Canone internet, la Germania ci prova


La Germania potrebbe essere il primo paese europeo ad imporre una tassa sul web. Chiunque decida di connettersi alla rete con computer, telefono o qualsiasi altro device potrebbe pagare un canone.
E’ questa la proposta dei cristiano-conservatori (Cdu-Csu) della cancelliera Angela Merkel. La tassa dovrebbe essere unica, indipendentemente che l’uso sia limitato al singolo utente dal nucleo familiare.

La nuova politica fiscale è il risultato di un accordo di massima tra editori e potere politico risalente a qualche tempo fa con cui il settore richiedeva un aiuto sostanziale a difesa dell’editoria di qualità, “minacciata”, secondo gli editori, dalla diffusione gratuita dei loro contenuti sui motori di ricerca.

Il dubbio riguarda il modello da applicare. La prima ipotesi riguarderebbe un modello di tipo “flat rate”: chi dispone di uno o più computer o telefonini collegabili al web dovrebbe pagare 17,98 euro al mese alla GEZ, l’autorità centrale cui si versa il canone tv. Il secondo modello propone che una tassa-canone sulla rete sia uguale per tutti, sempre attorno ai 17,98 euro mensili, e il suo pagamento sia richiesto a ogni famiglia, a prescindere da quali tv, radio o computer o cellulari il nucleo familiare possiede o no.

La tassa dovrebbe servire a far fronte agli ingenti investimenti per il miglioramento del servizio. Il ministero dell’Economia, guidato dal liberale Rainer Bruederle, avrebbe già annunciato un mega-piano di investimenti da diversi miliardi di euro, per portare la Germania al top della banda larga e di internet ad alta velocità. Un piano di questo genere, ha detto Bruederle, potrebbe portare alla creazione di un milione di posti di lavoro in tutta l’Unione europea.

Un gregge di mille pecore dalla Sardegna come dono per l’Abruzzo


Un gregge di quasi mille pecore che gli allevatori sardi hanno donato ai “colleghi” abruzzesi colpiti dal terremoto sarà consegnato a L’Aquila Venerdì 20 novembre 2009 alle ore 11.00 nel Piazzale della Fimek – ex Italtel (ora Campo della Croce rossa).

Così, insieme alle case, iniziano anche a ripartire le attività economiche con l’ arrivo di un grande gregge che servirà a ricostituire gli allevamenti di una parte delle centinaia di aziende agricole flagellate. Un dono singolare che, pensato da Gigi Sanna, socio Coldiretti e anima del gruppo musicale Istentales, è stata tradotta in pratica dall’azione sinergica delle Coldiretti di Nuoro e Abruzzo in collaborazione con i rispettivi Assessorati regionali all’agricoltura.

Un gesto nato un pò per la solidarietà che ha caratterizzato il settore agricolo in questa occasione e un pò per quella antica usanza che in Sardegna si chiama “sa paradura”, che prevede il dono di una o più pecore a chi cade in disgrazia per risollevare le sue sorti.

Un impegno per un mestiere antico ricco di tradizione che consente la salvaguardia di razze in via di estinzione a vantaggio della biodiversità del territorio, ma che offre anche produzioni di carne e formaggi di pecora di qualità particolarmente importanti per la ripresa economica in una Regione come l’Abruzzo dove un terzo delle imprese si occupa di agricoltura e l’agroalimentare pesa per il 15 per cento sul Pil regionale.

da www.newsfood.com