Sospesa la direttrice del carcere Pagliarelli di Palermo


E’ stata sospesa cautelativamente e a tempo indeterminato, su decisione del Dap, il direttore del carcere di Pagliarelli di Palermo, Laura Brancato. L’alto funzionario e’ stata proposta per un rinvio a giudizio (e ora e’ anche sotto procedimento  disciplinare) con l’accusa di un particolare tipo di reato, l’installazione di apparecchi
idonei ad effettuare intercettazioni, e anche di truffa, falso e abuso d’ufficio.

Secondo i pm avrebbe fatto piazzare in ufficio un centralino telefonico che si potrebbe inserire e che dunque potrebbe intercettare le telefonate in arrivo e in partenza dal carcere. La denuncia contro la Brancato era stata presentata da Dario Quattrocchi, segretario regionale del Sinappe, sindacato della polizia penitenziaria. La Brancato
avrebbe pure avuto esami e servizi sanitari gratuiti, previsti solo per i detenuti e di queste presunte truffe risponde assieme a un ex dirigente sanitario del carcere, Sergio Cavallaro. La direttrice aveva sempre sostenuto di non avere mai intercettato nessuno

fonte rainews24

In Germania una direttrice di banca come Robin Hood: condannata


BERLINO – Il crimine non paga, nemmeno quando è a fin di bene: 22 mesi di carcere con la condizionale é la condanna ricevuta a Bonn da una vera e propria Robin Hood tedesca, una direttrice di banca che prelevava dai conti correnti dei ricchi per risanare quelli dei poveri. E’ accaduto a Bornheim, un piccolo centro vicino Bonn, la ex capitale della Germania federale fino alla riunificazione tedesca.

Qui Erika B., (anche il nome è stato modificato, per rispetto della privacy) dal 1990 era direttrice della locale cassa di risparmio, la Vr-Bank. Signora dall’aspetto rassicurante, in realtà ha saccheggiato per anni senza essere scoperta i conti correnti dei clienti più ricchi per ripianare quelli dei più poveri. In tutto, secondo quanto scrive oggi la ‘Bild’, tra il 2003 e il 2005 ha spostato 7,6 milioni di euro in 117 casi accertati. La donna, che ha 62 anni, per sé non ha mai preso nemmeno un centesimo, ha più volte ripetuto il suo avvocato difensore Thomas Ohm. Erika B. ha spiegato di avere aperto linee di credito anche per clienti meno abbienti, con il risultato di avere tanti conti correnti in rosso.

Per non attirare l’attenzione, quando si avvicinava una ispezione, trasferiva somme importanti dai libretti di risparmio di clienti benestanti a quelli dei più poveri. Passato il controllo, restituiva le somme trasferite ai legittimi proprietari. Questo però non sempre era possibile in quanto alcuni clienti dai conti in rosso profondo, riuscivano a spendere i soldi prima ancora che lei riuscisse a riprenderli. Alla fine, il danno arrecato alla banca da Erika B. è stato di 1,1 milioni di euro. Alla giudice che le chiedeva perché lo ha fatto, non ha saputo dare nessuna spiegazione per il suo gesto.

“Forse, senza rendermene conto, ero caduta in preda di una mania di aiutare” ha detto Erika, che oggi afferma di essere pentita. Il tribunale ha avuto difficoltà a condannarla. “Da una parte ha arrecato un grave danno finanziario – ha spiegato la giudice – dall’altra va notato che il suo è stato un comportamento senza fini di utile personale, quindi abbiamo affrontato un caso radicalmente diverso dai soliti”. Dopo essere stata scoperta, la direttrice di banca dal cuore d’oro è stata licenziata in tronco, e per far fronte al debito ha dovuto vendere la casa, le polizze di assicurazione, quasi ogni bene. Insomma si è ritrovata sul lastrico, ed ora vive con una pensione di mille euro.

fonte ANSA