“Lungimirando”


di Nunzio Buono

Il giorno
è un giorno letto tra i giorni raccontati, steso e nascosto
tra le pieghe di lenzuola confinate
da uno sguardo

vado seduto con le mani vuote
da un tramonto raccolto
su una panchina scarabocchiata
dagli istanti, distratti
dai colori viola delle nuvole.

Il mare
è uno spazio d’aria racchiuso
da un orizzonte perfettamente in linea d’occhi, dove
tu eri oltre quella sera in piedi al vento
e chino il volto mi parlavi.

Dai tuoi, il cielo,
aveva rubato il chiaro specchio d’azzurro
che piano piano ti tornavano nei miei, dipinti al fiato
dalla leggerezza del tuo vestito magro, io
nudo il segno
del segreto della luna

e respiro
dal mio silenzio il tuo silenzio
insinuandomi tra i capelli, come il vento, fa
con le foglie al ramo e in un giorno di pioggia
ti bagna di sole tra le forme

il tuo profumo
respira la mia pelle
in questo giorno che mi racconta i suoi domani
accanto a una panchina stretta
seduto tra le scritte, scritte
di amori ripetuti di promesse.

C’è
uno spazio di parole
nel pensiero
che scrive per te il mio domani.

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“Di quanto amore”


di Maria Grazia Vai

Come dal mare l’odore del vento
Arriverai
E con te, il mio tempo.

Del mio domani, di ieri, il mio dono
sarà l’attesa

Dei tramonti la goccia, dell’alba
i profili

Arriverai,
come la pioggia sui fiordalisi

Dorato frastuono, sarai nel mio abbraccio
sotto voce
– sotto la pelle,

dove canta l’Amore e solo tu puoi sentirlo

E ti voglio e ti penso,
dolce sogno increspato. Cuore mio
Mio tormento

Tu, del mio sogno cometa. Io,
bianca vela t’inseguo

E ti spingo
ai confini del cielo

Ma ti penso e ti voglio nel fiato,
nel mio sorriso,
nelle braccia e negli occhi

Arriverai

– ma sei già – Qui, dove ti sento

Sei l’Amore che inazzurra
ogni pagliuzza del cuore
Ed io , qui seduta – in silenzio

ti aspetto

E scoprirai di quanto amore
sono pieni i miei occhi.

“Traversata”


di Angela Ragusa

Se non restassero i ricordi
che ne sarebbe di noi…
…penso più all’ ieri
che al domani
e non è rimpianto…

Il “mio” ieri “è stato”.

Il domani , non ancora “mio”,
mi appare “estraneo”,
fuori da me
non ancora accaduto
non ancora passato…

In questo stretto di mare
solo la luce
del faro dell’ieri
mi appare luminosa

Il transito è calma piatta

Periglio è ondeggiare,
scivolare è convinta indolenza
agitarsi è continuo intraprendere.
Ieri… porto da cui si salpa
Domani…approdo
del continuo sospingersi…

Vivere bene l’oggi – carpe diem


“Nell’istante in cui vi svegliate al mattino, dovete pensare che
quello è il momento più importante del giorno che state vivendo.
Perché?… Perché da quel momento dipenderà tutto il resto della
giornata, e da quella giornata dipenderà anche il seguito della
vostra esistenza.
Gesù, che lo sapeva, ha detto: “Non affannatevi dunque per il
domani, perché il domani avrà cura di sé. A ciascun giorno basta
la sua pena”. Non preoccuparsi del domani: sì, ma a condizione di
pensare all’oggi, di vivere bene l’oggi, altrimenti passerete
ogni giorno che verrà a riparare le conseguenze degli errori
commessi il giorno prima. Tutti coloro che si sono occupati del
proprio avvenire trascurando le ventiquattro ore presenti, hanno
lasciato lacune ovunque nella propria esistenza, e sono di nuovo
sulla terra per correggere, riparare e soffrire. Se riuscite a
vivere bene anche solo ventiquattro ore, preparate le
ventiquattro ore a venire, non avete nulla da riparare, e il
programma che si presenta è facile da eseguire: il terreno è
stato dissodato, non ci sono ostacoli, e così la vita è
facilitata. Ma iniziate soprattutto vivendo bene i primi istanti
della giornata, in modo da preparare le ore successive. ”

Omraam Mikhaël Aïvanhov