Niente carcere, seconda settimana: riflessione sul far del bene a chi non lo merita


di Daniela Domenici

“Non date le cose sante ai cani e non gettate le vostre perle davanti ai porci, perché non le calpestino con le loro zampe e poi si voltino per sbranarvi” (dal Vangelo di Matteo 7,6)

Ecco come ho trasformato queste straordinarie parole evangeliche in una filastrocca di qualche tempo fa, in tempi non…sospetti:

“…le cose sante ai cani e le perle a porci non dobbiamo dare

il nostro affetto doniamolo solo a chi ci sa apprezzare

il cuore e la mente non facciamoci calpestare

da chi non merita e non capisce come si deve amare.”

E non mi riferisco naturalmente ai detenuti (a parte uno, ma l’eccezione conferma la regola) che hanno meritato e meritano, tutti, indistintamente, il nostro affetto, la nostra attenzione, la nostra disponibilità, le nostre parole, i nostri sorrisi, le nostre strette di mano…a parte quel gentilissimo ragazzo del Senegal che proprio la mattina del nostro addio, lo scorso 10 febbraio,  mi aveva appena spiegato perché non mi poteva dare la mano: non per maleducazione, ha sottolineato, ma per una sua forte fede musulmana. E mi ha salutato con la mano destra aperta e appoggiata sul suo petto, bellissimo gesto, e così ho capito perché molti altri, prima di lui, ogni volta che mi incontravano mi salutavano con quello stesso gesto: ti saluto col cuore, selèm, pace.

Tutto questo non potranno più averlo, purtroppo, mi dispiace…mi mancano…

…sciuscràn (come ho imparato da alcuni detenuti di lingua araba), grazie di cuore a tutti voi: cattolici, evangelici, musulmani, buddisti, non importa la razza, la fede, la lingua, mi avete dato tanto, ognuno di voi nel suo piccolo, mi avete fatto crescere, e spero di aver seminato, in ognuno di voi, una goccia di gioia, di sorriso, di affetto.

Annunci

In arrivo il primo rapporto sugli omosessuali cristiani


di Sara De Carli

Al rapporto stanno lavorando 21 gruppi di cristiani omosessuali. Risultati al primo Forum italiano dei cristiani omosessuali, che si terrà ad Albano Laziale a fine marzo

 Ma quanti sono i gruppi di cristiani omosessuali italiani? In quali realtà operano? Come sono organizzati? Che cosa fanno? Qual è la presenza femminile e maschile al loro interno?

Queste sono alcune delle domande che i volontari del Progetto Gionata (www.gionata.org) hanno posto a tutti i gruppi di credenti italiani, nei mesi di novembre e dicembre 2009, e le cui risposte daranno vita al RAPPORTO 2010 sui gruppi di cristiani omosessuali in Italia, con l’intento di far luce su questa interessante realtà, per farla uscire da quella linea d’ombra in cui, spesso, è tenuta.

Hanno aderito a questa ricerca i gruppi di credenti omosessuali: Narciso e Boccadoro (Romagna), Varco (Milano), La Fonte (Milano), Guado (Milano), La Goccia (Cremona), Kairos (Firenze), Il Ponte (Pisa), Ressa (Trento), Nuova Proposta (Roma), La Sorgente (Roma), Ponti Sospesi (Napoli), Ali d’Aquila (Palermo), Alle querce di Mamre (Cremona), La rosa di Gerico (Bari), Gruppo Arco (Parma), La Creta (Bergamo), Emmanuele (Padova), La Rondine (Torino),  La Fenice (Torino), la Scala di Giacobbe (Pinerolo, To), La Parola (Vicenza), L’Albero di Salvarano (Nord Italia), ben 22 gruppi di credenti (21 cattolici e uno evangelico) sui 27 attualmente esistenti.

Una ricerca che sarà presentata al primo Forum italiano dei cristiani omosessuali, che si terrà ad Albano Laziale (ROMA) dal 26 al 28 marzo 2010; forum che vuol essere un momento d’incontro, confronto e discussione tra lesbiche e gay cristiani, cattolici ed evangelici, ma anche un’occasione per far incontrare i tanti cammini personali e comunitari in corso.

Stando ai primi risultati, il RAPPORTO 2010 sui gruppi di cristiani omosessuali in Italia, in avanzata fase di elaborazione dati, sta riservando numerose sorprese su questa realtà.

Infatti, se da un lato le diverse confessioni cristiane hanno spesso ribadito l’inconciliabilità tra fede cristiana e identità omosessuale – tanto da spingere molti gay e lesbiche ad abbandonare il proprio cammino religioso – rimane alto il numero di donne e uomini omosessuali impegnati a riconciliare, in maniera nuova, la propria identità personale e la propria tradizione religiosa.

Il RAPPORTO 2010 SUI GRUPPI DI CRISTIANI OMOSESSUALI IN ITALIA non dà delle conclusioni univoche su come avviene tale riconciliazione, né dà un giudizio qualitativo sui percorsi attivati dai gruppi di cristiani omosessuali italiani, ma fornisce molti dati e informazioni su un cambiamento che attraversa sempre più le comunità cristiane italiane, cattoliche ed evangeliche, sempre più attente ad accogliere e a confrontarsi con queste realtà

 da www.vita.it