Mi scrivono da tante carceri italiane, da quello di Augusta sempre e solo silenzio


Dal “nostro” carcere di Augusta il silenzio stampa più totale, ormai da più di 4 mesi non mi arriva più niente come se fossero tutti morti gli amici detenuti che prima mi scrivevano.

Invece, nel frattempo, si è allargata a macchia d’olio come un sasso buttato in uno stagno che si propaga a onde, la quantità di lettere che mi arrivano da tutte le carceri d’Italia piene di poesie, riflessioni, articoli, biografie, dialoghi, di tutto, ormai mi scrivono da Spoleto, Bologna, Catanzaro e da tante altre carceri e io cerco di rispondere a tutti in tempo reale e di copiare e pubblicare molte delle cose che mi mandano per dare voce a quelle persone che ormai per tutti sono solo numeri di matricola, uomini ombra, come dice Carmelo Musumeci, che sopravvivono senza alcuna speranza.

Nel mio piccolo provo a essere la loro voce.

Dal carcere di Spoleto: “Dialogo tra ombre” di Carmelo Musumeci e Ivano Rapisarda


Ricevuta, copiata e pubblicata

Lato A – Primo piano – Sezione Alta Sorveglianza 1

Fra poco chiudono il blindato, gli uomini ombra, condannati all’ergastolo ostativo a qualsiasi possibilità di uscire, parlano tra loro dai cancelli delle loro celle.

Premesso: la malinconia e l’ironia sono le uniche amiche dell’ergastolano.

Carmelo: un altro giorno è passato

Ivano: e che è passato a fare…tutti attendo qualcosa, invece l’ergastolano può attendere solo la morte

Compare Peppe Antonio: tanto domani sarà un giorno come quello di oggi

Compare Pino: non abbiamo più nulla…non abbiamo più futuro…abbiamo solo un po’ di vita

Carmelo: una vita che non servirà più a nulla…perché con l’ergastolo anche se siamo vivi siamo morti

Ivano: non abbiamo via d’uscita…perché non abbiamo più speranza ed è la speranza che rende vivi

Gino: l’ergastolano che sogna un giorno di uscire rischia nell’attesa di impazzire

Carmelo: Bene! Diventare pazzi è il modo migliore per evadere dala pena dell’ergastolo

Nino: Non capisco…ma se non ci fanno morire perché ci fanno vivere?

Compare Peppe Antonio: non sono scemi…perché con la morte finisce subito la tua sofferenza …ma io con i miei settant’anni fra non molto li frego perché mi trasferisco nell’aldilà dove dicono è molto più umano degli uomini

Gino: la società in apparenza chiede giustizia ma in realtà vuole vendetta

Compare Pino: la vendetta dei buoni è molto più brutta di quella dei cattivi

Ivano: e poi dicono che gli assassini siamo noi…

Carmelo: le persone perbene e cristiane che vanno tutte le domeniche a messa non sono come i criminali che ammazzano una persona in pochi attimi…loro le persone le ammazzano un po’ tutti i giorni e sono così vigliacchi ed ipocriti che le ammazzano in nome della giustizia e a volte in nome di Dio, Che sta facendo Nicola?

Gino: sta camminando avanti e indietro…come al solito starà pensando se impiccarsi questa notte o la prossima…

Carmelo: credo che Nicola sarà l’ultimo degli ergastolani ad impiccarsi perché se uno vuole suicidarsi lo fa e basta senza dirlo tutti i momenti

Ivano: ci si può abituare a tutto ma non ad avere speranza…privi di futuro e prigionieri fra passato e presente

Carmelo: ci sono dei momenti ch mi vergogno persino di esistere perché ormai siamo solo di peso alle nostre famiglie

Gino: è vero, a questo punto siamo solo fonte di sofferenza

Ivano: la pena dell’ergastolo è la violazione del più fondamentale dei diritti al futuro

Nino: che figli di puttana! Ci vogliono educare lasciandoci dentro chiui in una cella per tutta la vita

Ivano: che ora sarà?

Compare Pino: dall’altro lato si incominciano a sentire i rumori dei blindati che si chiudono

Gino: fra pochi minuti inizieranno a chiuderci le tombe per non fare scappare neppure i nostri pensieri

Compare Peppe Antonio: l’ergastolo è una tortura di Stato…buonanotte

Compare Pino: siamo morti che respiriamo…a domani

Gino: siamo come fantasmi…ormai non esistiamo più

Nino: avere l’ergastolo ostativo è come essere un cadavere prima del tempo…buonanotte a tutti

Ivano: buonanotte a tutti…a domani Carmelo

Carmelo: a domani, Ivano…sperando che questa notte non s’impicchi nessuno

Ivano: Ninu, lassa iri ‘stu linzolu, dopo 20 anni di galera non vale la pena.

Morte a Opera (MI)


di Alfredo Sole dal carcere di Opera

Un altro uomo ombra che scompare senza lasciare traccia, se non quella del dolore dei propri familiari. Un altro ergastolano che sceglie di non scontare una pena infinita dove la mancanza di speranza uccide prima della stessa pena.
Trenta morti in sei mesi, trenta vuoti a perdere, nell’indifferenza totale. Perfino gli stessi detenuti sono ormai indifferenti al suicidio di un proprio compagno perchè rassegnati dall’impossibilità di far ascoltare la propria voce.
Ieri nel carcere di Opera un altro uomo non più uomo ha deciso di farla finita. Non ho sentito neanche un accenno di “protesta”, un po’ di rumore che potesse far capire che in qualche sezione si consumava una tragedia. Niente!
Sono nello stesso carcere di chi ha deciso di non scontare più una pena che uccide lentamente ma nessun segnale su ciò che è accaduto, tranne una piccola scritta che scorre veloce sul Tg diLa7. L’unica testata ad aver appreso la notizia? No, l’unica testata a credere ancora che la morte di un detenuto meriti se non uni spazio nel Tg, almeno la scritta sotto. Chi era questo uomo ombra? Non lo so, nessuno qui mi parla.
Ciò che mi chiedo è con quale pretesa si cerca d’”insegnare” a chi ha sbagliato il rispetto della vita altrui quando poi, nessuno ha rispetto della vita di chi ha commesso un errore.
Se la vita è sacra lo è per tutti, dall’uomo onesto al disonesto. Si pretende che il disonesto capisca l’importanza della vita e si insegna agli onesti che la morte di un detenuto, tutto sommato, non è neanche un male.
Ecco a voi allora, un’altra vittima sacrificale per appagare quella nascosta e ingombrante sete di sangue. Ecco un’altra occasione per poter dire: Bene, un altro criminale in meno.

da www.informacarcere.it

Carcere di Augusta 4 mesi dopo…


Che bello, mi stanno arivando tante lettere da altre carceri italiane, da detenuti condannati all’ergastolo a cui nessuno dà voce e da quello “nostro”, di Augusta, silenzio assoluto e immotivato se non da un divieto, da un filtro che non posso dimostrare ormai da 4 mesi

…ma fare il bene disinteressatamente alla fine paga: da Augusta silenzio stampa e dalle altre carceri tante lettere piene di poesie, confessioni, racconti, riflessioni…GRAZIE, spero di riuscire a copiare tutto e a pubblicare gradualmente tutto quello che mi è arrivato,  creerò la categoria:

VOCI DA ALTRE CARCERI ITALIANE

Dal carcere di Spoleto – Commento al libro “Lotta Civile” di Antonella Mascali


Durante il “corso di lettura” con la psicologa del carcere abbiamo letto il libro di Antonella Mascali, a cui invio queste riflessioni.

Credo che il perdono ti faccia amare il mondo e che la vendetta te lo faccia odiare.

Giustizia dovrebbe significare verità e non vendetta.

Mi potrei fare i fatti miei, ma sono un ergastolano, un uomo “libero” che non ha più nulla da perdere e quindi mi posso permettere di dire quello che penso.

Premetto che condanno la mafia, sia quella che spara,  sia quella politica, giudiziaria, religiosa, finanziaria, mediatica e lobbistica che comanda e che in carcere non ci va mai.

Premetto che va tutta la mia sincera solidarietà a tutte le vittime innocenti della mafia.

Detto questo,  ho trovato questo libro molto omertoso perché non dice che il più grande mafioso dei mafiosi è lo Stato Italiano;

che la mafia esisterà fin quando lo Stato la farà esistere perché gli è utile;

che lo Stato conosce bene la mafia, la comprende e la usa;

che molti assassini di vittime innocenti sono fuori perché collaboratori di giustizia;

che moltissimi di loro hanno ammazzato più da collaboratori di giustizia che da mafiosi;

che in carcere ci sono solo gli esecutori, i mandanti politici e i notabili sono tutti ai loro posti e molti di loro sono passati all’antimafia;

che non è logico e razionale pensare che la mafia sia solo quella contadina quasi analfabeta che si trova in carcere sottoposta al regime di tortura del 41bis da tanti anni;

che il Sud è sempre stato un serbatoio di voti di chi governa perché chi vince le elezioni in Sicilia governa l’Italia,  per questo l’ex partito comunista non è mai andato al potere;

che molti ergastolani sono pure loro vittime della mafia;

che molte persone normali per sopravvivere sono stati costrette a diventare mafiosi; che molti mafiosi non hanno mai ammazzato degli innocenti ma si sono spesso ammazzati tra di loro;

che molti mafiosi sono nati mafiosi a causa di uno Stato mafioso, assente, fuori legge,  perché la legalità prima di pretenderla va donata.

Antonella, molti fanno finta di non sapere una verità vera: i mafiosi sono spesso usati  dai poteri forti.

Antonella,  voglio farti una domanda semplice: secondo te chi è più mafioso,  chi accetta la sua pena, giusta o sbagliata che sia, o chi usa la giustizia per uscire dal carcere diventando collaboratore?

Antonella, la pena non va evitata, ma va espiata, per fargli svolgere la sua funzione rieducativa.

Ma non credo che sia giusto punire i detenuti che accettano di espiare la loro condanna con il carcere a vita senza nessun beneficio fino alla morte,  quando molti di questi sono stati arrestati a diciotto, diciannove, vent’ anni.

Antonella, non mi dire che anche tu non conosci l’ergastolo ostativo?

Se lo vuoi conoscere leggi su  www.informacarcere.it e su  www.urladalsilenzio.wordpress.com e scoprirai “La pena di morte viva”, una pena che non avrà mai fine,  se al tuo posto in cella non ci metti un altro.

Antonella,  apri gli occhi, la mafia e lo Stato sono spesso la stessa cosa, le persone per bene sono diverse, ma sono influenzate dai mass media quando pensano che è tutta colpa di un pugno di uomini murati vivi dal 1992.

Il nemico è tra voi che vi usa e ci usa.

 Carmelo Musumeci – Giugno 2010

“Vendesi ergastolano” di Giovanni Zito


Giovanni Zito immagina questo testo mentre le televendite scorrono in televisione. E quindi..

PERCHE’ NON MI METTO IN VENDITA ANCHE IO?

L’ironia apparente e immediata, rivela una amarezza profondissima… e carica di significati. Come il sentirsi cose. Trattati come cose. Pensati come cose. E quindi.. anche comprabili e vendibili come cose.. a questo punto.

Naturalmente questi esseri umani non sono cose, ma Persone, nel senso più alto del termine. Ma questi testi servono. Essi sono le teste d’ariete di ogni denuncia che voglia lasciare il segno.

Prima vi sono due righe introduttive di Giovanni Zito, che ho tratto dalla lettera che mi ha inviato. Dopo tutte le caratteristiche dell’ ergastolano “in vendita”.

Fatele leggere queste cose a chi dice che i detenuti sono in vacanza al Grand Hotel. E ricordate che Giovanni Zito non è sottoposto al 41bis o ad altre carcerazioni speciali di simile tenore. Altrimenti gli oggetti che potrebbe detenere (già molto pochi) sarebbero molto.. molto di meno.

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Amico mio, pochi giorni fa, guardanvo la tv, dove ci sono spesso e volentieri spot di vendite di ogni specie. Così ho pensato di mettermi in vendita anche io, descrivendo sia la mia persona, e sia tutto quello che connota la mia via carceraria. Così magari la gente può capire meglio il “lusso” della mia vita in carcere. Ho fatto tutta la descrizione di ogni cosa che posso detenere nella mia cella oggi. Quando ero sottoposto al regime del 41 bis era ancora di meno, molto meno..

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Chi leggerà tutto questo magari lo potrà trovare ridicolo, ma io non lo trovo ridicolo, visto che la mia esistenza è basata su queste necessità di cui vivo.

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                                                                       VENDESI

–ERGASTOLANO OSTATIVO

Si vende un corpo umano, usato poche volte. Ottima conservazione. Ottima forma fisica. Nessuna tipologia di malattia. Alto circa 1:90, peso sui 110 kg, capelli lisci, neri, sbrizzolati. Occhi castano scuro. Carnagione  olivastra. Di scarpe calza numero 45.

 

– COMPRESO NEL PREZZO

Si offre anche il posto in cui è depositato, ovviamente anche l’arredamento consistente di:

Un fornello piccolo da campeggio.

Un tegame con coperchio cm. 24.

Una pentola con coperchio cm. 24.

Uno scaldalatte cm. 18.

Una caffettiera e una tazza.

Una branda comprensiva di materassino. in gomma piuma ed analogo cuscino.

Una bilancetta dove mettere il vestiario.

Un frigo tipo plastica, da spiaggia.

 

– VESTIARIO COMPLETO CONSISTENTE IN:

Due tute da ginnastica.

Due pantaloni.

Due camice.

Tre pantaloncini uso sport.

Sei magliette maniche lunghe e corte.

Due pigiami.

Sei boxer.

Sei paia di calze.

Un accappatoio di colore blu.

Tre paia di scarpe.

Due ciabatte uso doccia.

Una spazzola per capelli.

Un pettine tascabile.

Uno spazzolino per pulizia denti.

Una forbicina chicco.

Un taglia unghie.

Una pinzetta.

 

– COSA SI CHIEDE IN CAMBIO? NULLA!

Mi vendo così nudo e crudo, nella mia povertà d’animo. Prima che il mio corpo ancora sano nel fisico e nell’anima possa un giorno essere rottamato.

 

– ATTUALMENTE HO 40 ANNI, DI CUI 18 PASSATI IN CARCERE.

Ho fatto tanti viaggi in tutto questo tempo di detenzione. Il trasporto avviene tramite furgoni blindati o corazzati, scortati con due mcchine, anch’esse blindate.

 

– I POSTI IN CUI SONO STATO

1) L’isola dell’Asinara.

2) Il carcere di Viterbo.

3) Il carcere dell’Aquila.

4) Il carcere di Novara.

5) Il carcere di Cuneo.

6) Attualmente a Voghera.

 

– CHIUNQUE FOSSE INTERESSATO PUO’ RIVOLGERSI ALLA C.C. DI VOGHERA O SCRIVERE ALL’ISTITUTO.

FATE PRESTO, PERCHE’ TRA QUALCHE DECENNIO NON POTRO’ PIU’ DARE GARANZIA DELLA MIA SALUTE, NE’ DEL MIO ASPETTO FISICO. O FORSE, MEGLIO ANCORA, NON SO NEANCHE SE SARO’ ANCORA VIVO, PER TUTTO QUESTO TEMPO. SPERO DI SI’.

 

– LA MIA SCADENZA E’: 99-99-9999

Voghera – maggio 2010

da http://urladalsilenzio.wordpress.com

Dal carcere di Opera Milano: “Vacanze” di Alfredo Sole


Quando ho letto questa poesia che mi ha inviato Alfredo Sole, detenuto nel carcere di Opera (nel blog troverete diverse cose sue pubblicate nel tempo) ho sentito uno strazio dentro….

Il confronto in parallelo tra due realtà la rende tremendamente efficace come un pugno al basso ventre…

Alfredo è stato geniale. Ma è un genialità che nasce dal dolore e da duri colpi sulla pelle e sull’anima.. i due mondi in parallello dei giorni di vacanza al mare con tutto il loro piacere, la loro leggerezza e l’eccitazione… li vedi accanto  lunghe file di non vita e di rituali implacabili dentro celle, un pò più calde in questo periodo dell’anno.

Molti non amano questo genere di poesie. Definiscono questi scritti pietistici e vittimistici. Ma, premesso che è facile sentirsene infastiditi quando comunque si “vive” liberi, si sta all’aria aperta, si ha qualcosa che dà speranza, si è circondati di affetti; mentre chi è rinchiuso spesso non ha molto altro a cui aggrapparsi e anche i suoi momenti “dolorosi” o “pietosi” (come direbbe qualcuno) sono un modo per la sua anima comunque di parlare, di tirare fuori qualcosa.. premesso questo, l’argomentazione critica sarebbe forte se questi fossero la maggioranza dei testi pubblicati sul blog. Invece sono solo una parte. So che rovinano un pò l’umore, o se stai mangiando interferiscono con la tua digestione… posso dirvi al massimo di rimandarli ad altri momenti… ma non credo che possono essere esclusi del tutto, solo perché ci fanno male o toccano corde sensibili in noi..

Vi lascio alla poesia..

da http://urladalsilenzio.wordpress.com

VACANZE

Un’altra estate si avvicina,
fra poco sarà alle porte.
Prepotente entrerà nelle case
a suscitre pensieri di vacanze.

Un’altra estate si avvicin,
fra poco sarà alle porte.
Prepotente entrerà nelle celle
a suscitare pensieri di morte.

Corpi stesi l sole a riscaldre
la pelle tra bibite ghiacciate
e tuffi rinfrescanti.

Corpi stesi sulle brande a soffocare
i pensieri in un bagno di sudore
tra mille ricordi di dolore.

Anime vive gioiscono la sera
tra cento balli e sguardi
di intesa, pregustando un
notte d’amore

Anime morte si rattristano la
sera tra mille passi dentro l cella.
Pensieri di sguardi di intese passate
risvegliano il pensiero di una notte
d’amore.

Anime allegre si svegliono
la mattina, pronte a scendere
in spiaggia con le lenti al sole.

Anime stnche si svegliano
la mattina pronte a
scendere nel corteile a rifuggire
il sole.

Corpi stesi al sole a
riscaldare la pelle con
il dole suono dell’onda sugli
scogli.

Corpi in piedi costreii al
sole, con lo snervante suono
di cancelli.

Un’altra estte si avvicina,
tra poco sarà alle porte e
per noi che non siamo vivi,
sarà un’altra “morte”..

Alfredo Sole