I cani, gli uomini e le donne


PERCHE’ I CANI SONO MIGLIORI DELLE DONNE – 1) Il padre di un cane non verrà mai a cercarti 2) Un cane apprezza che tu lasci i vestiti sul pavimento 3) Il cane limita il suo tempo in bagno ad una veloce bevutina 4) Un cane non si aspetta che gli telefoni 5) Un cane non impazzisce se ti dimentichi il suo compleanno 6) Un cane non si preoccupa dei cani che hai avuto in precedenza 7) Un cane non si aspetta mai fiori 8) Più fai tardi, più e’ felice di vederti 9) Un cane non fa shopping

PERCHE’ I CANI SONO MIGLIORI DEGLI UOMINI – 1) I cani non hanno problemi a mostrare i loro sentimenti in pubblico 2) I cani sentono la tua mancanza quando sei partita 3) I cani si sentono in colpa quando hanno fatto qualcosa di sbagliato 4) I cani ammettono di essere gelosi 5) I cani sono molto espliciti nel chiedere di uscire 6) I cani non giocano con te criticandoti e ridendo su come lanci la palla 7) Puoi addestrare un cane 8) I cani sono facili da comprare 9) La peggiore malattia che ti può attaccare sono le pulci 10) I cani capiscono cosa significa la parola NO! 11) I cani non mentono quando ti baciano

PERCHE’ I CANI SONO COME GLI UOMINI: 1) Entrambi prendono troppo spazio nel letto 2) Entrambi hanno una paura irrazionale delle pulizie con l’aspirapolvere 3) Entrambi segnano il proprio territorio 4) Nessuno dei due ti dice cosa gli passa per la testa 5) Più sono piccoli più tendono ad essere nervosi 6) Entrambi hanno una particolare avversione per le pattine 7) Nessuno dei due lava i piatti. Escluso qualche caso (non per i cani!) 8) Entrambi “scorreggiano” sfacciatamente 9) Nessuno dei due nota quando ti tagli i capelli 10) Entrambi apprezzano i giochi di lotta 11) Entrambi guardano con sospetto il postino ed il lattaio 12) Nessuno dei due capisce che cosa ci trovi nei gatti.

da www.dolusiadas.org

 

Donne:quando le vie si colorano tutte di rosa come a Bologna


Quante donne straordinarie danno il nome alle vie delle nostre città? A Bologna è partito un curioso censimento che si tradurrà a breve in una vera e propria mappa stradale con le vie colorate di rosa. Solo quelle che corrispondono a un nome di donna. Prima di poter consultare lo stradario colorato, ci si può dilettare con l’elenco on line sul portale delle Pari opportunità della Regione Emilia Romagna e scoprire nome per nome la storia e l’essenza dell’esperienza umana di tutte quelle protagoniste al femminile a cui è stata titolata a una via nel capoluogo: da Maria Gaetana Angesi a Giovanna Alvisi Zaccherini. L’esperienza della mappatura viaria tutta al femminile è stata già estesa ad altri capoluoghi di provincia per cui si aspettano segnalazioni.

da www.intrage.it

link consigliato: http://www.allapari.regione.emilia-romagna.it/news/…-per-mettere-in-luce-la-memoria-delle-donne

Cassazione: diffamazione criticare donne in quanto tali


Le donne non possono esser criticate solo per la loro appartenenza al genere femminile e non si puo’ dire che, ad esempio, in un determinato posto di lavoro, sarebbe meglio sostituirle ”comunque, con un uomo”. Le critiche nei confronti delle donne, sganciate da qualunque riferimento a fatti specifici e riferite solo al ”dato biologico”, sono lesive della dignita’ della persona e si pagano con la condanna penale ed il risarcimento dei danni. Lo sottolinea la Cassazione confermando la condanna per diffamazione nei confronti di un giornalista e di un sindacalista per le critiche di genere che avevano rivolto alla direttrice del carcere di Arienzo (Caserta).

La Suprema Corte ha ritenuto diffamatorio un’intervista pubblicata su un quotidiano locale di Caserta nel giugno 2002, intitolata ”Carcere: per dirigerlo serve un uomo”. Gia’ di per se’ il titolo e’ stato ritenuto, sicuramente, offensivo e offensivo e’ stato ritenuto un passaggio dell’intervista fatta dal giornalista Antonio C. ad un sindacalista della Cisl, Luciano D.M. che, parlando della
situazione del Carcere di Arienzo diceva che per la struttura, diretta da Carmela C., ”sarebbe meglio una gestione al maschile”, senza ancorare questa affermazione a nessun elemento oggettivo. Senza successo il giornalista ed il sindacalista hanno invocato il diritto di cronaca e quello di critica sindacale. Chiedendo di essere assolti e di annullare il verdetto emesso dalla Corte d’Appello di Salerno nel febbraio 2009. 

”Correttamente – scrive la Cassazione nella sentenza 10164 – i giudici di merito hanno ritenuto che la frase ‘sarebbe meglio una gestione al maschile’, attribuita al sindacalista, e’ oggettivamente diffamatoria ed e’, da sola, idonea ad affermare la responsabilita’ sia dell’intervistato che dell’intervistatore”. La Cassazione aggiunge che ”si tratta di una dichiarazione certamente lesiva della reputazione della direttrice del carcere trattandosi di un riferimento assolutamente gratuito, sganciato dai fatti, e che costituisce una mera valutazione, ripresa a caratteri cubitali nel titolo, nel quale si puntualizza proprio la  necessita’ (sottolineata dal verbo servire) di affidare la direzione del carcere, comunque,ad un uomo”. ”In sostanza, la critica che viene mossa alla direttrice – continua la Cassazione – e’ sganciata da ogni dato gestionale ed e’ riferita al solo fatto di essere una donna, gratuito apprezzamento contrario alla dignita’ della persona perche’ ancorato al profilo, ritenuto decisivo, che deriva dal dato biologico dell’appartenenza all’uno o all’altro sesso”. 

Giornalista e sindacalista sono stati, dunque, condannati per diffamazione e a risarcire alla direttrice 3500 euro come riparazione pecuniaria oltre ad un risarcimento danni di 7000 euro. Nell’articolo il cronista aveva fatto un generico riferimento ad una protesta, dell’agosto 2000, dei detenuti del carcere di Arienzo e alla lettera che essi avevano scritto denunciando le cattive condizioni di detenzione ricollegando il permanere di questo stato di cose alla presenza della direttrice dell’istituto penitenziario senza verificare alcunche’.

fonte ANSA

Telefono Azzurro: palermitane ignorate protestano sul campanile di San Saverio


di Giorgia Cavera

Nessun giornale, nessun programma televisivo di denunce o di protesta. Nulla. Il silenzio.

C’è il silenzio sulla protesta di alcune donne palermitane che hanno recentemente perso il lavoro. Tanto si è parlato degli operai di Termini Imerese, forse perchè la Fiat fa sempre inevitabilmente notizia, ma di queste persone mandate a casa senza alcun motivo?

33 operatori del servizio «114 Emergenza Infanzia» del Telefono Azzurro occupano pacificamente il campanile della chiesa San Saverio, dallo scorso martedì. Un piccolo megafono, striscioni di protesta pendono sulla facciata della chiesa, dato che dal 31 dicembre scorso sono stati sostituiti nelle loro funzioni da giovani poco esperti reclutati dal servizio civile.

La mancanza di fondi, addotta dall’Associazione, come causa del mancato rinnovo del contratto non sembrerebbe essere reale secondo quanto dichiarato dal segretario regionale della Fisascat Cisl, Mimma Calabrò, che chiede dove siano finiti i soldi stanziati dalle istituzioni tra cui 1,2 milioni erogati dal ministero delle Pari Opportunità, e soprattutto i 2 milioni di euro donati dal sultano dell’Oman.  

E quindi, dove sono finiti i soldi? Ovviamente tutto tace!

da www.palermo.blogsicilia.it

 

8 marzo…a modo mio :-)


E siamo a 1.500 inserimenti con questo…spero di avervi regalato abbastanza inputs per nutrire la vostra e la mia mente…

per festeggiare a modo mio l’8 marzo (che dovrebbe essere tutti i giorni dell’anno:-) pubblico nuovamente questa mia filastrocca…

Filastrocca su donne e motori

E’ un’opinione purtroppo latente

che noi donne quando siamo al volante

anche se siamo le più attente

siamo un pericolo costante.

C’è pure un altro proverbio

che dice che donne e motori

e qui nasce con me un diverbio

siano gioie ma anche dolori.

Schumacher in gonnella vengo chiamata

per la mia guida veloce, scattante e sicura

vi invito a provare a fare una passeggiata

e non proverete la benché minima paura.

Serie C girone B Sicilia di calcio a 5 donne, penultima giornata del campionato


di Daniela Domenici

Si sono appena disputati gli incontri validi per la penultima giornata del girone di ritorno del campionato di serie C girone B Sicilia di calcio a 5 donne, incontri che sono stati anticipati di una settimana perché lo Sportland Augusta sarà impegnato da mercoledì prossimo a Pescara nella fase nazionale della Coppa Italia avendo vinto, lo scorso anno, la coppa Italia per la Sicilia.

L’ultima giornata del campionato, della “regular season”, verrà quindi giocata regolarmente il prossimo 21 marzo e l’11 aprile inizieranno gli incontri per i play-off che quest’anno verranno disputati non più dalle prime 4 squadre classificate ma dalle prime 8.

Oggi abbiamo seguito la partita tra il Misterbianco, quarto in classifica a 28 punti, e lo Sportland Augusta, secondo a 39, a un solo punto dalla prima, il Fiamma Rossa di Messina; nel girone di andata è stato lo Sportland Augusta a capeggiare la classifica fino all’incontro decisivo proprio con il Fiamma Rossa che li ha fatti retrocedere al secondo posto, mantenuto per tutto il girone di ritorno, con un solo punto di distacco.

Il campo di gioco si presentava assolutamente impraticabile per la pioggia insistente e abbondante accompagnata da un forte vento, l’arbitro ha però deciso, dietro forti pressioni della squadra del Misterbianco, di far giocare l’incontro che è quindi iniziato con una decina di muniti di ritardo.

Lo Sportland Augusta è sceso in campo con la sua formazione tipo: Oriana Pennuto tra i pali, Simona Di Grusa capitano, e poi Stefania Guglielmino, Simona Guardo e Rita Lucaselli.

Nonostante le condizioni proibitive del campo lo Sportland si mette subito in luce, l’allenatore Abate effettua qualche sostituzione e al 15’ arriva il primo dei 4 goals segnati da Guglielmino, il suo poker d’assi, oggi sono state tutte sue le marcature della squadra augustana.

Quasi in chiusura di primo tempo Guglielmino segna il suo secondo goal con uno splendido pallonetto, dopo un’azione solitaria, su assist di Di Grusa.

Lo Sportland Augusta entra in campo, nel secondo tempo, con la stessa formazione del primo.

Nessuna azione di un certo rilievo fino al 10’ quando Guglielmino centra la sua terza marcatura con un goal di forza, cercato con caparbietà, e subito dopo quarto e ultimo goal per la squadra di Augusta, sempre della Guglemino che completa, come detto, il suo poker.

Nel secondo tempo nessuna sostituzione nelle fila dello Sportland, la squadra si è dimostrata molto compatta e motivata non lasciandosi sfuggire neanche un pallone nonostante la pioggia battente e le sferzate di vento gelido che hanno ridotto il campo a un pantano.

Purtroppo due note negative: l’arbitro è stato costretto a espellere prima l’allenatore e poi una giocatrice del Misterbianco per comportamento assolutamente scorretto nei suoi riguardi fatto di parolacce e minacce: peccato dover assistere a queste scene così poco sportive.

Negli ultimi minuti del secondo tempo due goals del Misterbianco che non inficiano il risultato finale: Sportland Augusta batte Misterbianco 4 a 2.

8 marzo, i cento fiori delle donne disabili


di Franco Bomprezzi

8 marzo, diluvio di retorica, di frasi fatte, banalità, mimose all’incrocio, cene fra donne, galanterie non richieste, routine di una ricorrenza che dovrebbe ricordare un terribile incendio in una fabbrica, ma quasi nessuno lo sa o ci pensa. Non voglio aggiungere le mie banalità. Eppure penso, vedendo le immagini di Francesca Porcellato, atleta paralimpica che a 39 anni, alla vigilia dei giochi di Vancouver, è emozionata come una ragazzina e diventa rossa per i complimenti in video di Alex Del Piero, alla forza dirompente di comunicazione emotiva che le donne, anche nella disabilità, portano con sé.

Una forza che è anche tenacia di appartenenza di genere, orgoglio e consapevolezza. Consiglio a tutti, in vista dell’8 marzo, di visitare il sito della Uildm, Unione Italiana Lotta alla distrofia muscolare, perché al suo interno si trova un vero giacimento di documenti e di materiali per capire che cosa vuol dire disabilità al femminile. Il “gruppo donne” della Uildm ha dodici anni di vita, e fanno parte del coordinamento Francesca Arcadu, Annalisa Benedetti, Oriana Fioccone, Simona Lancioni, Francesca Penno, Anna Petrone, Gaia Valmarin e Marina Voudouri. Le cito tutte perché meritano davvero che sia conosciuto questo lavoro certosino, fatto di questionari, seminari, incontri, approfondimenti di tutte le tematiche più delicate e “normali”, dalla maternità alla sessualità, dal lavoro alla famiglia, dal rapporto con il corpo al trucco e alla bellezza.

E’ una storia esemplare di comunicazione parallela e sotterranea, un torrente carsico di idee e di sollecitazioni culturali che il mondo del giornalismo ignora, avendo a portata di mano storie eccezionali (le interviste recenti a due donne con distrofia che raccontano come sono diventate mamme) ma anche testimonianze di questa doppia difficoltà, perché quando si è disabili e donne si devono affrontare, nella nostra società, entrambe le condizioni di discriminazione. Lo dico non per farmi bello, come maschio progressista e benpensante (anche se forse un po’ lo sono), ma perché è vero.

E c’è un altro mondo sommerso che merita il nostro affetto, la nostra considerazione, ma soprattutto un grande rispetto: il ruolo delle donne che accudiscono, proteggono, aiutano a vivere, ogni giorno, migliaia di persone con grave disabilità, non autosufficienti, ma oggi più di qualche decennio fa, ancora in casa, nella propria dimora, nella propria famiglia, e non in una camerata di istituto. Vengono alla ribalta solo quando la cronaca si fa drammatica, o la mancanza di aiuti risulta così sfacciata da non poter essere del tutto ignorata.

Ma sono lì, tutti i giorni, tutte le notti, tutto l’anno, e non mollano mai, rinunciando molto spesso alla propria esistenza di donne libere, in grado di programmare una gita, un weekend, un giro di shopping, una sera a teatro. Sono queste donne a rappresentare in buona misura la salvezza e l’esistenza in vita per tanti, tantissimi, disabili non autosufficienti. Vorrei che almeno ci pensassimo un po’ di più, cominciando anche ad ascoltare la loro voce, i loro diritti, le loro proposte.

Ci sono poi le donne che vengono da lontano, e che ora sono qui, nel nostro Paese, lasciando nel loro cuore il dolore per una famiglia abbandonata e divisa solo per cercare di sopravvivere economicamente. Le etichettiamo come badanti, le mettiamo in regola solo dopo averle considerate clandestine, e poi ci fermiamo subito, per non lasciarci coinvolgere dalle loro vite di donne, dalle loro fragilità che non possono neppure ammettere, chiamate a risolvere i nostri problemi, a mettere le mani sui nostri cari in cambio di denaro.

Mi piacerebbe un 8 marzo dedicato alla dignità delle donne con disabilità e delle donne vicine alla disabilità. Un grazie non basta, ma è almeno il minimo che si meritano. Felice 8 marzo, con un sorriso.

da www.vita.it

Gesti inutili? Alle donne non sfuggono


Il cervello femminile risponde più rapidamente di quello maschile alle azioni prive di senso. Ad accorgersi dell’errore, rivela uno studio italiano, sono in entrambi i neuroni specchio

 Bastano circa 200 millisecondi al cervello per accorgersi che un’azione è stupida, inutile o semplicemente un errore. A quello delle donne però basta anche qualcosa di meno. A compiere questa opera di identificazione, come spiega Alice Mado Proverbio dell’Università di Milano-Bicocca (inseme a Federica Riva e Alberto Zani dell’Istituto di bioimmagini e fisiologia molecolare del Cnr di Milano) sulle pagine di Neuropsychologia, sono i neuroni specchio.

Queste cellule nervose si attivano quando un soggetto ne vede un altro compiere un’azione e sono alla base dell’empatia e delle relazioni sociale (Vedi Galileo). La loro attività è maggiore quando si osserva un’azione con uno scopo (afferrare un oggetto per usarlo) rispetto a quando se ne guarda una non finalizzata (prendere un frutto e buttarlo invece di mangiarlo); sono quindi in grado di attivare un circuito neuronale capace di distinguere tra azioni sensate e azioni inutili.

Per esaminare questa capacità, i ricercatori milanesi hanno coinvolto 23 studenti universitari, sia maschi sia femmine, e hanno chiesto loro di osservare 260 immagini. Contemporaneamente gli scienziati registravano da 128 sensori l’attività cerebrale stimolata dalla visione. Le immagini utilizzate ritraevano persone nell’atto di compiere azioni di diverso tipo: in alcune i soggetti si dedicavano a normali attività quotidiane come lavarsi o brindare; in altre, invece, compivano azioni completamente prive di scopo. Ai partecipanti tuttavia non era chiesto di distinguere esplicitamente tra un’azione appropriata e una non appropriata.

Le analisi dei dati ottenuti con i sensori hanno mostrato tuttavia un riconoscimento automatico delle azioni insensate, immediatamente successivo alla visione dell’immagine: a partire dai 170 ai 200 millisecondi con un picco di attività (riconoscimento di un errore) tra i 450 e i 600 millisecondi. Il cervello femminile è quello che ha mostrato un’elaborazione più rapida rispetto a quello maschile, e un’attivazione dei neuroni specchio presenti nelle aree cerebrale più legate all’affettività (corteccia cingolata e del sistema limbico). Negli uomini invece ad attivarsi era l’area più “razionale”(corteccia orbitofrontale).
 
“Questi risultati sembrano suggerire una maggiore suscettibilità femminile alle azioni incongruenti”, ha spiegato Alice Mado Proverbio “e forniscono nuove prove dell’esistenza dei neuroni specchio anche negli esseri umani, e del loro ruolo nei comportamentali sociali complessi di imitazione, apprendimento e valutazione dell’appropriatezza”. (c.v.)

Riferimenti: Neuropsychologia doi:10.1016/j.neuropsychologia.2010.01.015

da www.galileonet.it

Campionato di calcio a 5 femminile girone B Sicilia: Vittoria vs Sportland Augusta


Per la sesta giornata del girone di ritorno si è appena disputato, in mattinata, l’incontro tra la compagine del Vittoria e quella dello Sportland Augusta, attualmente seconda in classifica; gli altri incontri di questa giornata si disputeranno tra poco, nel pomeriggio, e dovremo quindi attenderne gli esiti per aggiornare la classifica.

L’incontro si è concluso con la vittoria della squadra di Augusta per 6 a 4 ma avrebbe potuto terminare con un risultato più ampio a favore della compagine augustana che è stata, purtroppo, penalizzata da un arbitraggio non perfettamente corretto.

Ma ecco il resoconto puntuale di com’è andata.

Lo  Sportland è entrato in campo con Militti tra i pali e Di Grusa (capitano), Guglielmino, Lucaselli e Guardo.

A 5’ dall’inizio della partita primo goal dello Sportland ad opera del n° 3 Guardo, dopo pochi minuti un forte tiro in porta di Guglielmino viene ben parato dal portiere vittoriese e altrettanto accade, poco dopo, nella porta avversaria.

Un forte pressing dello Sportland costringe il portiere del Vittoria a più di una parata e, dopo soli 10 minuti di gioco, l’allenatore del Vittoria chiede il time out.

Al 15’ seconda marcatura della squadra augustana ad opera di Gugliemino che segna a porta vuota su uscita del portiere.

Al 20’ brutto fallo di Guardo dell’Augusta che le provoca un’ammonizione da cartellino giallo.

Prime sostituzioni, oggi davvero molto poche, tra le file dello Sportland: escono Lucaselli e Guardo ed entrano Salemi e Tringali e poco dopo secondo time out chiesto questa volta dalla squadra augustana.

A pochi minuti dalla fine del primo tempo arriva il primo goal del Vittoria che poco dopo raddoppia chiudendo così la prima frazione di gioco in parità, sul 2 a 2.

Lo Sportland entra in campo, nel secondo tempo, con la stessa formazione dell’inizio eccetto il portiere: al posto di Militti tra i pali c’è Pinnuto.

Al 5’ di gioco terzo goal di Lucaselli per lo Sportland, poco dopo arriva la quarta marcatura di Guglielmino e la quinta di Di Grusa in scivolata: in pochi minuti tre goal.

Al 10’ time out chiesto dall’allenatore del Vittoria.

Al 20’ secondo cartellino giallo per la squadra dello Sportland Augusta per un fallo di trattenuta di Salemi.

Per somma di falli, 5, primo tiro libero del Vittoria che non va a segno ma poco dopo, con un tiro da fuori area, terzo goal vittoriese.

Al 25’ sesto goal della squadra augustana ad opera di Guglielmino che ha così siglato una sua personale tripletta.

Il quarto goal per la squadra di casa arriva a pochi minuti dalla fine su rimbalzo dopo un rigore parato da Pinnuto.

Si conclude sul 6 a 4 per lo Sportland Augusta un incontro molto combattuto, molto veloce dato anche il parquet del terreno di gioco e, purtroppo, come detto in apertura, molto inficiato da un arbitraggio non esattamente super partes.

Domenica prossima derby casalingo: si troveranno di fronte le due squadre di calcio femminile di Augusta, lo Sportland e il Mangesa che all’andata hanno chiuso in parità, 2 a 2.

Emma Bonino


AVREI VOLUTO ESSERCI…non avendo potuto per motivi logistici pubblico il video integrale, grande Emma!!!

Emma Bonino apre la campagna elettorale per la Regione Lazio a Roma con le donne di Roma e del Lazio.

http://www.radioradicale.it/scheda/297423/emma-bonino-apre-la-campagna-elettorale-per-la-regione-lazio-a-roma-con-le-donne-di-roma-e-del-lazio