Teatro: ‘Ma Dio e’ su Facebook?’ alla Cometa Off di Roma


Va in scena dal 9 febbraio prossimo alla Cometa Off lo spettacolo ”Ma Dio e’ su facebook?” scritto, diretto e interpretato da Rosanna Sferrazza. Una pie’ce sul Dio pagano del momento che conta milioni di fedeli nel mondo: Facebook. In scena, come sulla bacheca del famoso social network, si alternano commenti surreali, video satirici ed eventi paradossali. Un coro di voci umane che fanno a gara per rispondere all’eterna domanda divina: ”a cosa stai pensando?”. Ne viene fuori un affresco ironico della nostra contemporaneita’ alla disperata ricerca di un senso. Perche’ soltanto l’ironia, forse, puo’ offrirci un nuovo punto di vista sulla realta’ e suggerirci gli strumenti giusti per vivere meglio

fonte Adnkronos

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Chi è un derviscio (cioè io:-)


L’etimologia del termine “Derviscio” é incerta ma la si fa comunemente derivare dal persiano Darwish (درویش‎ darwīsch) che sta ad indicare un asceta, vale a dire qualcuno al quale il possesso dei beni materiali é indifferente. La traduzione dal persiano indicherebbe anche il mendicante, ma questo termine non é da prendere alla lettera. Esso indica piuttosto l’atteggiamento interiore di chi si riconosce povero di fronte alla ricchezza di Dio. In persiano la parola darwish deriva dal termine dar ( porta), una metafora ad indicare colui che sta alla porta (il mendicante) o sulla soglia. Nel senso mistico il derviscio sta sulla soglia dei due mondi, quello materiale (dunya) e quello spirituale (akira) ed aspira alla visione di entrambi.

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Voglia l’Altissimo esaudire il desiderio di tutti coloro che, sebbene intrappolati e attardati in un mondo carico di illusioni e sirene fatue, aspirano alla visione ultima della veritá universale e della sua causa prima.

da  www.ilderviscio.wordpress.com

Riflessioni su eros e questione morale e su Dio di Francesco Sabatino


Eros e questione morale

 La società occidentale, per quanto concerne il rapporto che gli uomini hanno con l’eros, è caratterizzata da due elementi contrapposti. Da un lato, persistono ancora tabù sessuali, provenienti dalla morale e dalla religione cattolica, retaggio della cultura medievale; dall’altro, vi è lo sviluppo della pornografia e della mercificazione del sesso. Io, qui, vorrei proporvi una terza via: la sublimazione dell’eros. Un sano rapporto erotico, basato sull’amore, sul rispetto della dignità umana e della libertà della persona amata, è l’atto più cristiano che esista al
mondo, indipendentemente dal fatto che i due amanti siano sposati o meno, o che siano omosessuali o etero. Infatti, quando due uomini si uniscono in amore, formando un corpo unico e una sola anima, si realizzano i valori fondamentali del cristianesimo, espressi nelle sacre scritture: il dono di sé e la comunione con l’altro.
Inoltre, il piacere derivante dall’attività erotica non va considerato “peccato”, come fa la dottrina cattolica, bensì un elemento fondamentale della vita che induce gli uomini alla beatificazione e all’elevazione dello spirito. Non dobbiamo considerare il corpo e i piaceri che da esso derivano come un qualcosa da mortificare, in favore della purificazione spirituale: il corpo non è la prigione dell’anima, come professano le religioni orientali e affermava il cristianesimo medievale, bensì il rivestimento esterno della stessa. Corpo e anima, insieme, costituiscono un “simbolo”, un tuttuno che dà vita ad una sola entità: l’uomo. Pertanto, il godimento dei piaceri della carne non va inteso come fonte di corruzione e mortificazione dello spirito, ma come vivificazione assoluta dello stesso. Dunque, dal momento che l’attività erotica realizza i valori cristiani di cui ho parlato in precedenza, non è un peccato, un sacrilegio verso Dio, anzi,
al contrario, è esaltazione di Dio. Amare è dolce come una poesia, sublime come un’armonia. Poesia ed armonia sono gli elementi che caratterizzano il corpo e l’anima di una donna, che, per questa ragione, va amata, onorata, rispettata e venerata, e non violentata e abusata. La donna, proprio perché possiede la divina potenza creatrice della vita, va consacrata, e non ritenuta un oggetto senz’anima con il quale fare mercimonio del proprio corpo. Quando si ama, all’insegna della reciprocità e del rispetto della persona amata, lo spirito si innalza a Dio, si eleva al bene supremo e si congiunge con l’assoluto.
L’amore non deve essere oppresso dalla morale e dalla religione, che opprime l’uomo considerando ogni cosa peccato, bensì deve essere lasciato libero. Libero di volare nel vento, sospinto dalla sola forza dei sentimenti. La religione e la morale, semmai, devono perseguitare gli atti malvagi dell’uomo, come la guerra, la mafia e lo sfruttamento dei popoli, e non due giovani che amano la vita e desiderano farlo pienamente unendosi in amore. Il solo peccato
che l’amore provoca è quello di infondere armonia e pace negli uomini. Allora, perché la chiesa si ostina a condannarlo, a meno che non avvenga all’interno del matrimonio? Perché l’istituzione clericale nega ciò che invece la natura, quindi Dio afferma?

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Chi è Dio?

 Molti uomini, dalle origini fino ai giorni nostri, si sono interrogati, e si interrogano, su Dio.
Essi hanno trovato delle risposte, ma non sono mai riusciti a coglierne l’essenza. Io non voglio qui presumere di essere giunto ad una verità, non voglio propinarvi una religione da seguire in maniera assoluta, come hanno fatto molti in passato, bensì voglio fornirvi un’alternativa (giudicherete voi se valida o meno) su chi è Dio. Dio è poeta. Con la sua forza creatrice, egli ha creato una splendida poesia: il mondo, la natura, l’uomo. Tuttavia, l’uomo, con la sua miseria, crudeltà ed insensatezza, ha contribuito a trasformare questa magnifica poesia in una terrificante prosa. La donna, dal momento che nella sua finitezza possiede la bellezza infinita e sublime della natura, quindi di Dio, è la creatura più vicina alla divinità. Il poeta, amandola, congiungendosi a lei, contemplando la bellezza del suo corpo e della sua anima, eleva il suo spirito avvicinandosi a Dio. Mi rendo conto, però, e lo dico con estremo rammarico, che solo pochi uomini, come avrebbe detto Eraclito i “desti”, hanno intelletto di poesia. Soltanto pochi
spiriti eletti riescono a considerare la donna come fonte di poesia, custode dell’infinita bellezza di Dio. Il resto, la massa, i “dormienti”, la considera un oggetto da usare ed abusare, o comunque non la concepisce poeticamente, commettendo così un grave atto di empietà verso Dio.
Dio non è solo poeta, Dio è anche Amore e Bellezza. Così, la donna, oltre ad essere fonte di poesia, è anche divina ancella dell’amore e della bellezza.

 Non solo il poeta, anche l’uomo “comune” può unirsi a Dio. Ciò avviene attraverso il perseguimento di buoni sentimenti, per mezzo dell’amore, unica forza positiva che unisce gli uomini tra loro, all’insegna della solidarietà e del rispetto reciproco. Per amare Dio, non occorre erigere altari, templi e chiese. Non è necessario aderire ad una religione confessionale, cristiana, ebraica o islamica, bensì basta semplicemente chiudere gli occhi, aprire il nostro cuore e comunicare con l’intimo della nostra coscienza. Lì è presente Dio, lì nasce la nostra fede. Non bisogna compiere riti esteriori, come partecipare alle processioni o alla messa, o ancora recitare preghiere mnemoniche, per elevare lo spirito a Dio. Questi, infatti, sono elementi materialistici, tipici della natura umana, che nulla hanno a che fare con la natura di Dio, che è spirito, energia, potenza che crea e muove il mondo. La religione tradizionale considera i riti che ho appena citato come fonte di salvezza e mezzo per ottenere la comunione con Dio. In realtà essi sono la fabbrica dell’ipocrisia, che annebbia la mente ed infiacchisce lo spirito, quindi allontana da Dio che come ho già detto è spirito. Inoltre, la suddetta religione, che io definisco“istituzionale”, in quanto imposta dall’alto da una istituzione, chiesa cattolica, ayatollah islamico, e così via, con i suoi riti e i suoi dogmi, con la sua concezione estremamente severa di “peccato”, opprime l’uomo, lo annichilisce e lo svilisce.
Con la religione, l’uomo non raggiungerà mai la salvezza. Piuttosto, egli è condannato a vivere, se così si può dire, come un automa, schiavo dell’approvazione e/o disapprovazione degli altri. La religione condanna anche i popoli alla guerra e all’incomprensione reciproca. L’unica vera arma di salvezza è la religiosità che scaturisce dall’intimo profondo della coscienza, e non da una istituzione. Solo la religiosità, fondata sull’amore, la tolleranza e la pace, può condurre l’uomo verso la libertà, unico elemento, insieme alla dignità, che fa di un individuo un uomo. Una religiosità fondata sull’amore e sul rispetto del prossimo favorisce la comunione con Dio, quindi la salvezza come beatitudine immensa. Non sono certo della beatitudine dopo la morte. Ma che importa? Quello che conta è vivere serenamente con noi stessi e con i nostri cari in questa vita. Il paradiso o l’inferno dipendono dal nostro stato d’animo. Una vita spesa bene all’insegna dell’amore sicuramente crea in noi il paradiso.

’Jazz Colours – La Musica che ti gira intorno ‘’ – Jazz e Spiritualità


di Giulia La Rosa, una Cantante di Jazz

Si è conclusa ieri sera  la rassegna ‘’Jazz Colours- La Musica che ti gira intorno ‘’ presso la  Casa del Jazz  a Roma e presentata dal giornalista Alfredo Saitta.

E’ stato affrontato un argomento  molto particolare: Il Jazz e la Spiritualità.

‘’Ognuno prega nella lingua che conosce ‘’diceva il grande Duke Ellington, musicista e compositore di Jazz. La Musica è molto più di una lingua , è un ‘elaborazione istintiva  tra il cuore e le diverse culture in cui viviamo.

 ‘’Nobody knows the trouble I’ve seen..nobody knows but Jesus ‘’ frase che può aiutarci a  comprendere la vera anima della spiritualità nel Jazz che nasce dalla forte esigenza del popolo africano deportato negli Stati Uniti di parlare a Dio.

Nobody knows the trouble I’ve seen
Nobody knows but Jesus
Nobody knows the trouble I’ve seen
Glory Hallelujah

http://www.youtube.com/watch?v=SVKKRzemX_w (Vi invito all’ascolto ) famoso gospel dove si avverte forte l’abbandono a Dio, la disperazione  di un uomo  che vive le ‘’troubles’’di una condizione di vita molto difficile ed oppressa  esprimendosi con un canto di dolore, di fede e speranza per raggiungere un conforto e sentirsi vicino a Dio.

La musica diventa un mezzo di congiunzione tra il terreno e la sfera del sacro elevando l’uomo in una sorta di sublimazione  rendendolo migliore.

Con il Jazz le tematiche classiche possono essere contaminate, sfumate,  ritrattate con dissonanze raggiungendo ugualmente la riconciliazione spirituale dell’intenzione iniziale.

Cambia la forma ma non l’essenza.

Ieri ho avuto il piacere di poter ascoltare da vivo il pianista romano Riccardo Biseo, il quale ha espresso il suo sentire natalizio con una versione insolita di “White Christmas” per solo piano, versione Jazz che oscillava tra lo swing e frasi musicale molto lente;  il tutto dava un senso di raccoglimento delle note….Lui era lì tra quelle note.  E’ stato un momento di profondo silenzio e religioso.

Che sia Pergolesi, J.Sebastian Bach, Miles Davis, John Coltrain, Gershwin, musica Classica , rock, sacra  non importa, la musica nasce dal cuore,  sfiora le anime, fa il giro del mondo  e ritorna nel cuore.

Vi invito a una riflessione: come potrebbe  un uomo di chiesa  sentirsi uno strumento divino suonando una chitarra Gibson, ed esattamente il modello ‘’Diavoletto’’, esprimersi in modalità rock e rimanere ugualmente  un sant’uomo ?

Sembrerebbe paradossale ascoltare un abate in concerto con i Deep Purple  nell’esecuzione di ‘’Smoke on the water’ ?  vi allego il video http://www.youtube.com/watch?v=ZjJI8zBG0yQ    e capirete.

Parlo di padre Wolf  Notker, abate della Basilica di Sant’Anselmo a Roma; un uomo di grande cuore,  religioso  e musicale….semplicemente un Grande Uomo.

Vi parlo da musicista, sono una cantante di Jazz e ho ricevuto da Dio il dono di riuscire a vivere la mia vita  con i colori della Musica.

Il potere della Musica è quello di aprire le anime  per ritrovare le note  della Vita e viverla  in perfetta  Armonia.

“Un grosso contenitore”


Un grosso contenitore
di ferro e cemento
dove l’unica differenziazione
è quella di corpi umani
divisi come plastica e cartoni
pronti per un riciclaggio
che non avviene mai …

Trattasi forse di elementi scadenti?
ci vuole un bravissimo chimico
che capisca come riciclare
tutta la materia grigia
buttata dentro questo
enorme “bidone”.

Cuori, anime e sentimenti
sono questi gli elementi
che si devono unire
affinché un differenziato
diventi “uomo”.

Ma l’unico che può
fare tutto questo
è un “chimico” che ci ha
plasmato la prima volta
e si chiama Dio !!!

Marcello Ramirez
Carcere di Siano (Catanzaro) – Settembre 2009

da www.informacarcere.it

“Lui ci ha dato”


Non so proprio come far
Per ringraziare il mio Signor
Ci ha dato i cieli da guardar
E tanta gioia dentro il cuor

Lui ci ha dato i cieli da guardar
Lui ci ha dato la bocca per cantar
Lui ci ha dato il mondo per amar
E tanta gioia dentro il cuor (2v)

Si è chinato su di noi
Ed è disceso giù dal ciel
Per abitare in mezzo a noi
E per salvare tutti noi

Lui ci ha dato …

E quando un dì con Lui sarem
Nella sua casa abiterem
Nella sua casa tutta d’or
Con tanta gioia dentro il cuor.

Lui ci ha dato …

da www.tuttoscout.org

Salmo 15 (16) dall’Antico Testamento


di DavidesalmiProteggimi, o Dio: in te mi rifugio.

Ho detto a Dio: “Sei tu il mio Signore,

senza di te non ho alcun bene”.

Per i santi, che sono sulla terra,

uomini nobili, è tutto il mio amore.

Si affrettino altri costruire idoli:

io non spanderò le loro libazioni di sangue

né pronunzierò con le mie labbra i loro nomi.

Il Signore è mia parte di eredità e mio calice:

nelle tue mani è la mia vita.

Per me la sorte è caduta su luoghi deliziosi,

è magnifica la mia eredità.

Benedico il Signore che mi ha dato consiglio;

anche di notte il mio cuore mi istruisce.

Io pongo sempre innanzi a me il Signore,

sta alla mia destra, non posso vacillare.

Di questo gioisce il mio cuore,

esulta la mia anima;

anche il mio corpo riposa al sicuro,

perché non abbandonerai la mia vita nel sepolcro,

né lascerai che il tuo santo veda la corruzione.

Mi indicherai il sentiero della vita,

gioia piena nella tua presenza,

dolcezza senza fine alla tua destra.