extracomunitario: non ho lezioni da dare”. E il prete rinuncia all’omelia


di Roberta Casa

 «Stasera niente omelia. Non mi sono comportato bene con un extracomunitario e quindi non mi pare il caso di mettermi a fare la predica a voi». E poi il silenzio tra le navate della chiesa di , piccolo comune in provincia di . Facce sicuramente stupite quelle dei parrocchiani presenti all’omelia di , che in un primo momento non hanno capito cosa stesse succedendo.

 Ma poi il prete, notoriamente taciturno e un po’ burbero, ha spiegato: «Sabato sera? Sì è vero, non me la sono sentita di fare la predica. Il giorno prima avevo avuto una discussione con un cittadino marocchino. Niente di grave, ma ci sono rimasto male. Ho passato una notte tormentata. E il giorno dopo non me la sono sentita di predicare agli altri. Tutto qui. Basta».

 Onestà d’animo e rigore di un uomo che ha lavorato un’intera vita al servizio del prossimo. Missionario per dieci anni in Ciad, l’esperienza in Africa ha cambiato profondamente il prete, che tornato in Italia ha continuato il proprio mandato con risolutezza e dedizione. E sabato sera don Damolin ha dato prova di grande umiltà, confessando apertamente la propria colpa, sedendosi a braccia conserte. In silenzio, più eloquente di ogni possibile omelia.

 Una notizia insolita, che arriva da una zona d’Italia dove sempre più spesso si parla di ronde e lotta all’immigrazione, collocabili nel più ampio discorso sulla diffusasi dal nord-est in tutta Italia. Ne è un esempio concreto la cronaca che arriva in questi giorni dal comune calabrese di Rosarno. L’intolleranza e la discriminazione non aiutano il nostro paese, ma soprattutto non possono essere accettati. Don Damolin con il suo silenzio ha dato l’esempio.

 da www.blitzquotidiano.it

Detenuto suicida nel carcere di Massa, il quinto dall’inizio dell’anno


Quinto suicidio nelle carceri italiane dall’inizio dell’anno: Abellativ Sirage Eddine, 27 anni, detenuto extracomunitario nel reparto infermeria del carcere circondariale di Massa, si e’ impiccato la notte scorsa con un lenzuolo annodato al tubo della doccia.
In due settimane, dunque, sono gia’ cinque i detenuti che hanno deciso di farla finita nelle sovraffollate carceri italiane per le quali ieri il Consiglio dei Ministri ha dichiarato lo stato di emergenza: il 2 gennaio, ad Altamura (Bari) si e’ uciso Pierpaolo Ciullo, 39 anni; tre giorni dopo si e’ impiccato nel carcere Buoncammino di Cagliari Celeste Frau, 62 anni; il 7 gennaio, infine, si sono suicidati Amato Tammaro, 28 anni, nel supercarcere di Sulmona, e Giacomo Attolini, 49 anni, nel penitenziario di Verona.

da www.innocentievasioni.net